Patologia e Semeiotica Chirurgica Degli Animali Da Reddito

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Patologia e Semeiotica Chirurgica Degli Animali Da Reddito

Per il bovino si parla anche di tecniche chirurgiche.
La semeiotica della colica nel cavallo verrà trattata nell'ultima esercitazione e non a lezione. Si tratteranno:
- respiratorio locomotore
- digerente
- ombelico puledro e vitello
Esame: domande a risposta multipla e aperte (elenchi puntati non temi), dipende dal sistema, che valgono da 1 a 3 punti; errate -1, non data -0.5 nelle multiple e -1 nelle aperte. Accesso all'orale al pomeriggio.
L'anatomia va saputa, domande relative ci sono sempre sia allo scritto che all'orale.
Esercitazioni: 4 ore di anatomia, 4 ore respiratorio, 4 ore locomotore cavallo e visita zoppicatura e colica.

Processi Patologici

Tutti i processi di base partono dalla flogosi o processo infiammatorio, un meccanismo di difesa nei confronti di insulti con caratteristiche diverse, danni tissutali sia interni che esterni, determinando un'alterazione dell'omeostasi.
Si devono tenere in considerazione le cause per capire l'evoluzione e per trattarla.
Le cause della flogosi sono:
- agenti fisici: traumi, calore, radiazioni agenti chimici: sostanze irritanti, acidi e basi forti agenti biologici: batteri, virus, parassiti, funghi.
La flogosi avviene subito dopo l'insulto causato da questi agenti, si ha poi l'evoluzione del processo nella quale la peggior ipotesi è la necrosi in cui non si ha una restitutio ad integrum ovvero il ripristino dell'omeostasi dell'organismo.
Una delle cause principali di necrosi e infiammazione è la carenza di ossigeno.
Se l'ossigeno non arriva alle cellule in modo adeguato o è insufficiente, oltre alla via anaerobica che porta alla formazione di acido lattico, può causare un cattivo funzionamento cellulare che evolve se protratto nel tempo in necrosi.
In questo meccanismo se il sistema immunitario non funziona correttamente, si ha una risposta infiammatoria anomala, eccessiva o assente, che può portare ad allergie, reazioni anafilattiche o risposta immunomediata.
Le patologie del sistema immunitario sono mediche, difficilmente viene utilizzata la chirurgia.
L'insulto cellulare causa come prima risposta una infiammazione acuta che si può manifestare attraverso la mobilizzazione di linee cellulari che causano eventi diversi (mastociti→istamina, neutrofili→formazione di pus). Se questo meccanismo funziona, il tessuto va incontro a guarigione, cicatrizzzazione e restitutio ad integrum.
Image summary: Un diagramma di flusso che illustra le risposte biologiche a un insulto cellulare. L'insulto cellulare innesca un'infiammazione acuta che, mediata da fattori plasmatici e cellulari, può evolvere in due direzioni: verso la risoluzione, che porta alla cicatrizzazione, oppure verso la persistenza dell'insulto, che conduce a un'infiammazione cronica. Lo schema descrive i percorsi divergenti tra la guarigione e la cronicizzazione di un danno cellulare.
Se invece l'insulto si protrae, l'infiammazione evolve in cronica che necessita di trattamenti diversi rispetto a quella acuta.
La liberazione di sostanze attive che stimolano i nocicettori può causare dolore, che può essere acuto o cronico con aspetti diversi.
Figure C summary: Un grafico a linee che mostra l'attività di diverse risposte infiammatorie in funzione dei giorni. L'edema raggiunge il picco per primo, seguito dai neutrofili intorno al primo giorno e infine dai monociti e macrofagi, che mostrano l'attività più prolungata superando i due giorni. Il grafico illustra la successione temporale delle diverse fasi della risposta infiammatoria.
Il primo evento delle prime 24h è edema con richiamo di linee cellulari che rilasciano istamina, se l'insulto protrae vengono richiamate cellule della linea bianca, neutrofili, la prima linea di difesa nei confronti dell'agente non self.
La seconda fase che inizia subito dopo l'insulto ma è più lenta prevede la liberazione di altre linee cellulari come i monociti e i macrofagi.
Un trauma cutaneo ad esempio provoca un'apertura della struttura con ingresso di batteri, materiale grossolano e crea una soluzione di continuo dei vasi.
In prima risposta vengono richiamate le piastrine per chiudere i vasi, vengono poi richiamati i neutrofili per proteggere l'ingresso dei germi.
Alcune linee cellulari sono già presenti e vengono richiamate dallo stimolo.
Le piastrine a contatto con alcune sostanze nel sangue degranulano, liberando dei fattori di crescita che hanno un'azione pro riparatoria.
Le sostanze liberate dai macrofagi, invece, alcune sono pro riparazione altre pro infiammazione che causeranno edema e libereranno in seconda fase le citochine che hanno azione sia pro che anti infiammatoria.
Si ha quindi una fase iniziale dove agiscono prima le cellule già presenti, e poi le cellule di nuova produzione (neutrofili, macrofagi e linfociti) che hanno lo scopo di ripristinare l'integrità → risposta locale.
A livello centrale nel fegato si ha la produzione di fattori prodotti per favorire l'aggregazione dei vasi (fattori della coagulazione) e per attivare le proteine del complemento → risposta sistemica.
Nelle prime 24h è importante il ruolo del sistema vascolare perché media la liberazione di acqua che crea l'edema dei tessuti. L'acqua rappresenta il 60% negli adulti e l'80% nei pediatrici e si distribuisce in intracellulare ed extracellularare. L'extracellular e può essere interstiziale e vascolare.
A seguito di un trauma, nei vasi che presentano dei fori che favoriscono il passaggio di molecole, l'istamina favorisce il passaggio di acqua nell'interstizio favorendo la flogosi iniziale.
Le caratteristiche dell'infiammazione acuta sono: rossore, calore, tumefazione e dolore. Si ha:
1. alterazione calibro dei vasi con aumento flusso ematico
2. aumento permeabilità capillare ad opera delle sostanze rilasciate dai macrofagi che causa passaggio di liquido nell'interstizio facendo assumere aspetto gonfio
3. migrazione leucocitaria, leucociti richiamate in sede (in caso di ascesso ad esempio ci può essere leucopenia nel sangue in quanto sono tutti concentrati in sede di lesione)
L'esito dell'infiammazione dipende dall'entità e durata dello stimolo flogistico, dalla sede della flogosi e dalla risposta dell'ospite e può evolvere in:
• completa risoluzione: restitutio ad integrum
- formazione di ascesso: guarigione con contenimento del processo flogistico in cui si ha degranulazione dei neutrofili in ambiente acido
• evoluzione in cicatrice con tessuto con caratteristiche diverse da quello di partenza
- progressione verso flogosi cronica se l'insulto continua

Infiammazione sierosa

Il richiamo di acqua dall'interstizio se persiste può andare incontro al percolamento del liquido a cui si aggiungono proteine, dando luogo a un'infiammazione sierosa con TRASUDATO. Se si aggiunge una componente ematica con proteine del sangue si ha ESSUDATO. Il fattore discriminante tra essudato e trasudato è la quantità di proteine presenti.
Il sieroma è associato a stimoli irritativi:
- chimici: punture insetto
- meccanici: traumi violenti e non, es. nelle chirurgie (mastectomie nelle cagne, chirurgie oncologiche) in cui dopo la rimozione di tessuto si ha raccolta di liquido, calci
• microrganismi: spesso evolvono in accessi
L'unico modo per drenare un sieroma è aprirlo nel punto più declive (per gravità il liquido scende più velocemente).
Nel caso in cui si sospetti un ematoma da trauma si aspetta almeno 5 to 6 giorni quando la zona non è più calda e dolente, affinché tutti i vasi smettano di sanguinare grazie alla presenza stessa dell'ematoma che per compressione concorre a diminuire il sanguinamento (emostasi per zaffamento).
Solitamente non si effettua anestesia locale in quanto la distensione della pelle rende poco sensibile l'area. Con il bisturi si crea una soluzione di continuo nel punto più declive, si crea dello spazio morto che può essere lasciato aperto, oppure si inserisce un drenaggio.
L'ematoma da neoplasia invece i vasi sono patologici.

Infiammazione fibrinosa

Se l'infimmazione progresisce, nella seconda fase si ha il richiamo di neutrofili che localmente formano una ricca rete di liquido causato dalla degranulazione degli stessi e favorisce, nella seconda fase, la cascata della coagulazione che porta alla formazione di fibrina a partire dal fibrinogeno. E' presente nell'epidermide e nel connettivo, difficilmente nelle mucosa dove le cellule producono invece muco protettivo.
In immagine, cavallo con ferita nella regione del carpo di vecchia formazione perché è presente fibrina, degranulazione e quindi pus.
Image summary: Una fotografia che mostra la parte posteriore di un cavallo con ferite sanguinanti e lacerazioni profonde nell'area della coda e della zampa posteriore. L'immagine documenta un trauma fisico grave subito dall'animale.
Image summary: Una fotografia medica che mostra una vasta ulcera aperta e granulomatosa sulla gamba di un animale con pelo scuro. La ferita presenta tessuti rossi, irregolari e umidi, circondati da bordi cutanei danneggiati. L'immagine documenta una grave lesione cutanea in fase di guarigione o infiammata.
Nel bovino le forme fibrinose sono molto più frequenti rispetto a quelle del cavallo e sono causate da specifiche tossine microbiche ad azione necrotizzante sui tessuti (coli fecali, micoplasmi).
L'esito può essere:
- > riassorbimento: i neutrofili eliminano l'agente patogeno
- ➢ organizzazione della fibrina nel caso in cui i neutrofili non riescono ad arginare il patogeno;
- neovascolarizzazione con la formazione di tessuto di granulazione e cicatrizazione (cicatrice esuberante nel bovino, cheloide nel cavallo, simil neoplastica)
Se avviene a livello interno, invece, la perforazione dell'organo (ad es. reticolo nel bovino) porta alla traslocazione di batteri nel peritoneo e formazione di adesiolisi (lacerti fibrosi che appiciccano tutti gli organi tra di loro) → peritonite.
Nella fase chirurgica per la risoluzione di dislocazione abomasale a destra è importante sentire la presenza di fibrosi o aderenze che abbiano causato lo spostamento dell'organo stesso.
Nel cavallo le cicatrici fibrose a seguito di chirurgia addominale sono spesso la più frequente causa di reintervento di laparotomia.

Infiammazione catarrale

Infiammazione delle mucosa, le prime vie aeree hanno capacità di produrre muco che serve ad allontanare agenti eziologici a bassa virulenza o sostanze irritanti o per contatto.
A seconda delle caratteristiche del liquido che fuoriesce che può variare da sieroso a catarrale, si ha indicazione della temporalità del processo che assume colorazioni da trasparente a giallognolo fino a diventare verdastro.
Nel bovino, lo scolo è molto difficile da identificare perché il musello è sempre bagnato, diverso nel cavallo dove la patologia sistemica si manifesta con scolo bilaterale, mentre la patologia con sede specifica determina scolo monolaterale.

Infiammazione purulenta

Image summary: Una fotografia ravvicinata del muso di un cavallo che mostra una secrezione densa e giallastra che fuoriesce dalla narice. L'immagine documenta una condizione patologica caratterizzata da un evidente essudato nasale.
Richiamo di neutrofili con secreto denso, biancastro (pus) formato da neutrofili integri o rotti, detriti cellulari, proteine plasmatiche e pH acido.
Cause: agenti piogeni.
Patogenesi:
- ✓ insediamento di germi piogeni in una soluzione di continuo oppure trasmigrati per via ematica o tramite soluzione di continuo con il reticolo a causa di un CE;
- ✓ modificazioni ed alterazioni vascolari locali
- ✓ azione chemiotattica verso i granulociti neutrofili
- ✓ micro fagocitosi neutrofilica dei germi
- ✓ degenerazione, morte e disgregazione per autolisi dei granulociti
- ✓I fermenti proteolitici liberati dai leucociti autolitici sono responsabili della caratteristica azione corrosiva del pus nei confronti dei tessuti con i quali viene a contatto.
Le raccolte purulente (!! in sottocute quindi non sono ascessi) si possono usare per fare tamponi per darci indicazione specifica su quale batterio ha causato l'infiammazione e successivamente fare antibiogramma che consente di scegliere l'antibiotico corretto.
In immagine: ferita 9 giorni dopo dall'inizio della tumefazione, lavaggio con fisiologica e betadine per favorire la pulizia della cavità.
Se è ancora caldo e dolente si sfirma tramite antinfiammatorio e anestetico locale. L'ambiente acido stimola i nocicettori, la tensione stimola i tensocettori e la degranulazione dei macrofagi libera istamina la quale stimola a loro volta i nocicettori causando dolore.
Viene somministrato antibiotico ad ampio spettro prima di fare tampone, viene poi effettuato antibiogramma se l'animale è depresso, sostituito poi da antibiotico specifico.
Image summary: Una fotografia che mostra una lesione cutanea su un animale dal pelo marrone. La ferita presenta un'area centrale di tessuto esposto, di colore rosso e bianco, circondata da un bordo irregolare e pallido. L'immagine documenta una patologia cutanea o un trauma in un contesto veterinario.
NB Se a una raccolta purulenta non viene data una via di uscita, il processo non guarisce anche se viene somministrato antibiotico.
Image summary: Un grafico a linee che mostra la quantità di diversi componenti dell'infiammazione in funzione dei giorni. L'edema raggiunge il picco per primo, seguito rapidamente dai neutrofili, poi dai monociti e macrofagi, e infine dai linfociti e plasmacellule, che piccano intorno al quinto giorno. Il grafico illustra la sequenza temporale tipica della risposta infiammatoria, con un passaggio da componenti a risposta rapida a cellule immunitarie più specializzate.
Nel cavallo e soprattutto nel bovino la risposta dell'infiumazione che porta a cronicizzazione è molto lunga, 5 to 7 giorni, a causa della dilatazione delle curve rossa e verde, invece nel cane e gatto in meno giorni.
L'infammazione purulenta si presenta in varie forme:

→ Empiema

Raccolta di materiale purulento in cavità preformata ben definita che può essere:
chiusa:
- piotorace, pioaddome, più frequenti in cane e gatto
- artrite settica (pioarto): raccolta nella cavità articolare causata da piogeni veicolati attraverso la perforazione dell'articolazione, oppure nel caso di neonati, i piogeni arrivano per via ematogena quando il SI non è competente.
aperta: condotti naturali i cui orifizi siano stati occlusi dall'essudato addensato oppure ridotti in pervietà per tumefazione delle pareti e contrattare:
- empiema della tasca gutturale: (diverticolo delle tube uditive nella regione caudale della branca montante della mandibola, rivestite da mucosa faringe, che comunica con l'orofaringe attraverso l'ostio della tuba, e favorisce il passaggio di aria durante la deglutizione).
In seguito di adenite equina da streptococco vengono interessati i linfonodi faringei nella tasca gutturale nel cavallo che possono colliquarsi e svuotarsi nell'orofaringe prendendo la via della narice dello stesso lato della tasca gutturale.
- empiema della bolla timpanica: tipico del gatto e cane
- piometra con cervice aperta, pionefrosi raccolta nel bacinetto renale

→ Ascesso

Raccolta di pus in cavità neoformata che si forma quando l'agente patogeno è debole e il sistema immunitario è molto performante in cui nella seconda fase cronica dell'infiammazione si ha la formazione di un tessuto fibroso cicatriziale che contiene il materiale purulento creando una capsula.
Il cavallo va incontro a sepsi, flemmoni o infezioni sistemiche, mentre il bovino le contiene molto meglio.
I piogeni possono arrivare:
- dall'esterno, più frequente, per soluzioni di continuo, abrasioni, ferite penetranti;
- per via metastatic attraverso il sangue, in seguito a batteriemia da focali settici preesistenti. Frequente in animali giovani quindi non immunocompetenti.
Il più tipico è l'ascesso ombelicale soprattutto nel puledro in cui i batteri migrano nel torrente circolatorio e si localizzano nelle articolazioni, nonostante l'antibiotico adeguato.
La localizzazione dipende dalla causa eziopatogenetica e può essere:
- casuale: colpisce il tessuto sano per via ematogena
- elettiva: colpisce un tessuto già danneggiato da disturbi di circolo, emorragie, fenomeni distrofici.
In una ferita chirurgica si ha un processo infiammatorio rapido che evolverà rapidamente verso la restitutio ad integrum. Nel caso ci fossero dei batteri, il tessuto ha maggior predisposizione all'ascesso. Inoltre, il materiale di sutura è un corpo estraneo che potrebbe favorire l'ingresso e l'adesione di batteri.
I fattori predisponenti sono:
- presenza di corpi estrani
- ischemia o necrosi tissutale: le cellule morte vengono riconosciute come non self e per meccanismi chemiotattici vengono chiamate cellule della linea bianche che le fagocitano e degranulando portano alla formazione di pus.
- eccessivo accumulo di liquido nel tessuto
Clinicamente, nelle prime fasi della patologia può essere un sieroma o un ematoma con zona calda e dolente, servono dei giorni affinchè si sviluppi un ascesso, la zona sarà meno calda e dolente. Pungere con un ago di piccole dimensioni permette di identificare il tipo di materiale che fuoriesce.
Le raccolte purulente hanno zone di preferenza soprattutto quelle vascolarizzate:
- zone sottocutanee: il sottocute è molto lasso, quindi si distende facilmente;
- tessuto muscolare
- organi con ricca vascolarizzazione: polmoni (doppia circolazione) e fegato; reni, più raro.
La cavità ascessuale è solitamente unica ma ci sono delle forme dette a cessidra dove a partire da ascessi multipli si formano dei sepimenti fibrosi che suddividono l'ascesso in tante celle fino ad assumere un aspetto con più compartimenti. E' importante valutarlo ecograficamente e diagnosticarlo, in quanto in sede di drenaggio i sepimenti trattengono parte del liquido che rimane raccolto nelle cellette. Se non si fa uscire tutto il liquido, la raccolta si riforma e l'ascesso cronicizza.
Fasi dell'ascesso:
1. fase di accrescimento: lo stimolo inflammatorio determina per chemiotassi il richiamo di cellule inflammatorie che arrivano nella sede per via ematogena;
2. fase di maturazione: fase di colliquazione dei granulociti. A seguito del legame con il complemento e per l'intervento di proteasi prodotte dalle cellule danneggiate, i granulociti si rompono e vanno a formare il pus;
3. fase di defervesenza: la distensione del liquido determina un assottigliamento dei tessuti attorno, il continuo aumentare della pressione fa si che il materiale purulento con forte acidità tenda a scavare un percorso per uscire (vie di deflusso); si tratta di un meccanismo protettivo dell'organismo per eliminare il materiale, ma è anche dovuto alla fisica dell'aumento di pressione all'interno di una cavità;
4. fistolizzazione: la via di deflusso dell'ascesso è la fistola, un percorso patologico che drena all'esterno (tipico della fistola da corpi estranei dei forasacchi nel cane) o all'interno (in cavità addominale o linfonodi) il materiale purulento.
Un altro esempio di fistolizzazione interna è l'adenite equina in cui i linfonodi faringeini infiammati possono colliquare o possono fistolizzare e riversare il materiale in tasca gutturale.
La fistolizzazione è quindi una soluzione di continuo, congenita o acquisita, non tendente a guarigione spontanea, che mette in comunicazione una cavità naturale o patologica con l'esterno o due cavità naturali fra di loro.

→ Flemmone

Nel caso in cui il materiale purulento si infili tra altri tessuti, soprattutto nelle masse muscolari in particolare nei piani fasciali, strutture poco vascolarizzate e che si scollano facilmente, si parla di flemmone.
Se la fistola riversa il materiale purulento che contiene batteri all'interno, questo viene trasferito in cavità addominale, toracica, ecc. La stessa cosa avviene quando l'infiltrazione purulenta si sposta nei tessuti sani come i piani muscolari dove crea infiammazione e permette il perdurare e l'aumentare della produzione di materiale purulento stesso.
Il flemmone è una cellulite settica necrotizzante invasiva: processo suppurativo-necrotico dei connettivi stromali, la forma di flemmone più grave causata da specifiche classi di batteri molto spesso resistenti a molti antibiotici. In umana è una delle cause più frequenti di morte a seguito di ferite penetranti in cui si ha l'entrata di batteri necrotizzanti.
Negli animali non è detto che ci sia l'inclusione di questi batteri, ma quello che crea la necrosi è il materiale purulento che distende i piani fasciali causando una forte tumefazione e una compressione a carico dei vasi muscolari. E' importante intervenire tempestivamente non solo con trattamento antibiotico ma con tamponi per antibiogramma e inserire dei drenaggi per favorire la fuoriuscita del materiale e ridurre l'effetto compressivo.
Nel cavallo la causa eziopatogenetica è quasi sempre da ferite penetranti nella zona della spalla, nel bovino più di frequente nella regione glutea.
Nel cane la regione più frequente è l'arto posteriore.
Segni clinici:
- risentimento sistemico.
- ipertermia,
- abbattimento del sensorio,
- inappetenza,
- disidratazione
I fattori che cambiano la prognosisi del flemmone:
✓alta aggressività dei germi piogeni in funzione delle caratteristiche biologiche del batterio e della sensibilità agli antibiotici (anche un piogeno saprofita che vive normalmente sulla cute, se c'è resistenza hanno un'alta aggressività);
square root of ritardata risposta tissutale che non argina il processo: il flemmone nei piccoli animali si forma di frequente nelle fasi post anestesia in cui nelle prime 48h si ha un'immunodepressione momentanea, oppure durante la chemioterapia.
Image summary: Una fotografia medica che mostra una grave lesione cutanea su un arto, caratterizzata da ampie aree di necrosi tissutale di colore nero e zone di ulcerazione con tessuto esposto di colore rosso. L'immagine documenta l'estensione e la gravità di una ferita necrotica profonda.
Image summary: Una fotografia clinica che mostra una vasta area di tessuto necrotico, di colore scuro e nerastro, circondata da tessuto infiammato e arrossato. L'immagine documenta una grave lesione cutanea caratterizzata da necrosi tissutale estesa.
Il bovino a differenza di tutti ha un SI molto robusto e difficilmente causa femmoni.
Il cavallo nelle fasi post operatorie, post attività agonistica, stress da trasporto sono fattori facilitanti, la prognosis è sempre riservata perché si deve considerare l'evoluzione a seguito del drenaggio.
✓ insufficiente barriera leucocitaria radice quadrata di partecipazione batteri necrotizzanti
Esiti flemmone:
- rara la fistolizzazione riassorbimento piccoli focolai (non tanto frequente)
distacco tessuto necrotico lasciando la piaga
- cicatrizzazione di seconda intenzione con formazione di fibrosi e sclerosi più o meno abbondante a seconda della dimensione della piaga.

Fistola

E' un tragitto, congenito o acquisito, per ragioni patologiche, percorso e mantenuto pervio, da liquido patologico o fisiologico
Canale che mette in comunicazione cavità naturali, accidentali, cistiche o parenchimi di organi con altre cavità o con l'esterno.
Se la causa dell'artrite settica è una ferita penetrante che non guarisce, la raccolta di materiale purulento nell'articolazione fuoriesce e questo meccanismo protegge l'articolazione che verrebbe altrimenti distrutta dall'acidità del materiale stesso.
L'artrite settica nel cavallo chiusa per molto tempo porta a una prognosi infausta sia ad vitam che a sport.
In immagine, fistola da empiema della regione del carpo.
: Image summary: Una fotografia di una gamba di un animale che mostra una lesione cutanea aperta, caratterizzata da un'area di tessuto biancastro e necrotico con sanguinamento attivo al centro. L'immagine documenta una ferita traumatica o patologica in fase di ulcerazione.
Le fistole possono veicolare anche materiale da cavità preformate all'esterno causate volontariamente (iatrogene), ad esempio la fistola ruminale: per evacuar e gas che si accumulano nel rumine per processi patologici o momentaneamente per la sostituzione del materiale ruminale patologico con quello sano.
Quindi si tratta di un tragitto tra rumine e parete addominale.
Le parti costituenti della fistola:
- parete costituita da tessuto di granulazione (acquisite) o di tessuto mucoso o sieroso (se congenite),
• orifici di diverse dimensioni,
Image summary: Una fotografia che mostra un primo piano di una lesione cutanea circolare e ulcerata sulla pelle di un animale, caratterizzata da un bordo rialzato e un centro scavato. L'immagine documenta una condizione patologica della pelle per scopi diagnostici o clinici.
- canali ad andamento irregolare con tragitto tortuoso. In tessuti particolare lassi si possono creare più percorsi che formano gallerie comunicanti tra di loro e che fuoriescono all'esterno con uno o più orifizi. Esempio classico: corpo estraneo vegetale che penetra sulla pelle, nel sottocute si creano gallerie.
• tessuti circostanti: alterati, induriti e iperplastici attorno ai canali della fistola
- fondo: parte finale del tunnel che può essere libero (occupante solo materiale purulento) o occupato da corpo estraneo; può avere aree di necrosi e sequestri ossei: avviene in seguito di una frattura un'area ossea poco vascolarizzata che diventa CE, quest'area determina richiamo di leucociti che degranulano, circonda l'osso non vitale creando la cosiddetta "cassa da morto", una cavità simil ascessuale che il pus si scava attorno all'osso.
Nel cavallo è frequente a livello di stinco dove a seguito di una botta si crea una micro frattura sul periostio il quale essendo meno vascolarizzato si stacca e si forma la cassa da morto.
Classificazione fistole:
- complete: hanno 2 orifici
- incomplete o cieche: hanno un solo orificio e un canale, possono avere piùsbocchi per ramificazioni del canale fistoloso principale. La tipica è la fistola oromascellare che si forma per il granuloma dei denti.
- esterne: anoscrotale, perineale con atresia anale tipica del vitello;
- interne: retto-vescicali, retto-uretrale, retto-vaginale tipiche della cavalla per eventi patologici conseguenti al parto.
E' importante conoscere le caratteristiche per scegliere il trattamento corretto:
- congenite (non le studiamo, va considerato l'impatto che hanno sull'animale giovane in accrescimento) o acquisite
- patologiche o sperimentali (ruminale)
- > sintomatiche o idiopatiche: le idiopatiche non determinano problematiche nel soggetto, non ha senso trattarle
- traumatiche accidentali
- recenti o croniche
- uniche o multiple: quelle multiple non ha senso asportare il singolo canale.
Fistole congenite (non soggette ai fini dell'esame):
alcune sono legate ad alterazioni dello sviluppo embrionale, sono tipiche del puledro e vitello ed esitano in patologie più o meno sintomatiche. Possono derivare da:
- malformazioni da mancata obliterazione di condotti embrionali e/o fetali fistola uracale
- conseguenti o concomitanti ad atresie retto vaginali
- persistenza o alterata evoluzione delle tasche o dei solchi branchiali fistole branchiali: si trovano anche nel cavallo adulto. Determinano alterazioni della performance sportiva in quanto ostruiscono il passaggio dell'aria nelle vie aeree, come le cisti sub epiglottidee (raccolte liquide nella mucosa faringe a che possono fistolizzare).
- alterazioni dello sviluppo embrionario esofago tracheali

Fistole acquisite

- suppurazione, carie, ulcere, necrosi dei tessuti profondi
- corpi estranei vegetali o materiale chirurgico (mezzi di fissità per la riduzione delle fratture)
- post chirurgiche: nella laparotomia si fanno più piani di suture, a seguito di processi settici dei piani profondi si forma materiale purulento che drena verso l'esterno e gli ascessi della parete addominale sono favoriti dalla presenza di materiale di sutura che si infetta e si comporta come un corpo estraneo. Motivo per cui si apre per drenare ma contestualmente si tolgono sempre i punti di sutura.
- contaminazione intraoperatoria: procedure prolungate.

Processi Patologici

- ✓ Atrofia, Ipotrofia, Ipertrofia. Distrofia. Aplasia, Ipoplasia, Iperplasia. Displasia. Anaplasia e Metaplasia
- ✓ Ferita. Processi di cicatrizazione.
- ✓ Patologia della cicatrizazione. Piaga, Ulcera, Cheloide. Aderenze, Coalescenze

Ipotrofia o atrofia

L'atrofia è un'alterazione dell'organo dovuta a una riduzione della conformazione della cellula, dovuta a diverse cause:
- inattività: funzione ridotta rispetto alla normale funzione cellulare;
- alterazione dell'innervazione: il tropismo di alcune cellule dipende dall'innervazione, il muscolo;
- processi patologici degenerativi che alterano l'aspetto e la funzionalità delle cellule;
- riduzione apporto di sangue
Un tendine come il flessore superficiale non può subire processi degenerativi patologici ma un evento infiammatorio causa una distruzione cellulare che porta però a un aumento del volume a causa dell'infiammazione. Non si ha mai un'atrofia di un tendine.
Inoltre, un tendine non va mai in necrosi perché è scarsamente vascolarizzato.
La forma più tipica è l'atrofia muscolare, a fronte di una struttura normale queste cellule mantengono le caratteristiche iniziali ma sono in numero ridotto.
Nel cavallo l'inattività è la prima causa e può essere:
- diffusa: cachessia, inattività da senilità
- localizzata: da inutilizzo.
Nell'arto anteriore la regione della spalla va incontro ad atrofia velocemente, così come nell'arto posteriore i muscoli glutei si alterano in modo marcato.
Atrofia dello zoccolo: lo zoccolo è il miglior indicatore dell'alterazione del carico.
In immagine il cavallo carica tutto il peso sull'arto sinistro perché ha un quadro patologico a destra→ipotrofia della scatola cornea dello zoccolo.
Nel bovino la riduzione della massa muscolare è dovuta a:
razza: Frisona ha meno sviluppo muscolare rispetto alla componente scheletrica
malattie ereditarie: atrofia muscolare spinale nel vitello
infezioni muscolari
• problemi nutrizionali
inattività

Distrofia

Image summary: Una fotografia che mostra un primo piano del dorso di un cavallo marrone, focalizzandosi sulla zona della spalla e della crociera. L'immagine serve a documentare l'aspetto fisico o una condizione anatomica specifica dell'animale.
Image summary: Una fotografia che mostra in primo piano le zampe posteriori di un animale, probabilmente un cavallo, con il mantello nero e i bassi bianchi. L'immagine serve a documentare l'aspetto fisico degli arti e degli zoccoli in un ambiente di stalla.
Alterazione del normale sviluppo o mantenimento di un tessuto o organo, spesso causata da una compromissione del trofismo (nutrizione e sviluppo). Questa condizione può essere congenita (presente alla nascita) o acquisita nel corso della vita.
L'esempio tipico sono le cerchiature zoccolo di cavallo: a seguito di trauma o carenza di selenio/vitamine, nel cercine coronario (passaggio tra cute e zoccolo) si forma un'alterazione della conformazione con la formazione di cerchiature detta distrofia della banda coronarica.

Ipoplasia

Condizione patologica in cui un tessuto o un organo non si sviluppa completamente durante la vita fetale o dopo la nascita. E' correlata a condizioni genetiche.
L'aplasia indica una completa assenza dello sviluppo, mentre l'ipoplasia indica uno sviluppo ridotto o incompleto.

Ipoplasia della rotula

Condizione congenita in cui nel puledro per un'alterazione dello sviluppo embrionale non si forma la rotula. Sulla rotula prende attacco il tendine terminale del quadricipite che in questo caso ha una disinserzione e una gravissima lassità dell'articolazione tibio-femoro-rotulea. L'esito è un soggetto che non è in grado di muoversi e ha un'ectasia dei fondi ciechi articolari del ginocchio. E' più frequente la forma monolaterale.
Image summary: Una fotografia che mostra il zoccolo di un animale con evidenti lesioni cutanee e stratificazioni di tessuto necrotico o cheratinizzato intorno alla corona e alla parete dello zoccolo. L'immagine documenta una patologia podale, evidenziando l'estesa degradazione della superficie cornuta.
: Image summary: Una fotografia che ritrae un giovane equino, probabilmente un mulo o un asino, in piedi all'interno di una stalla con pavimento in paglia e pareti in legno. L'immagine è una semplice foto documentativa, senza dati o risultati analitici da riportare.

Ipoplasia epiglottide

E' una delle cause scatenanti della dislocazione dorsale del palato molle ed è importante soprattutto nei cavalli che fanno attività ad alta velocità (trottatori e galoppatori), dove la richiesta di ossigeno aumenta in modo imponente e l'ipoplasia causa una dislocazione del palato molle.
Il palato molle nel cavallo è estremamente lungo, ciò è dovuto alla necessità di avere un'ampia cavità respiratoria e fa sì che respiri solo con le narici e non con la bocca. Durante la fase di passaggio del bolo alimentare il palato molle si sposta sopra l'epiglottide e riduce l'adito laringeo, ovvero l'accesso dell'aria. Ciò comporta che ad ogni atto respiratorio aumentano le resistenze, entra minor quantità di aria e il flusso diventa turbolento producendo il tipico rumore respiratorio.
Image summary: Un diagramma anatomico della testa di un cavallo con un dettaglio ingrandito della regione nasale. L'immagine identifica diverse aree (A, B, C) e strutture specifiche all'interno della cavità nasale (indicate dai numeri 1, 2, 3, 4), illustrando l'organizzazione interna del sistema respiratorio superiore. Lo scopo del disegno è mappare la posizione e la relazione tra le diverse componenti anatomiche del naso del cavallo.

Anaplasia

La perdita di differenziazione delle cellule, ovvero la loro capacità di assumere caratteristiche specifiche e funzionali di un determinato tessuto. Nel cavallo:
- ✓ Melanoma, neoplasia maligna locale nel cavallo, nel cane è sistemico
- ✓ Linfoma, neoplasia della cute che assume aspetti variabili (foto), può essere sia locale che sistemico

Metaplasia

Image summary: Una fotografia ravvicinata della pelle di un animale dal manto marrone, che mostra diverse lesioni circolari e ovali depigmentate e leggermente depresse. L'immagine documenta una condizione dermatologica caratterizzata da macchie chiare e irregolari distribuite sul corpo dell'animale.
Cambiamento reversibile di un tipo di cellule mature in sostituzione di altri tipi di cellule, come ad esempio l'esito di una guarigione scorretta in cui il tessuto connettivale che diventa fibroso o addirittura osseo.
In immagine metaplasia a seguito di un'iniezione di antinfiammatorio nella regione del collo. Il fenilbutazone è una sospensione oleosa che non può essere somministrata per via diversa da quella EV, se somministrato per via IM causa necrosi tissutale o evoluzione in ascesso che se non drenato accuratamente si organizza e solidifica fino a diventare tessuto osseo.
Si forma nel tessuto connettivale e nel tessuto muscolare.
E' più frequente nel bovino dove la cronicizzazione è più frequente.
Image summary: Una fotografia che mostra il fianco di un cavallo con una zona di pelle anomala, caratterizzata da una macchia più chiara, irregolare e con una consistenza diversa rispetto al resto del manto. L'immagine serve a documentare una condizione dermatologica o una lesione cutanea nell'animale.

Necrosi

In risposta ad un trauma la cellula:
1. si adatta
2. inverte il danno
3. muore
Se il danno cellulare non è in grado di ripristinare le condizioni, si può avere una condizione di irreversibilità fino alla morte cellulare.
L'apoptosi è una condizione di pre morte dove le cellule mantengono una lieve o minima attività metabolica per la quale non riescono a formare energia, captare glucosio che se non risolta porta a morte.
La morte cellulare si manifesta anche con la rottura della cellula e con la liberazione dei mediatori dell'infiummazione e il richiamo di cellule della linea bianca.
Il contenimento delle cellule apoptotiche da parte dell'organismo avviene sempre con la fagocitosi, la prima fase della risposta.
Nel caso in cui le cellule apoptotiche vengono fagocitate non ci sono problemi, se non a seguito della degranulazione dei macrofagi dove si ha la liberazione di sostanze attive che determinano uno stimolo infiammatorio.
Nel caso della necrosi invece vengono emessi segnali che permettono l'alterazione della vascolarizzazione nonché la distruzione del tessuto.
La necrosi può essere causata da:
✓ Traumi
- ✓ Ipopperfusione prolungata di un tessuto
Image summary: Un diagramma di flusso che illustra le risposte di una cellula normale a diversi stimoli. Una cellula in omeostasi può rispondere allo stress attraverso l'adattamento o, in presenza di uno stimolo dannoso, subire una lesione cellulare. Se la lesione è lieve e transitoria, è reversibile e la cellula torna allo stato normale; se invece è grave e progressiva, o se la cellula non riesce ad adattarsi, si verifica una lesione irreversibile che conduce alla morte cellulare per necrosi o apoptosi. Il grafico descrive il percorso che porta dalla stabilità cellulare alla morte cellulare a seconda dell'intensità e della natura dello stimolo.
Image summary: Un diagramma che illustra i percorsi di morte cellulare e la loro influenza sulla risposta immunitaria. Una cellula viva può andare incontro a necrosi, che rilascia segnali di pericolo che portano direttamente all'infiammazione, oppure a apoptosi; quest'ultima può evolvere in necrosi secondaria, attivando a sua volta l'infiammazione, oppure essere risolta tramite fagocitosi. La fagocitosi induce il rilascio di IL-10 e TGF-beta, che inibiscono l'infiammazione. Il punto è che mentre la necrosi è pro-infiammatoria, la fagocitosi delle cellule apoptotiche ha un effetto anti-infiammatorio.
- ✓ Infezioni: i patogeni batterici o virali possono danneggiare in modo permanente le cellule fino a causarne necrosi.
Le cause possono essere:
- ✓ Dirette: traumatismi lievi e duraturi nel tempo (compressioni continuative), ripetuti (contusioni). Se la vascolarizzazione è diffusa si ha la circolazione collaterale che sopperisce il danno, quindi questi tessuti vanno incontro a necrosi più difficilmente.
- ✓ Indirette: per fenomeni trombotici, ischemic per alterato circolo.
- ✓ Neurogene: alterata innervazione. Una causa può essere a carico del SNC.
- ✓ Trofiche: alterata nutrizione
La necrosi per svilupparsi impiega poco tempo, 3 ore in caso di ipoperfusione dell'intestino.

Gangrena

Esito peggiore della necrosi e necrobiosi dopo l'azione dell'ambiente esterno in cui si ha sovrainfezione batterica. Può essere:
- ✓ secca: prevalgono fenomeni essiccativi;
- Fisiologica: regressione del cordone ombelicale che diventa secco.
- Irombotica: la parte distale del trombo dove non scorre più il sangue si assottiglia e va incontro a regressione, è una condizione parafisiologica e spesso non è associata a una vera sintomatologia.
- Sottolineato Patologica: l'inquinamento massivo di batteri causa gangrena.
- umida: prevalgono fenomeni colliquativi con formazione di materiale mucopurulento chiamato sanie o icore, è schiumoso.
- gassosa: prevalgono fenomeni necrotici accompagnati da gas prodotto da batteri (coli); tipica nel gastroenterico, nel cavallo sono frequenti le colangioepatiti batteriche in cui i batteri diffondono nei dotti biliari in grado di produrre aria.
- primaria: germi già presenti che penetrano tessuti vivi
- ✓ secondary: i germi della putrefazione invadono tessuti necrotici, la necrosi è già presente.
La necrosi non implica sempre morte del soggetto, ma dipende dall'estensione, dalla diffusione, dalla localizzazione e dalla vascularizzazione.
L'evoluzione può essere:
- ✓ Piccoli focolai necrotici: dissoluzione enzimatica e riassorbimento per via linfatica. E' frequente nella pelle, nel miocardio (da ioperfusione coronarica), nel rene soprattutto nel gatto.
- ✓ Focolai più cospicui: eliminazione mediante processo di suppurazione
- ✓ Focolai superficiali: come nella cute
- ✓ Focolai necrotici in profondità: fusione purulenta (apostemazione) evacuati tramite fistole, oppure determinano un focolaio ascessuale, oppure subiscono incapsulamento fibroso che si solidifica e va incontro a metaplasia ossea (calcificazione).
Le aree di necrosi vanno sempre rimosse tempestivamente, non hanno vitalità e non sono innervate quindi non dolorifiche.
Se non è possibile l'asportazione del tratto necrotico oppure è passato troppo tempo dall'insorgenza della necrosi, la trasmigrazione batterica dall'intestino al torrente circolatorio porta a una compromissione multiorganica difficilmente risolvibile.
Per capire la temporalità del processo si utilizzano dei parametri, come la lattatemia: acido lattico sistemico e locale presente nel liquido peritoneale prodotto dalle cellule nella fase di apoptosi.
Normalmente quando è superiore a 6 millimeters/l ed è più elevata nel peritoneo rispetto al sangue è un segnale prognostico infausto.
Nelle necrosi esterne sicuramente le prognosiso sono più positive.
Image summary: Una fotografia intraoperatoria che mostra segmenti di intestino tenue durante un intervento chirurgico. Una parte dell'intestino appare gravemente congestionata, di colore rosso scuro e nerastro, indicando una necrosi ischemica, mentre le parti adiacenti mantengono un colore più chiaro. L'immagine documenta un quadro di ischemia intestinale con conseguente gangrena di una porzione dell'intestino.

Ferita

E' una soluzione di continuo di uno o più tessuti del corpo. Nel cavallo le estremità distali sono più colpite e, a differenza dei piccoli animali e anche del bovino, sono aree poco vascolarizzate. Ciò comporta un rallentamento dei processi di guarigione e l'esito della soluzione di continuo non è più tessuto elastico funzionale ma cicatriziale caratterizzato da forte fibrosi, molto più rigido ma più fragile in caso di traumatismi successivi.
Il cavallo ha anche la tipica caratteristica di sviluppare tessuto esuberante che può arrivare alla formazione di cheloidi.
Image summary: Due fotografie che mostrano l'evoluzione di una grave ferita sulla gamba di un cavallo tra il 6 luglio e il 10 ottobre 2020. L'immagine a sinistra mostra una lesione ampia, profonda e aperta con tessuti esposti; l'immagine a destra mostra la stessa area in fase avanzata di guarigione, con la ferita significativamente ridotta e in via di chiusura. Il confronto documenta l'efficacia del processo di guarigione della lesione nel tempo.
Il fattore fondamentale affinché i processi di guarigione avvengano in modo corretto sono la pulizia della ferita (la soluzione di continuo chirurgica è la più pulita) e la temporaneità:
• Ferite pulite: solitamente ferite chirurgiche, non infette.
- Ferite contaminate: generalmente di natura traumatica, possono presentare contaminazione batterica e/o tessuto necrotico (possono presentare infiammazione, edema ed essudato). Nel cavallo sono a carico delle regioni appendicolari.
Assumono a seconda della temporalità aspetto di infiammazione, edema, fino a necrosi.
Fasi della guarigione:
• Fase della reazione infiammatoria dura un paio di giorni:
• Vasocostrizione
•Aggregazione piastrinica
•Deposito fibrina
•Tappo piastrinico
•Coagulo
- Fase proliferativa: nel cane e gatto dura qualche giorno fino a 1 settimana, mentre arriva fino a 2 settimane nel cavallo perché ci sono pochi vasi.
•Angiogenesi: si formano i ponti tra le due parti dei vasi per favorire lo scivolamento delle cellule.
- Tessuto di granulazione
•Epitelizzazione della ferita
•Contrazione ferita
- Fase di maturazione e rimodellamento: sul ponte dei vasi scivolano le cellule mesenchimali che si trasformano in cellule uguali a quelle adiacenti.
Il trattamento delle ferite contaminate rappresenta uno delle grosse problematiche dell'antibiotico resistenza in quanto la sovrainfezione batterica è ad opera di batteri saprofiti che per via dei trattamenti hanno creato linee cellulari di batteri resistenti.
In veterinaria tutte le ferite vengono inizialmente trattate con antibiotico ad ampio spettro ma successivamente va fatto antibiogramma.

Tipo di chiusura

I processi di guarigione dipendono dalla tecnica utilizzata per chiudere la soluzione di continuo che dipende a sua volta da:
- le caratteristiche della ferita,
- sede,
- ampiezza della lesione
- presenza di spazio morto
- capacità chirurgiche
Le ferite con grande perdita di sostanza vanno sempre gestite chirurgicamente e non in modo conservativo.
In immagine ferita sporca, contaminata e vecchia con mancanza dei mm flessori (quello che si vede è il legamento sospensore del nodello). Ha necrosi e granulazione.
I tipi di chiusura :
Image summary: Una fotografia medica che mostra una grave ferita aperta sulla gamba di un animale, con ampia esposizione dei tessuti sottostanti e perdita di cute. L'immagine documenta l'estensione e la natura di una lesione traumatica o patologica profonda.
Chiusura e guarigione per prima intenzione: ferite chirurgiche, pulite vengono chiuse con materiale di sutura, non deve esserci trazione sui punti perché si creano aree di ischemia che favoriscono la deiscenza della ferita. Se i tessuti tirano tanto si fanno dei punti di detrazione.
In immagine, ferita della grassella, zona che si muove e quindi non è suturabile.
✓ Guarigione per seconda intenzione: ferita contaminata nella quale l'avvicinamento dei margini avviene ad opera di una neovascolarizzazione e formazione di tessuto di granulazione.
✓ Innesti cutanei
Image summary: Una fotografia medica che mostra una vasta ulcera cutanea su un arto, caratterizzata da una perdita significativa di tessuto epidermico e dermico con esposizione di tessuto di granulazione rosso e aree di necrosi giallastra. L'immagine documenta l'estensione e lo stato di una ferita cronica o traumatica grave.
Image summary: Una fotografia medica che mostra una grave ferita aperta sulla gamba di un cavallo, con l'esposizione di tessuti muscolari profondi e una zona di pelle rimossa superiormente. L'immagine documenta l'estensione di un trauma tissutale per scopi di diagnosi o monitoraggio clinico.
Ferita della regione del carpo di circa 7gg con materiale purulento che va rimosso, nel cavallo però non bisogna allontanare sfregando perché nei tessuti sottostanti c'è granulazione e neoangiogenesi che se viene danneggiata minimamente viene rallentato il processo di guarigione.
Quindi vanno fatte lievi detersioni della zona, ad esempio con acqua fredda a pressione allontana i tessuti appoggiati senza danneggiarli.
Comportamento in presenza della ferita:
nel cavallo NON si effettua la tricotomia del pelo perché è difficile non inquinare ulteriormente la ferita con il pelo, a differenza di come si fa nel cane e gatto.
- lavare con h 2 o o soluzione salina
- idroterapia: lavaggio con acqua a pressione che favorisce angiogenesis e allontanamento tessuto necrotico e materiale purulento mantenendo la ferita vitale
- lavaggi con garze bagnate senza sfregare
bagnare i bendaggi prima di staccarli perché creano dolore
Cosa utilizzare:
- fisiologica
- clorexidina
- betadine saponoso diluito
- acqua ossigenata nel caso di materiale purulento
Per il debridement esiste l'utilizzo di larva di mosca che mangia il tessuto necrotico rimuovendolo e lasciando il tessuto sano.

Patologie Vie Aeree Superiori

Bovino

Molte patologie chirurgiche possono avere conseguenze anche nella mandria oltre che al singolo soggetto, quindi è importante osservare anche l'insieme degli animali prima di passare all'esame fisico del soggetto.
ESAME FISICO
Osservazione:
- morfologia: si valuta la simmetria facciale. Le narici del bovino hanno una spessa impalcatura cartilaginea. Le anomalie possono essere modificazione nella posizione delle labbra.
- secrezioni: presenza di muco (difficile da identificare), frequenza di leccamento, scialorrea, scoli oculari respiro: movimento fisiologico del torace e dell'addome, frequenza respiratoria (12 to 15 atti/min), colonna d'aria espirata dalle due narici (per valutare se è uguale, e quindi che le cavità siano pervie, si mette un batuffolo di cotone o paglia).
E' utile anche valutare l'odore che può essere alterato in presenza di materiale purulento dai seni paranasali (odore carioso).
La tosse può essere evocata stringendo i primi anelli tracheali.
I rumori respiratori possono essere di varie tipologie e si manifestano quando avviene un restringimento del lume che varia il movimento dell'aria da lineare a turbolento quando la richiesta d'aria aumenta. Nel cavallo sono percepibili ad esempio durante l'attività sportiva perché aumenta la frequenza respiratoria, mentre nel bovino essendo questa sempre stabile è difficile percenirli quindi non è il sintomo principale.
Palpazione:
- regione dei seni paranasali: alcune patologie possono causare la deformazione del piano osseo percepibile come una protuberanza
- regione intramandibolare, regione faringea (dorsalmente alla faringe si sentono i Inf faringei)
- parte prossimale trachea ed esofago: i corpi estranei possono localizzarsi nella parte prossimale dell'esofago simulando una sintomatologia respiratoria.
Si valutano masse, linfonodi, tumefazioni, dolore.
Auscultazione:
- trachea: flusso d'aria e rumori patologici (attenzione a non confonderli con apparato digerente), il muco prodotto dalle cellule mucipare sollecitate da un processo patologico può causare un gorgoglio.
cavità nasali: il passaggio d'aria viene percepito meglio negli animali giovani in quanto lo strato osseo è più sottile. Il soffio fisiologico deve essere continuo e non turbolento.
Percussione:
La percussione armata a livello di seni paranasali e cavità nasali fa evocare suoni chiari e scatolati, nei seni paranasali mascellari dei giovani ci sono le radici dei denti, negli adulti le radici diventano piene e il suono diventa scatolato.
I seni paranasali nel bovino sono sviluppati e si localizzano dalla regione corneale al canto mediale dell'occhio e sono divisi in craniali e caudali.
Le cavità nasali invece partono dal canto mediale dell'occhio e scendono fino alla linea che unisce le due narici. In mezzo è presente un setto osseo che divide le strutture in destra e sinistra, quindi è importante confrontare sempre il controlaterale (anche per auscultazione) perché la patologia simmetrica è spesso rara.

Esami Collaterali

L'endoscopia attraverso l'inserimento di un'ottica flessibile di dimensioni variabili permette di vedere le cavità nasali, tutti e tre i meati e la regione faringeia.
Nel bovino si può fare sia dal naso che dalla bocca utilizzando un apribocca, nel cavallo invece l'enorme sviluppo del palato molle impedisce di arrivare in laringhe.
Tuttavia ad oggi rimane un'indagine diagnostica che pochi fanno se non negli animali di alto valore economico per via del costo elevato.
La radiografia è molto utile per valutare queste regioni per via della composizione: aria, osso e cartilagine.
L'ecografia si può utilizzare nella regione laringea e regione del collo, non nelle cavità nasali contenute in cavità ossee. Permette di valutare alterazioni dei tessuti molli o presenza di fluido.

Patologie

Il palato a differenza delle altre specie nel bovino ha un seno palatino estremamente sviluppato, i cornetti sono ventrale, medio (contiene volute etmoidale) e dorsale; in mezzo sono presenti i meati: ventrale, che comunica con il laringhe, medio, e dorsale che è un fondo cieco.
Ostruzione nasale
Si parla di un mancato o ridotto passaggio di aria sia in fase inspiratoria che espiratoria, può essere mono o bilaterale: si differenziano dalla presenza di scolo (difficile da notare) oppure all'esame fisico la variazione della colonna d'aria.
Le cause possono essere:
: Image summary: Un diagramma anatomico della parete laterale del naso che illustra i vari cornetti, i meati e le strutture ossee circostanti, come il seno frontale e il palato duro. Il disegno serve a mostrare l'organizzazione spaziale e la disposizione delle cavità nasali e dei seni paranasali.
- congenite, frequenti nei giovani,
- acquisite: nei vitelli le cisti della conca sono dovute a incompleto sviluppo a livello embrionale e sono raccolte di liquido rivestite dalla stessa mucosa nasale che formano delle cisti che debordano nella cavità nasale.
Un'altra patologia è l'atresia delle coane, durante la vita fetale rimane parzialmente o completamente chiusa una membrana che impedisce il passaggio dalla cavità nasale al faringe. Nel vitello è rara ma molto frequente nel gatto.
Diagnosi:
All'esame fisico si ha variazione della colonna d'aria, asimmetria nella percussione, suono non scatolato (a seconda delle dimensioni maggiore sarà l'ottusità).
Le masse possono essere granulomatose (si fa ago aspirato per la diagnosi) o neoplastiche (difficulmente nel bovino dato l'età breve).
L'esame endoscopico permette di asportare le masse di piccole dimensioni attraverso ansa eletrificata attaccata a un elettrobisturi per ottenere sia la coagulazione sia tagliare la massa, in questo modo si ottiene meno sanguinamento.
Se invece sono di grandi dimensioni si opta per la chirurgia per assicurarsi una buona emostasi (poco frequente nel cavallo, meno ancora nel bovino).
Malattie dei seni paranasali
Il seno lacrimale è tipico del bovino, nel cavallo non è presente. Il seno frontale è diviso in una parte orale e una aborale, a loro volta suddivise in mediali e laterali, tutte divise da sepimenti ossei sottili ma comunicanti tra loro mediante osti rivestiti da mucosa faringe, quindi in grado di produrre muco. Al centro c'è il setto che divide in dx e sx le cavità nasali.
Il diverticolo corneale comunica con il seno frontale più caudale, importante nel caso in cui è presente scolo monolaterale dove la causa può essere secondaria a batteri che entrano dal corno durante una frattura o in condizioni patologiche.
Sono coinvolti i seni mascellare e, più frequentemente, il frontale per l'elevato sviluppo.
Segni clinici:
Image summary: Un diagramma anatomico del cranio di un bovino in vista dorsale, con diverse aree dei seni paranasali evidenziate in colori differenti e etichettate in italiano. Le zone colorate distinguono i vari compartimenti dei seni frontali, lacrimali e mascellari, illustrando la complessa struttura e la distribuzione delle cavità aeree all'interno dell'osso cranico.
- Scolo mono (più frequente) o bilaterale con caratteristiche emorragiche (mucosa fortemente vascolarizzata) o muco purulente (origine piogena con risposta infiammatoria e produzione di pus)
- Ottusità alla percussione nell'area dei seni con eventuale budging
- Alterazione colonna d'aria per narice occlusa
- Deformità piano osseo
- Odore pungente nella narice
- Risentimento multiorganico con febbre, abbattimento e anoressia: prognosis riservata (infezione diffusa a livello sistemico)
- Essudato purulento nel sito di decorazione che normalmente esce dalle cavità nasali ma se in grande quantità esce dal diverticolo.
Cause:
- Patologie primarie: infezioni a seguito di fratture dell'osso frontale, eventi neoplasticici, traumatico, cisti del seno (nel cavallo si manifesta nella regione mascellare, sotto l'occhio), problemi ai denti (raccolta nel seno mascellare), parassitosi.
- Patologie secondarie: in seguito alla decorazione tardiva che non mantiene chiuso il diverticolo cornuale e fa quindi comunicare l'esterno con i seni paranasali, si ha quindi la diffusione di infezioni dall'esterno. Generalmente lo scolò è sempre monolaterale.
Esami collaterali:
● Endoscopia: per escludere altre cause di scolo
Radiografia: proiezioni – laterale, dorso-ventrale, obliqua. Evidenzia raccolte di liquido.
Test di Laboratorio: in seguito all'apertura del seno
Diagnosi finale con:
1 – citologia e/o istologia
2 - esame colturale: Actinomyces pyogenes dà granulomi ed è comunemente isolato dopo decorazione.
Trattamento:
- Drenaggio aperto e lavaggio in corso di sinusiti croniche con infezioni refrattarie alla terapie o recidivanti.
- Chirurgia - flap osseo: trapanazioni con trapano tramite movimento rotatorio che taglia un disco di osso che si ancora alla punta. Fasi:
- Contenimento fisico e anestesia loco-regionale
- Drenaggio del diverticolo post-orbitale (drenaggio seno frontale)
- Dopo l'apertura, rimozione essudato, lavaggio con soluzione salina
- Debridement per rimuovere il tessuto necrotico e purulento.
I punti di repere dei seni sono il tubercolo facciale, l'occhio, il tubercolo cornuale e il setto nasale, tutte visibili dall'esterno.
Se si drena del materiale liquido si fa il drenaggio nel punto più declive, se si esporta del materiale o neoformazione nella parte più caudale invece si sceglie uno dei due punti.
Image summary: Un diagramma anatomico del cranio di un bovino che evidenzia le diverse cavità dei seni paranasali. Vengono indicate la porzione principale del seno frontale, il diverticolo postorbitale, le porzioni turbinate del seno frontale e il seno mascellare. Lo schema serve a illustrare la posizione e l'estensione di queste strutture sinusali all'interno della struttura ossea cranica.
Sede della trapanazione
1 Sede del drenaggio: 4 centimeters caudale al margine caudale dell'orbita giusto sopra la fossa temporale
2 Il margine rostrale del seno frontale può essere drenato trapanando a 2.5 centimeters dalla linea mediana passando attraverso il centro dell'orbita.
3 Il turbinato, che è parte del seno frontale, può essere drenato attraverso un'apertura caudalmente il punto di divergenza dell'osso nasale sempre a 2.5 centimeters dalla linea mediana.
4 Dalla stessa parte del seno frontale può essere inoltre trapanato in prossimità di un rigonfiamento.
5 Fori aggiuntivi possono essere eseguiti in base alle necessità individuali.
Nel seno mascellare il foro del trapano va fatto dorsalmente e caudalmente al tubercolo facciale.
Nei vitelli può essere necessario posizionare il foro più dorsalmente per evitare i denti mascellari.
Flap
Se si ha una massa o una struttura grande in cui la cronicizzazione dell'empiema ha portato a una riduzione del rivestimento del seno, può essere necessario effettuare un flap: rispetto all'area di proiezione del seno, si fa un rettangolo di osso che viene scoperchiato e si riposizione una volta effettuato il drenaggio e la pulizia fissandolo.
- Necessaria l'anestesia generale: blocco anestesiologico nel ramo sopraorbitale
- Taglio della cute nell'area lasciando il lembo attaccato da un lato
- Il flap sollevato a partire dalla linea mediale per una larghezza tale da garantire un sufficiente curettage
- Visualizzazione completa del seno dove si effettuano curettage complete, lavaggio abbondante e drenaggio
- inserimento di un tubo all'interno dell'occhio per favorire drenaggio
- Chiusura riappoggiando l'osso: nel bovino si appoggia direttamente in quanto è pesante, nel cavallo essendo più fine invece si mettono punti di ancoraggio nei fori dell'osso con del filo riassorbibile.
In alcuni casi si mantiene aperto il seno paranasale lasciando aperto il foro del trapano e chiudendo gli altri flap.
Image summary: Una radiografia laterale di una porzione del cranio che mostra i seni paranasali. L'immagine evidenzia una struttura ossea con ampie cavità aeree e aree di opacità, utilizzata per diagnosticare condizioni anatomiche o patologiche delle cavità sinusali.
Image summary: Due fotografie intraoperatorie che mostrano un lembo di tessuto cutaneo e sottocutaneo sollevato e poi riposizionato per coprire un'area di perdita tissutale profonda. L'immagine documenta la procedura di ricostruzione chirurgica tramite lembo di rotazione per la chiusura di un difetto cutaneo esteso.
Alterazione del contenuto del seno paranasale: deformazione dell'osso con sclerosi e riempimento del seno con materiale denso.
Quando c'è un risentimento multiorganico e un'alterazione anche della componente ossea, il processo è cronicizzato e ha danneggiato l'osso, se è di origine batterica di solito si è già in una diffusione sistemica, mentre può essere un evento neoplastico, in entrambi i casi la prognosisè da riservata a infrausta.
La prognosis è favorevole invece se non sono presenti segni clinici quali debilitazione, anoressia.
Malattie ai denti
Nel cavallo rappresentano una buona componente delle patologie delle alte vie, mentre nel bovino no. Si tratta di patologie caratterizzate da eventi infettivi infiammatori a carico della radice oppure eventi traumatici che determinano la rottura della corona.
Se i piogeni si localizzano nella radice si può avere scolo monolaterale con empiema del seno paranasale mascellare e può portare in alcuni casi a difficoltà nella masticazione.
E' necessaria l'asportazione del dente, resa difficile dalla scarsa apertura della bocca e dalla necessità di lussare i molari.
Se è un dente superiore, si apre il seno paranasale mascellare, si inserisce un cuneo e si smartella la radice fino a quando il dente scivola in bocca.
Nel caso di un dente inferiore, si forma una fistola che si deve aprire, da questa si entra nella mascella e si smartella la radice.
Nel cavallo si fa in anestesia generale, nel bovino si esegue con l'animale in piedi.
Se si asporta un dente fratturato con una semplice pinza, l'alveolo lasciato vuoto va zaffato con delle garze fino all'inizio della granulazione per evitare comunicazione tra bocca e seno mascellare in modo da evitare empiema.
Palatoschi
Soluzione di continuo congenita della regione del palato che può interessare il palato molle o il palato duro, compreso l'osso.
La chirurgia a differenza dei piccoli animali non si può effettuare a causa dell'apertura della bocca. Nel puledro si esegue in specifici casi.
E' debilitante e non garantisce la sopravvivenza dell'animale in quanto ad ogni poppata un po' di latte va in trachea, con conseguente scolo mucopurulento e polmonite ab ingestis.
Colpisce animali appena nati.
Esistono altre patologie che possono dare gli stessi sintomi, come le polmoniti primarie, infezioni da piogeni dall'ombelico.
La diagnosi è immediata tramite apertura della bocca e palpazione.
Image summary: Una fotografia medica in bianco e nero che mostra una vista ravvicinata dell'interno della bocca di un animale, focalizzandosi sulla struttura della lingua e del palato. L'immagine serve a documentare l'anatomia orale o una condizione patologica specifica della cavità boccale.
Ci sono forme parziali nel puledro che riguardano il palato molle o la parte più caudale con sintomatologia meno marcata, mentre nel bovino le forme sono più evidenti.
Patologie del nasofaringe
Le malattie infettive ostruttive del faringe sono i disordini più frequenti.
Le cause possono essere:
- ascessi, ematomi o granuloma causati da trauma per punture o lacerazioni del faringe.
- ascessi dei linfonodi faringei causati dallo sviluppo locale di batteri
- polipi faringei o neoformazione (neoplasia).
La sintomatologia è:
- Scolo nasale
- > Respiro superficiale
- Tumefazione della regione ventrale del collo
- Dispnea e testa estesa
- Eccessiva salivazione e disfagia ➢ Anoressia, febbre
Progressione della dispnea e della disfagia
Alterazioni dei fluidi corporei
Esami collaterali:
palpazione con mani a coltello: tramite un apribocca si infila la mano per palpare il laringe e la volta, ovvero il faringe per valutare la presenza di tumefazioni, neoformazioni.
- endoscopia sia dalle cavità nasali che dalla bocca
- ecografia permette di evidenziare la presenza di liquido o aria.
- radiologia invece è utile per localizzare la presenza di un ascesso.
È importante discriminare se la tumefazione è un ascesso o è un linfonodo aumentato:
- vedere se nella regione tumefatta ci sono i linfonodi
- pungere con un ago per vedere se c'è del materiale liquido
- usare ecografia
Trattamento: drenaggio dell'ascesso.
In immagine una stenosi tracheale causata da un ascesso. Se questa ostruzione fosse a livello dell'esofago si avrebbe disfagia e impossibilità di deglutire e di eruttare (meteorismi del rumine).
Nel bovino tutto ciò che è ostruttivo impedisce l'ingresso di bicarbonati con la saliva nel rumine→acidosi ruminale associata a patologie ostruttive.
Quando il materiale purulento si diffonde può inflarsi fra le fasce muscolari causando cellulite cervicale.
Segni clinici: tumefazioni calde e dolenti associate a ipertermia.
Radiologia: bassa sensibilità e bassa specificità.
Image summary: Una radiografia di una regione anatomica, probabilmente della mandibola o di un'estremità, che mostra diverse strutture ossee e tessuti molli. L'immagine è una scansione medica utilizzata per l'analisi diagnostica della struttura ossea.
In immagine: ascesso a livello della faringe, causato da corpo estraneo al cui interno si erano annidati anche dei funghi, inoltre la laringhe era quasi completamente ostruita, l'animale era gravemente dispnoico.
Trattamento: tracheostomia.

Cavallo

Image summary: Una fotografia endoscopica della laringe che mostra una massa tumorale voluminosa e irregolare che ostruisce gran parte della glottide. L'immagine documenta la presenza di una neoplasia laringea che compromette le vie aeree superiori.
Le alte vie aeree iniziano a livello di narici e terminano nel primo anello tracheale, dove si trovano le basse vie aeree, non oggetto di studio in quanto non danno patologie di tipo chirurgico.
Funzioni: olfatto, fonazione, deglutizione, termoregolazione, filtrazione e condizionamento aria inspirata e conduzione dell'aria inspirata.
Le alte vie aeree sono costituite da un'impalcatura osteo cartilaginea e contengono spazi di dimensioni diverse e da strutture molli come il palato molle, parete dorsale del laringhe e laringe. Nel cavallo queste strutture sono molto più strutturate e fitte e occupano più spazio rispetto a quelle del bovino.
Queste strutture possono essere deformabili, come le narici, che hanno la capacità di dilatarsi per aumentare il passaggio di aria, e indeformabili ovvero cornetti e cavità ossea.
Le prime vie rappresentano un fattore limitante l'ingresso dell'aria, la respirazione avviene solo attraverso le narici.
Anatomicamente, scendendo più dietro, troviamo il faringe che rappresenta il collegamento tra apparato respiratorio e digerente. A questo livello si ha una struttura peculiaire del cavallo: l'ostio della tuba ossia un lembo fibrocartilagineo che mette in comunicazione la tuba uditiva con la tasca gutturale.
La tasca gutturale è un diverticolo della tuba uditiva la cui funzione non è ancora chiara ma, dal punto di vista anatomico, è una struttura strategica in quanto all'interno troviamo grossi vasi e nervi che, in caso di patologie, possono alterare molte funzionalità del cavallo, fra cui la respirazione e la deglutizione. I nervi che troviamo al suo interno infatti sono il vago, l'accessorio e il glossofaringeo.
Si ha poi il palato molle che nel cavallo, a differenza di quello del cane, è estremamente lungo e scende dietro l'epiglottide.
Il laringe è costituito da un'impalcatura cartilaginea di cui riconosciamo le aritenoidi, l'epiglottide e, scendendo, troviamo la cricoide e la tiroide, una sorta di grosso cilindro indeformabile. L'unico punto in cui il laringe o la glottide (=apertura all'interno) può aumentare il suo diametro è a livello di ventricolo laringeo dove si trovano le corde vocali.
Image summary: Una fotografia anatomica di una sezione sagittale della gola e della laringe, con diverse strutture etichettate tra cui il palato molle, l'epiglottide, le cartilagini tiroidea e cricoidea e le corde vocali. Un cerchio rosso evidenzia l'orifizio faringeo della tuba uditiva. L'immagine serve a illustrare l'anatomia interna delle vie aeree superiori e la loro disposizione spaziale.
All'interno queste strutture sono rivestite da mucosa respiratoria.
Il cavallo a riposo ha:
- attività respiratoria basale 10 to 12 atti respiratori fino a 20 atti/min,
- volume tidalico in 1 min è 5 litri (10 ml/kg),
- consumo di aria di 75 L/min.
In attività intensa il fabbisogno di ossigeno aumenta:
- aumento frequenza respiratoria
- aumento volume tidalico fino a 20 to 25 ml/kg
- consumo d'aria fino a 1500 L/min.
In caso di aumento della richiesta di ossigeno, il cavallo aumenta i diametri per diminuire la resistenza dell'aria: più largo è il diametro, maggiore sarà il flusso d'aria e, in caso di incapacità di dilatare le narici, dilatare laringe o faringe, minore è il raggio maggiori una risessenza (teorema di Bernoulli).
Effetto Venturi: effetto in cui un flusso laminare passa in un restringimento e diventa turbolento, la maggior resistenza permette di far passare la stessa quantità di aria
Aumenta la depressione che il torace deve effettuare, quando la pressione esterna e quella intratoracica si eguagliano si ha l'espirazione per passività.
Se questi meccanismi di dilatazione non funzionano l'effetto Venturi porta il rischio che la quantità di aria non sia sufficiente e quindi paO2 diminuisce e aumenta pCO2 portando ad acidosi metabolica e respiratoria.
I rumori respiratori sono il segnale del passaggio dell'aria da laminare a turbolento.
Il controllo simpatico della vascolarizzazione della sottomucosa: dopo un'anestesia generale in decubito laterale le cavità nasali presentano stasi venosa che comporta al risveglio rumori respiratori particolarmente marcati perché la mucosa è edematosa e occupa spazio, si interviene con un vasocostrittore in modo da ridurre l'edema.
Muscoli:
- dilatatori delle narici:
- dilatatori delle narici: due muscoli simmetrici che si tirano per dilatare le narici;
- elevatore nasolabiale: ventre singolo ben evidente, agisce sulla parte esterna della narice;
- dilatatori della laringhe:
- cricoaritenoideo dorsale: costituito da due grossi muscoli dorsali che prendono attacco sulle due aritenoidi e che vanno ad abdurle, aprendole verso l'esterno. L'innervazione di questo muscolo è cruciale, soprattutto del sinistro, ad opera dal nervo laringeo ricorrente sinistro (ramo del vago) che, a causa del suo posizionamento anatomico in prossimità della giugulare di sinistra (dorsalmente ad essa), può andare incontro a processi degenerativi a seguito di iniezioni errate, periflebiti o processi infiammatori a carico della giugulare.
Image summary: Una fotografia medica che mostra un organo interno, presumibilmente un cuore, con tessuti muscolari rossi e membrane connettive biancastre. Si tratta di un'immagine anatomica a scopo illustrativo, senza dati analitici da riportare.
Di conseguenza si ha la paralisi del muscolo di sinistra (da ricordare che in endoscopia ciò che vediamo a destra, è sinistra, come fosse uno specchio) che si atrofizza e non abduce più le aritenoidi comportando un'emiplegia laringea.
In queste condizioni, durante lo sforzo, il buco non si apre e il cavallo fa rumori respiratori.
- traenti ioide: tirano indietro la lingua e allargano il laringe consentendo un'apertura maggiore della zona (non serve sapere nomi)
- craniale: genioiodeo e genioglosso
- caudale: sterno ioideo/tiroideo
- ioepiglottico
- palato molle: si trova sotto l'epiglottide che si chiude durante la deglutizione ad opera di muscoli dorsali:
- tensore
- elevatore del velo palatino
- palatini
- palatofaringeo
I primi due mantengono il palato molle sotto la glottide ed evitano il passaggio di aria nelle tasche gutturali. Si inseriscono lateralmente al palato e scorrono a formare l'ostio della tuba. Sono innervati dal nervo mandibolare e dal ramo faringeo del vago.
: Image summary: Un diagramma anatomico che mostra i muscoli del palato molle, tra cui il muscolo tensore del velo palatino, il muscolo elevatore del velo palatino e il muscolo palatino, che convergono verso l'aponeurosi palatina. L'immagine illustra l'organizzazione strutturale e l'inserzione dei muscoli che controllano il movimento del palato molle.
Calibro variabile nei diversi tratti:
- Stretto: narici, laringe. Patologie a questo livello sono clinicamente più significative (iperplasia linfoide faringe/ emiplegia laringe).
Largo: faringe, cavità nasali
Durante l'esercizio la posizione della testa dipende dallo sport: il cavallo trottatore estende la testa in quanto l'angolo di 90 gradi tra collo e testa è svantaggioso, in quanto il passaggio d'aria ha un minimo di resistenza nel punto dell'angolo. Ciò non viene permesso se l'animale viene contenuto con mezzi fisici, così come accade per i cavalli nel salto ad ostacoli in cui è meglio che l'animale stia raccolto.

Esame Fisico

I rumori respiratori caratterizzano le patologie delle alte vie e si trovano nel 90% dei casi durante attività agonistica e a riposo nei casi più severi. Se associati a calo della performance agonistica vanno considerate le patologie delle alte vie.
Anamnesi: rumori, disfagia, intolleranza esercizio, tosse, scolo, trattamenti precedenti (antinfiammatori). E' importante capire l'insorgenza dei sintomi.
Ispezione: asimmetria di testa, narici, scolo narici o oculare e deformità. Per l'ispezione delle narici si inflano le dita all'interno della falsa narice, una struttura che viene tirata dal muscolo dilatatore delle narici, in modo che aderisca al setto nasale e permetta l'aumento del diametro della narice vera e propria. È necessario controllare che a questo livello non siano presenti masse e che non sia lassa (paralisi della falsa narice).
L'ispezione sia visiva che manuale permette di evidenziare la paresi della laringhe.
Percussione dei seni: spesso correlati a patologie dentali che determinano deformità del seno mascellare e del seno paranasale frontale, a seconda della sede.
Palpazione della laringhe a una mano o due per eventuali tumefazioni o deformità.
NB Nel cavallo non si palpano i linfonodi faringei, che invece si palpano nel bovino, in quanto si trovano all'interno delle tasche gutturali; si vedono solo se si ha un aumento dei diametri e debordano nel triangolo di Viborg (= area caudale alla branca della mandibola dove, al di sotto, troviamo la proiezione delle tasche gutturali).
Controllo di un'eventuale presenza di cicatrici in riferimento alle tasche gutturali.

Esami Collaterali e Diagnosi

- endoscopia
- radiologia: utile per presenza di strutture ossee, cartilaginee e cavità come le tasche gutturali (cerchiate nell'immagine) che si vedono come un triangolo nero in quanto rappresentano un sacchetto d'aria all'interno delle ossa. Poste posteriormente alla branca montante delle due mandibole. Viene utilizzata per fare diagnosi dell'ematoma progressivo dell'etmoide ossia un tumore benigno, anche se ha una grossa invasività locale, dei turbinati presenti nel meato medio.
Image summary: Una radiografia laterale della testa di un cavallo con un cerchio magenta che evidenzia le tasche gutturali. La didascalia indica che le tasche gutturali hanno una forma triangolare. L'immagine serve a illustrare l'anatomia radiografica di queste strutture nel cavallo.
- ecografia: scarsa sensibilità e specificità a causa della presenza dell'osso e dell'aria. Può essere utilizzata in caso di ipotrofia o atrofia del cricoaritenoideo dorsale in cui si osserva un aumento dell'ecostruttura in cui diventa ipofunzionale.
- TAC: d'elezione per patologie dei denti perché con rx si hanno sovrapposizioni. Fatta in anestesia generale, viene effettuata anche in standing senza anestesia generale: rischio anestesiologico più elevato tra tutti gli animali dell'1% a causa del risveglio.

Patologie Cavita' Nasali

Segni clinici:
Image summary: Una fotografia che mostra un cavallo anestetizzato e posizionato su un lettino mobile per essere inserito in uno scanner per TC. L'animale è sostenuto da imbracature e cinghie per mantenerlo in posizione stabile durante l'esame. L'immagine illustra la procedura tecnica necessaria per eseguire una tomografia computerizzata su un paziente veterinario di grandi dimensioni.
- stridore inspiratorio o espiratorio causato dal passaggio di un flusso d'aria turbolento, - scolo nasale sieroso/purulento/ematico
- deformazione del profilo osseo delle cavità nasali e seni paranasali mascellari Esami collaterali:
Endoscopia e radiologia sono le più utilizzate. Essendo una impalcatura ossea, nella radiologia abbiamo molte sovrapposizioni e contrasti, mentre la TC può dare più risposte, anche se in realtà la diagnosi si fa tramite endoscopia.
Non si trovano masse occupanti spazio a differenza del bovino.

1. Paralisi della falsa narice

La falsa narice viene abdotta dai due muscoli soprattutto dall'elevatore nasolabiale che vengono non più resi funzionanti a causa di un trauma nervoso alla branca buccale del nervo facciale come:
- traumatismi da capezza stretta
- da anestesia in decubito laterale in cui la capezza fa pressione nel punto di appoggio del decubito andando a lesionare il nervo in modo permanente
- blocchi loco regionali all'infraorbitale quando si effettuano estrazioni dentali (premolari arcata superiore)
- botulismo (rarissimo).
La paralisi della falsa narice è estremamente frequente soprattutto nel Quarter horse, dove, a causa dei finimenti utilizzati nella monta americana, specialmente in sede di doma, si possono avere lesioni ai muscoli elevatori delle narici o paralisi dei nervi che li innervano, spesso associati a rumori respiratori.
La sindrome nervosa può essere Segni clinici:
- intolleranza all'esercizio a causa di insufficiente quantità di aria,
- stridore sia inspirazione che espirazione.
- head shaking, un comportamento ossessivo per il quale a causa della parestesia del facciale o dell'infraorbitale il cavallo ha un formicolio che cerca di combattere scuotendo la testa. Non è risolvibile.
- Risoluzione spontanea, nel caso di una paresi.
- Trattamento chirurgico con asportazione della falsa narice.
- FANS, utili nei giorni successivi soprattutto per le paralisi da anestesia e decubito, perché riduce infiammazione ed edema del nervo.

2. Palatoschi

Si tratta di una patologia congenita che può coinvolgere sia tessuti molli che duri in cui si crea una soluzione di continuo nel palato molle o duro nel puledro.
Durante la poppata il latte passa nelle cavità nasali in quanto sopra il palato duro è presente il pavimento delle cavità nasali, si manifesta con la fuoriuscita di latte dalle narici e rigurgito di latte.
La diagnosi si fa per via endoscopica o con palpazione manuale della bocca.
Il palato molle potrebbe essere più facilmente suturabile per via endoscopica con il laser attraverso le narici, per il palato duro invece la prognosis è infausta ad vitam a causa dell'impedimento anatomico dovuto alla scarsa apertura della bocca.
Image summary: Una fotografia in primo piano dell'interno della bocca aperta di un animale, che mostra i denti superiori e inferiori, il palato rugoso e la lingua. L'immagine ha uno scopo puramente documentativo o clinico per mostrare l'anatomia orale.
Sembra avere un forte fattore di ereditarietà, la fattrice dovrebbe essere esclusa dalla riproduzione (in realtà non accade se è di alto valore).
Se non si interviene il puledro muore per polmonite ab ingestis.

3. Ematoma progressivo dell'etmoide

Si tratta di un tumore benigno dei turbinati del meato medio, simile all'emangioma che si forma a livello dell'etmoide di colore rosso (per il quale l'origine non è neoplastica ma è una deformazione anatomica dei vasi) a causa dell'importante vascolarizzazione che sviluppo.
All'istologia le cellule hanno intensa replicazione, motivo per cui molti la ritengono una neoplasia benigna.
Non dà recidive sistemiche e ha infiltrazione solo locale.
E' a carico di una struttura fortemente vascolarizzata e va incontro a sanguinamento soprattutto durante la fase di crescita (rinorragie).
Image summary: Una fotografia medica che mostra la sezione trasversale di una massa tissutale asportata, tenuta da mani con guanti sterili. Il campione presenta un aspetto eterogeneo con aree di necrosi giallastra, emorragie rosso scuro e zone di degenerazione cistica. L'immagine serve a documentare le caratteristiche macroscopiche di una lesione patologica.
E' monolaterale nella maggior parte dei casi, va però sempre controllato anche il controlaterale.
Colpisce solitamente animali anziani.
Segni clinici:
- epistassi intermittente cronica, nel soggetto anziano >15 anni in DD è al primo posto
- dopo esercizio l'ipertensione vasale causa rottura dei vasi superficiali con conseguente sanguinamento
- stridore inspiratorio causato dalla massa particolare importante
Image summary: Due radiografie laterali di un cranio animale. L'immagine superiore mostra un'area evidenziata da un cerchio rosso che indica una zona di anomalia o interesse, mentre l'immagine inferiore mostra una massa densa e opaca che occupa gran parte della cavità orale e nasale. Il confronto evidenzia la presenza di una formazione patologica o di un corpo estraneo di grandi dimensioni nelle vie aeree superiori.
- materiale mucopurulento, macerazione del sangue che causa respiro maleodorante
Diagnosi
- endoscopia: d'elezione.
- radiografia
Trattamento chirurgico per evitare il sanguinamento che porta ad anemia tramite asportazione completa o somministrazione di formalina al 10% che asciuga la parte iniettata con endoscopio, i risultati sono variabili in ordine alla recidiva.
Con la rinorragia intermittente possiamo avere soggetti che diventano anemici. In alcuni la neoplasia determina stasi del muco e abbiamo la fuoriuscita di sangue e muco purulento dalle narici. In casi rari, può diventare talmente grande da deformare o fratturare l'osso delle cavità nasali.
: Image summary: Una radiografia del torace e dell'addome di un animale, con un cerchio giallo che evidenzia un'area di opacità radiografica anomala nella regione craniale dell'addome. L'immagine serve a localizzare e identificare una massa o un'ostruzione in quella specifica zona anatomica.

Patologie del Palato e del Faringe

Determinano un evidente calo delle performance, non danno alterazioni importanti della respirazione, ad eccezione della dislocazione dorsale del palato molle.
Sono più colpiti i cavalli che fanno attività breve ad alta intensità: trottatori, galoppatori e, un po meno, completo (3 prove: dressage, salto ad ostacoli e prova di campagna, ovvero salto di ostacoli naturali a tempo).

1. Iperplasia faringea linfoide (faringite follicolare)

Infianmazione della rete linfoide della sottomucosa del faringe che può andare incontro a iperplasia. La maggior parte dei cavalli colpiti ha meno di 5 anni e colpisce il 30% dei cavalli e il 60% dei cavalli giovani. Spesso è un reperto occasionale che troviamo in endoscopia. Le cause più probabili sono:
- sovrainfezioni virali, solitamente dopo il virus influenzale o batteriche
- forme allergiche (asmatiche) causate dalle muffe del fieno che contestualmente a broncospasmo e patologia polmonare possono causare anche iperplasia.
Viene trattata come una patologia medica e non chirurgica.
Le forme che determinano alterazione del passaggio aria sono quelle dove c'è un'iperplasia importante.
Segni:
- stridore
- tosse ripetuta soprattutto dopo ingestione.
Sono riconosciuti 4 gradi:
1. alcuni follicoli biancastri
2. alcuni follicoli rosati
3. molti follicoli rosati
4. follicoli grandi ed edematosi occupanti spazio (in immagine): riduzione fisica del passaggio di aria per presenza di masse che occupano spazio.
Diagnosi endoscopica.
Image summary: Una fotografia endoscopica che mostra la laringe e le corde vocali. L'immagine documenta l'anatomia della glottide per scopi diagnostici o clinici.
Trattamento: aerosol, antinfiammatori.

2. Cisti faringea/subepiglottidea

E' causata dalla persistenza di un residuo embrionale, il dotto tireoglosso o craniofaringeo, che se non regrediscono si riempiono di sierosità. Le cisti possono avere dimensione variabile,andando ad ostruire il passaggio di aria. Si manifesta nel cavallo giovane, soprattutto galoppatori, trottatori e quarter horse (18 mesi). Causa un restringimento sia dell'aria che del bolo alimentare, con conseguente passaggio nelle narici.
Sintomi clinici:
- disfagia (difficoltà nella chiusura dell'epiglottide)
- stridori
- intolleranza all'esercizio
Diagnosi endoscopica: visualizzazione diretta.
Risoluzione chirurgica.

3. Collasso nasofaringeo

La parete dorsale del faringe è il pavimento delle tasche gutturali rivestite da mucosa laringea. La volta del faringe si abbassa verso il basso quando è presente del materiale nelle tasche gutturali e va a ostruire il passaggio dell'aria tra le due aritenoidi, si tratta quindi di una patologia secondaria all'empiema delle tasche gutturali.
Segni clinici: rumori in velocità e intolleranza all'esercizio.
Diagnosi endoscopica: le indicazioni principali si hanno con l'animale in movimento, con la volta che scende fino a occludere completamente il passaggio dell'aria.
Image summary: Una fotografia endoscopica che mostra l'interno di un condotto anatomico, caratterizzato da una mucosa arrossata con piccoli noduli diffusi e la presenza di una massa polipoide prominente che ostruisce parzialmente il lume. L'immagine documenta una patologia della mucosa con formazione di una crescita tissutale anomala.
Image summary: Una fotografia endoscopica della laringe che mostra le corde vocali e l'apertura glottica. L'immagine serve a documentare l'aspetto anatomico e lo stato dei tessuti laringei per scopi diagnostici.
Assieme alla dislocazione palato e la paralisi laringea è la patologia più pericolosa per i galoppatori, perché arrivano ad un momento in cui vanno in apnea.
Trattamento primario dell'empiema delle tasche gutturali.

4. Dislocazione dorsale del palato molle

Dopo l'emiplegia laringea, la principale causa di calo delle performance nel cavallo sportivo è la dislocazione dorsale del palato molle.
Può ridurre l'ingresso dell'aria fino all'80% Il palato duro finisce sotto l'epiglottide, nel caso in cui il palato a riposo o in esercizio si alloggia sopra l'epiglottide, il lume si riduce causando un flusso turbolento e rumori respiratori.
Il palato non finisce con un lembo libero come nel cane ma finisce con un'asola (ostio intrafaringeo), che è fissa dietro alle aritenoidi dagli archi palatofaringei, questa si alza e si abbassa durante la deglutizione ma torna ad aggiancarsi sotto - Posizione fisiologica subepiglottidea all'epiglottide. Se ciò non avviene la parte craniale dell'asola va sopra, come se il bottone stesse fuori dall'asola.
: Image summary: Un diagramma anatomico della testa e della gola di un animale, con etichette che indicano l'epiglottide, l'ostium pharyngeum tubae e il muscolo sternohyoideus. Il testo sovrastante menziona lo "Sganciamento", suddiviso in "Intermittente" e "Persistente". L'immagine serve a illustrare le strutture anatomiche coinvolte in questi processi di sganciamento.
Image summary: Un disegno anatomico che mostra una sezione di un'articolazione, con frecce che indicano le direzioni del movimento all'interno dello spazio articolare. L'immagine illustra la dinamica meccanica e l'interazione tra le superfici ossee e i tessuti molli per spiegare come avviene il movimento dell'articolazione.
Image summary: Un diagramma anatomico della testa di un cavallo che mostra le vie respiratorie superiori, con un ingrandimento focalizzato sulla zona della laringe e dell'epiglottide. Le etichette A, B e C indicano diverse regioni del tratto respiratorio, mentre i numeri nel dettaglio evidenziano strutture specifiche della laringe. Lo scopo dell'immagine è illustrare l'anatomia interna del sistema respiratorio superiore del cavallo per facilitarne l'analisi clinica.
Image summary: Un diagramma anatomico che mostra una sezione trasversale di una struttura biologica, con frecce che indicano il flusso o il movimento tra diverse cavità e canali. Lo schema illustra il percorso di passaggio di fluidi o sostanze all'interno dell'organo per descriverne il meccanismo di funzionamento.
La dislocazione causa una diminuzione del lume e quindi del flusso dell'aria con conseguente ipossia e ipercapnia.
Può essere:
- continua: caratterizzata da rumori respiratori sia a riposo che in movimento.
- intermittente: dopo deglutizione o lavoro intenso.
E' importante osservare durante la velocità cosa succede per definire il grado e la tecnica chirurgica che in base al grado può essere diversa. Per la distinzione tra le due forme si chiudono le narici e si induce la deglutizione osservando all'endoscopio.
Cause:
- anatomiche: ipoplasia epiglottide
- funzionali: neuropatie del vago, disfunzioni del muscolo palatino e palatofaringeo. I rami nervosi possono essere lesionati a livello di tasche gutturali, per patologie delle stesse, o nel primo tratto del collo
- meccaniche:
Image summary: Una fotografia endoscopica della laringe che mostra le corde vocali e l'apertura glottidea. L'immagine serve a documentare l'anatomia della regione laringea per scopi clinici o diagnostici.
- Spinta della lingua durante l'esercizio dovuto alla posizione della testa e dello ioide. Per evitare ciò si legava la lingua fuori in modo che si tiri indietro lo ioide e in avanti il palato.
-Trazione caudale laringhe da sterno-tiroioidei nel caso di ticchio
- –Stenosi ostio della tuba, diverticolo della tuba uditiva
- –Patologie ostruttive rostrali faringee: atresie delle coane (congenite)
- —Infiammazioni nasofaringee: iperplasia faringea di grado 3 o 4.
Segni clinici:
- rumori respiratori russanti durante l'esercizio, si manifestano solo quando avviene la dislocazione. Si spruzza acqua e se deglutisce e il palato molle torna in posizione i rumori cessano
- intolleranza all'esercizio
- se la dislocazione è permanente: disfagia porta a polmonite ab ingestis
I gradi intermittenti si manifestano solo durante il movimento, quindi l'unico metodo efficace è l'endoscopia in corsa, ci sono degli endoscopi wireless che si montano sull'imboccatura.
Più è intermittente più la diagnosi è complicata. Si può fare anche una endoscopia appena dopo il lavoro.
Image summary: Una fotografia endoscopica della laringe che mostra le corde vocali e l'apertura glottica. L'immagine serve a documentare l'aspetto anatomico della regione laringea per scopi diagnostici.
Image summary: Una fotografia endoscopica che mostra l'interno di un condotto nasale, con la presenza di tessuto infiammato e secrezioni nella parte inferiore. L'immagine serve a documentare una condizione patologica della mucosa nasale.
Image summary: Una fotografia endoscopica della laringe che mostra le corde vocali e l'apertura glottidea. L'immagine documenta l'anatomia interna della gola per scopi diagnostici o clinici.
All'endoscopio si osserva la mancanza del margine libero dell'epiglottide, si vede solo il margine dorsale del palato molle che in alcuni casi è ulcerato in quanto durante la deglutizione il bolo alimentare e la scorretta chiusura potrebbero causare abrasioni ed erosioni della mucosa, causando anche tosse normalmente non associata a questa patologia.

Patologie della Laringe

1. Incarceramento dell'epiglottide

Le pieghe ariepiglottiche sono pieghe alla base dell'epiglottide, a seguito di processi infiammatori e iperplasie possono debordare bloccando marginalmente l'epiglottide, non in modo completo come avviene nella dislocazione del palato.
Cause:
- ipoplasia epiglottide
- ipertrofia follicolare può esitare non solo in un'iperplasia sulla faccia dorsale ma con ispessimento della porzione linfoide della parte ventrale
Segni clinici (gli stessi per la dislocazione dorsale del palato molle):
- Turbolenze – rumore in velocità
- Intolleranza all'esercizio
- > Disfagia (saliva) - tosse
Image summary: Una fotografia endoscopica della laringe che mostra le corde vocali e l'epiglottide. L'immagine serve a documentare l'anatomia della regione laringea per scopi clinici o diagnostici.
- Tensione su membrana incarcerata fino a provocare ulcere del margine libero dell'epiglottide.
Diagnosi:
- endoscopia a riposo e in movimento, può essere utile farla dalla bocca in quanto le pieghe iperplastiche rimangono ventrali, mentre il palato molle è dorsale
- radiologia utilizzata, l'epiglottide rimane in
- carcerata solo nella parte craniale.
Image summary: Tre immagini endoscopiche della laringe e delle vie aeree superiori che mostrano diverse prospettive di un'ostruzione o di una massa anomala che restringe il lume respiratorio. Le immagini documentano la presenza di un rigonfiamento dei tessuti che compromette il passaggio dell'aria, evidenziando una stenosi o una lesione occupante spazio.
Cause:
- Traumatismi per il passaggio di materiale grossolano
- Ripetuti tentativi di intubazione con il passaggio del tubo endotracheale che viene effettuata alla cieca: estende il
Image summary: Una radiografia del cranio e del collo che mostra un corpo estraneo radiopaco, evidenziato da un cerchio rosso e indicato da una freccia blu nella regione della gola. L'immagine serve a localizzare la posizione di un oggetto ingerito o inalato nelle vie aeree o nell'esofago.
: Image summary: Una fotografia endoscopica della laringe che mostra una massa polipoide, liscia e di colore rosato che ostruisce parzialmente l'apertura glottica. L'immagine documenta la presenza di una formazione anomala che riduce lo spazio respiratorio a livello delle corde vocali.
collo per allineare la lingua con il palato e l'adito, quindi nei giorni successivi all'anestesia presentano rumori respiratori.
- Inalazione di polveri: tutto ciò che causa ispessimento della mucosa può causare questa patologia.
Segni clinici nelle forme più gravi associati a lesioni importanti fino all'eventuale passaggio del materiale in trachea → polmonite ab ingestis:
- Dispnea
- Tosse
- ➢ Disfagia
Diagnosi: endoscopica
Trattamento:
- Antibiotic
- FANS: i corticosteroidi invece non danno grandi risultati, possono anche abbassare le difese immunitarie importanti nel post operatorio.

Patologie delle Tasche Gutturali

Sono diverticoli delle tube uditive localizzate alla biforcazione della giugulare e alla branca posteriore della mandibola creando il triangolo di Viborg, unico punto di accesso ad esse.
La loro funzione non è nota, all'interno è contenuta aria calda che si muove durante la deglutizione perché le tasche comunicano con il faringe attraverso l'ostio della tuba, formato 2 porzioni, una fibrocartilaginea e una muscolare (ventri muscolari del tensore elevatore del velo palatino).
Sono localizzate alla base della scatola cranica e dorsalmente alla faringe, quindi possono interferire sia durante la respirazione che la deglutizione.

1. Timpanismo - congenita

Image summary: Una fotografia ravvicinata della testa di un cavallo che mostra un'ampia area di alopecia, ovvero una perdita di pelo, che espone la pelle sottostante di colore chiaro. L'immagine documenta una condizione dermatologica caratterizzata dalla mancanza di manto in una zona specifica del volto dell'animale.
Tipica dei puledri sotto i 6 mesi, soprattutto delle razze trottatori e purosangue arabo, si tratta di ritenzione di aria all'interno della cavità causata da un disturbo dell'evacuazione dell'aria durante la deglutizione che determina malformazione nel triangolo di Viborg che normalmente appare come un triangolo concavo, in questo caso somiglia a un palloncino pieno di aria.
Si manifesta subito fin dalla nascita ed è considerata patologia rara, ancora più rara la forma bilaterale.
Segni clinici:
- tumefazione molle alle regioni parotidee (bilaterale sempre)
- rumore respiratorio
- disfagia
- dispnea nei casi gravi conseguente all'alterazione della deglutizione e ab ingestis Diagnosi facile:
- evidenza clinica: segnalamento ed anamnesi
- endoscopia (evacuazione dopo inserimento endoscopio)
- radiologia evidenzia presenza di aria nella regione parotidea.
Il pavimento delle tasche gutturali è rivestito da mucosa faringea. Sono suddivise in 2 comparti:
- comparto mediale: linfonodi faringei, carotide interna, i nervi IX, X e XI, quindi le patologie a questo livello possono sfalsare la deglutizione in quanto l'aria e la pressione esercitata determinano l'abbassamento della volta del faringe.
- comparto laterale: arteria mascellare, nervo VII, linfonodi faringei.
Tutto ciò che si localizza a questo livello quindi può alterare deglutizione e ventilazione, quindi è strategico vedere queste zone.
Il meccanismo di apertura e chiusura dell'ostio durante la deglutizione è compromesso e il passaggio di aria non avviene, o perlomeno entra ma non esce.
La causa eziopatogenetica sembra essere legata a un'atrofia del ventre del tensore ed elevatore del velo palatino.

2. Micosi

Si tratta di una patologia mortale nell'80% dei casi se non si è tempestivi.
E' causata da un'infezione da Aspergillus (funghi del fieno e dei cereali) nella parte alta del compartimento mediale, all'incrocio tra la carotide interna, nervi IX, X e XI e l'osso stiloiale, favorita dall'ambiente umido e caldo.
Può essere mortale perché il fungo erode la mucosa e la parete della carotide interna causando emorragie profuse con inguinamento intermittente monolaterale nel lato dove è presente la micosi con epistassi e fuoriuscita anche dalla bocca.
Sono più predisposti i cavalli immunodepressi (terapie con corticosteroidi) o stressati.
Segni clinici:
- epistassi: grosso coagulo ostio della tuba (patognomonico), la pressione della carotide interna favorisce la fuoriuscita massiva di sangue attraverso il buco creato dal fungo
- calo notevole dell'ematocrito (range 35 to 52): necessità di trasfusioni.
Diagnosi endoscopica d'elezione.
Image summary: Una fotografia endoscopica che mostra un calcolo biliare di colore giallastro e consistenza irregolare all'interno della cistifellea. L'immagine documenta la presenza di un calcolo durante una procedura chirurgica laparoscopica.
Image summary: Una fotografia endoscopica dell'area della faringe con diverse strutture anatomiche evidenziate da linee e scritte blu. Vengono identificati l'ostio della tuba uditiva, l'arteria carotide interna, il nervo vago, lo stiloide e l'arteria carotide esterna. L'immagine serve a mappare i principali punti di riferimento anatomici e vascolari in questa regione.
per il trattamento del fungo si fanno vari lavaggi e trattamenti antifungini; dopo aver ocluso la carotide interna il fungo regredisce spontaneamente nel giro di qualche settimana in quanto non riceve più nutrimento dalla vascularizzazione.
Terapia (curiosità, non lo chiede):
Fino a 10 anni fa si chiudeva, dopo la biforcazione, la carotide interna, con varie tecniche, ma nel poligono di Willis c'è un circolo, quindi, il sangue arriva parzialmente contro flusso da sopra dall'altra carotide interna, perciò il cavallo continua a sanguinare.
La tecnica più efficiente, recente e meno invasiva consiste nell'embolizzazione della carotide interna la quale consiste nell'iniettare mezzo di contrasto, si introduce una spiralina (scovolino detto coil) che quando arriva nel vaso crea erosione della parete e stimola la trombizzazione della carotide che si chiude.
La trombizzazione della carotide non causa danni alla vascularizzazione del cervello, in quanto l'arteria vertebrale non è compromessa.
I cavalli con micosi possono essere anche disfagici, ciò è causato dall'erosione del nervo glosso faringeo, infatti, i funghi si possono localizzare più vicino ai nervi e causare l'erosione degli stessi. Nel caso l'erosione colpisca il glossofaringeo il cavallo sarà disfagico, se, invece, interessa il vago avrà emiplegia laringea, se viene colpito l'accessorio non ci saranno grossi sintomi (da ricordare che se il cavallo ha il ticchio l'accessorio viene tagliato, non ha un ruolo fondamentale).

3. Empiem

Infezione da Streptococcus equi localizzata nei linfonodi che vanno incontro a suppurazione (processo degenerativo che porta quasi alla distruzione del linfonodo fino anche alla colliquazione, diventa materiale purulento esso stesso) e fistolizzazione; tipicamente sono colpiti i linfonodi infra mandibolari, questo implica una diagnosi e un trattamento di facile accesso.
I linfonodi coinvolti possono essere anche interni, ciò rende difficile la diagnosi: sintomi clinici come febbre, inappetenza che poi regrediscono, una settimana dopo compare tumefazione riconducibile a materiale purulento in tasca gutturale e scolo nasale (quando deglutisce il materiale purulento esce dalle cavità nasali). Il materiale per gravità abbassa la volta della faringe, causando rumori respiratori.
Se vengono colpiti i linfonodi addominali, il materiale purulento viene suppurato in peritoneo.
Quando è il linfonodo faringeo che colliqua e fa la fistola in tasca gutturale avremo il materiale purulento che non riesce ad uscire all'esterno ma che si accumula nella tasca. Quando questa è piena, durante la deglutizione si apre l'ostio, fuoriesce un po' di pus che prende la via delle cavità nasali ed esce dalle narici. Nella prima fase, quindi abbiamo un evento infettivo infiammatorio, particolarentes intenso.
Nella seconda fase il materiale purulento non c'è più, però le tasche continuano ad avere pus che non riesce a fuoriuscire. Se il linfonodo si sterilizza, perché il sistema immunitario va avanti cercando e riuscendo ad eliminare tutti i batteri, la fistola si chiude.
Il materiale purulento rimane sotto il pavimento e causa infiammazione, ma soprattutto col tempo si disidrata, va via l'acqua e rimane la componente caseosa, fino anche ad avere una raccolta di materiale.
Segni clinici legati all'adenite equina:
- ipertermia
- scolo muco purulento monolaterale
- rumori respiratori
- dispnea
Diagnosi:
- endoscopia
- radiografia testa: indicativa se è presente all'interno aria oppure idro-livello (riga netta) che testimonia la presenza di liquido.
Trattamento:
- lavaggio
- antibiotici sistemici ad ampio spettro se c'è risentimento polmonare, antinfiammatori non steroidei in caso di febbre e disfagia, ma si cerca di evitarli in quanto rallentano la guarigione.
Il cavallo va isolato e vanno evitate le contaminazioni nell'area dove girano altri animali perché è estremamente infettivo.
- drenaggio: dal triangolo di Viborg si effettua un foro per drenare e lavare.

4. Artropatia temporioidea - degenerativa

Si tratta di una patologia abbastanza rara ed è più frequente nei purosangue arabi. E' una vera e propria artrosi, processo degenerativo, dell'articolazione tra l'osso temporale e l'osso stilioiale che porta al catabolismo della cartilagine e quindi assottigliamento fino alla scomparsa della cartilagine ed esposizione dell'osso subcondrale.
Segni clinici
- > Difficoltà alla prensione con la lingua e masticazione
- Apertura bocca dolorosa
Diagnosi
: Image summary: Una fotografia anatomica di una dissezione chirurgica che mostra l'area dell'articolazione temporo-mandibolare. L'immagine evidenzia, tramite un cerchio rosso e annotazioni, l'articolazione globosa e le strutture circostanti, tra cui l'arteria carotide interna (ICA), il processo stiloideo e il muscolo pterigoideo laterale (TVPM). Lo scopo dell'immagine è illustrare l'anatomia locale e i rapporti spaziali tra l'articolazione e i vasi sanguigni e i tendini adiacenti.
- endoscopica: si nota come l'articolazione sia ingrossata con forma globosa
- radiologica
Può essere conseguente anche ad erosione da Aspergillus
Trattamento
- antinfiammatorio
- resezione osso stiloiale

Sinusite

Vale lo stesso concetto per bovino e cavallo, ciò che cambia sono i punti di repere anatomici. Anatomia dei seni:
• Frontale
• Mascellare: diviso tramite un setto osseo in due compartimenti, orale e aborale. È più grande e sviluppato rispetto al bovino; altra differenza risiede nel fatto che nel bovino c'è il tubercolo
facciale, mentre nel caso del cavallo è presente la cresta facciale che rappresenta il margine caudale del seno mascellare.
Sul canto mediale dell'occhio si ha una riga parallela alla cresta facciale; per quanto riguarda il margine craniale, esso parte nel punto in cui l'incisura mandibolare incontra la cresta facciale ed è posto nel punto in cui si palpa il muscolo massetere vicino a dove passa il nervo infraorbitale.
Dorsalmente al seno, invece, è presente la fossa orbitale dell'occhio.
Il setto intermedio divide il seno in due compartimenti che contengono le radici dei denti, in particolare:
- nel craniale ritroviamo quasi sempre le radici del IV premolare e del I molare. Per quanto riguarda il premolare, in alcuni cavalli dentro al seno si trova solo una radice del dente mentre l'altra è esterna - nel caudale ritroviamo la radice del II molare - il III molare è sempre esterno al seno
Segni clinici:
- scolo mono/bilaterale
- tumefazione della faccia
- epifora (lacrimazione)
- ottusità alla percussione
- rumori inspiratori
Cause:
Image summary: Un diagramma anatomico della testa di un cavallo che identifica la posizione dei seni paranasali. Vengono indicati il seno frontale (frontoconcale), il seno mascellare caudale e il seno mascellare rostrale. Lo scopo dell'immagine è illustrare la distribuzione e l'estensione di queste cavità ossee nel cranio equino.
Image summary: Un diagramma anatomico del cranio e della mandibola di un animale, con etichette che identificano strutture ossee e dentali. Vengono evidenziati elementi come il processo coronoide, i seni mascellari, il forame infraorbitale e i dettagli della dentatura, inclusi il primo premolare, il canino e l'apice immaturo delle radici. Lo scopo dell'immagine è fornire una mappa dettagliata della morfologia cranio-facciale e dentale per scopi di studio anatomico.
- > primarie: infezione batterica di uno dei seni con presenza di pus all'interno del seno > secondarie (più frequenti): infezione dei seni paranasali causata da un'altra causa primaria come infezioni delle radici dei denti, fratture ossee della testa o cisti dei seni.
- Endoscopia: valutazione delle cavità nasali e visualizzazione del materiale purulento o delle eventuali masse o la presenza di eventuale sangue, di solito a livello dall'aperture naso/mascellare.
- Esame radiografico: in proiezione latero laterale se è presente una grossa quantità di essudato le immagini possono essere più confuse
Image summary: Una griglia di nove scansioni TC coronali della testa di un cane, con varie etichette che identificano le strutture anatomiche dei seni paranasali e delle cavità nasali. Le immagini mostrano diverse sezioni anatomiche dal piano anteriore a quello posteriore, evidenziando l'estensione e la morfologia delle cavità aeree. Lo scopo della figura è fornire una mappa anatomica dettagliata dei seni nasali canini per scopi diagnostici o di studio.
- Sinocentesi/sinoscopia: per prevalere il materiale oppure visualizzare la presenza di masse all'interno della cavità
- Tomografia computerizzata (TC): per la miglior visualizzazione delle radici dei seni. Ad oggi si effettua con l'animale in piede.

Patologie Esofagee

Bovino e cavallo non hanno grosse differenze, l'unica differenza importante è che nel bovino patologie dell'esofago comportano alterazione durante la fase di eruttazione e rimasticazione del bolo alimentare: tutto ciò che impedisce il passaggio in discesa dell'esofago impedisce anche al bolo di tornare ed essere nuovamente masticato.
L'esofago si può suddividere in due porzioni:
- extratoracica: viaggia nel collo
- intratoracica: dall'ingresso del torace fino allo sfintere esofageo distale, anche detto cardias, a livello del diaframma. Non è accessibile né visualizzabile e scorre vicino a strutture importanti come il nervo vago, che passa subito dorsalmente, e grossi vasi come l'aorta ascendente o descendente a seconda del tratto.
È simile tra le due specie, con la differenza che nel cavallo nei due terzi prossimali del collo passa a sinistra e poi si porta dorsalmente alla trachea, mentre nel bovino passa quasi totalmente dorsale alla trachea.
Le patologie considerate sono:
1. Ostruzione da corpo estraneo (o ostruzione da massa extraesofagea)
2. Perforazione
3. Stenosi
4. Diverticoli
5. Fistole
L'ostruzione esofagea è più frequente sia nel bovino che cavallo e può esitare in perforazione o stenosi.
I diverticoli e le fistole sono generalmente esiti negativi di una esofagotomia. I diverticoli possono essere esiti anche di ostruzioni esofagee nel punto in cui è presente un corpo estraneo.

1. Ostruzione esofagea (choke)

Sintomi patognomonici dell'ostruzione esofagea:
- inappetenza
- scialorrea, soprattutto quando abbassa la testa.
Nel cavallo la saliva può fuoriuscire sia dal naso sia dalla bocca, in quanto l'animale non riesce a deglutirla tutta.
Nel bovino la fuoriuscita dalla bocca deriva anche dal reflusso della saliva in esofago.
Il bovino è più soggetto all'ingestione di corpi estranei o materiale grossolano.
Diagnosi differenziale:
- traumi faringe
- rabbia
La diagnosi si effettua con:
1. ESAME FISICO
- esame orale: escludere palatoschisi, patologie dentarie, corpi estranei, neoplasie
- palpazione regione faringea e collo: presenza di tumefazioni o enfisema sottocutaneo
- auscultazione vie aeree inferiori e polmone: si effettua per escludere presenza di liquido nel lume, quello che si deve sentire è il classico soffio tubario. La complicazione dell'istruzione esofagea è la polmonite ab ingestis che si manifesta dopo 72 ore dall'ostruzione.
- sondaggio orogastrico nel bovino o nasogastrico nel cavallo: valuta la pervietà dell'esofago fino allo stomaco e permette la localizzazione del punto di ostruzione.
Sintomatologia:
- salivazione, con perdita di grandi quantità di bicarbonati, ne deriva acidosi metabolica, la saliva prodotta dal bovino contiene infatti bicarbonati con la funzione di tamponare l'acidità ruminale, se i bicarbonati non scendono nel rumine si ha tendenza all'acidosi, da trattare con supporto medico.
distensione gassosa del rumine per impossibilità nell'eruttazione→timpanismo
- testa e collo estesi
- tosse, conati
- disidratazione: l'animale non beve e non recupera acqua dalla saliva.

2. Esófagoscopia

Si effettua quasi solo nel cavallo, ha lo scopo di localizzare l'ostruzione, identificare il materiale e valutare il danno attorno al corpo estraneo (striature, erosioni possono evolvere in eventi cicatriziali che danno stenosi le quali impediranno il passaggio normale del bolo dopo la guarigione, anche a distanza di un mese).
Va eseguita anche in ottica di aspirare la saliva.
L'endoscopio deve essere flessibile (solitamente si usa il gastroscopio, di lunghezza superiore ai 2 m), il contenimento può essere effettuato in travaglio oppure ponendo l'animale in sedazione;
Image summary: Una fotografia endoscopica che mostra la vista interna di un condotto anatomico, caratterizzato da pieghe longitudinali della mucosa e aree di arrossamento. L'immagine documenta l'aspetto morfologico e lo stato infiammatorio delle pareti interne del condotto.
in molti cavalli si introduce semplicemente la sonda dell'endoscopio sfruttando il torcinaso.
In caso di ostruzione, con l'endoscopio si arriverà ad un punto in cui si vede tanta saliva, si deve quindi risciacquare e capire cosa stia ostruendo l'esofago; nel caso del bovino si potrebbero rinvenire corpi estranei anche metallici vista l'alimentazione grossolana tipica di questa specie.
Ogni lesione osservata va riverificata per evitare la cicatrizazione e i conseguenti danni, tramite somministrazione di corticosteroidi.

3. Radiografia

Se sospettiamo perforazione da corpo estraneo o visualizziamo lesioni, si può procedere con un esame radiografico con mezzo di contrasto: ciò consiste nel posizionare in sonda del mezzo di contrasto (iodato, poco pericoloso perché se l'esofago è lesionato si può dare anche endovena, o mezzo baritato, metodo elettivo per il gastro-enterico ma solo se le strutture sono integre).
Image summary: Una fotografia in scala di grigi che mostra forme fluide e astratte con contrasti tra zone chiare e scure, prive di elementi identificabili o dati analitici. Si tratta di un'immagine puramente visiva, senza risultati scientifici o tecnici da riportare.
Si esegue quando si è lontani dal momento di insorgenza della sintomatologia.
Dati anatomici:
Nel bovino l'esofago presenta un'anatomia particolare in quanto manca la sierosa, tipico rivestimento di tutto l'apparato gastro-enterico che garantisce una buona guarigione in caso di soluzione di continuo. Non avendo la sierosa, tutte le soluzioni di continuo iatrogene o chirurgiche a livello esofageo non guariscono o guariscono male e con problematiche.
Sono presenti 4 strati a livello della parte esofagea:
- Avventizia esterna.
- Strati muscolari, particolarermente sviluppata e causa la peristalsi che fa progredire il bolo alimentare,
- Sottomucosa,
- Mucosa, strato spesso di epitelio squamoso stratificato.
Nel torace l'avventizia è sostituita da un rivestimento sieroso (tunica sierosa) e arriva fino alla pleura mediastinica. Poi continua con il cardias che si apre nello stomaco.
Nei ruminanti:
: Image summary: Una fotografia di una sezione trasversale di un tessuto biologico accanto a un righello centimetrato. L'immagine identifica due strati principali: lo strato esterno di muscolo e lo strato interno di mucosa, che presenta una struttura ripiegata. Lo scopo della figura è mostrare l'organizzazione anatomica e le dimensioni del campione.
Strutture adiacenti:
Nella porzione cervicale:
• Carotide
• Nervo laringeo ricorrente
• Tronco linfatico tacheale
• Linfonodi cervical profondi
Nel mediastino caudale:
- Dorsalmente e ventralmente il tronco del n. vago
- Dorsalmente i grandi linfonodi del mediastino caudale
La tunica muscolare comprende strati spirali esterno ed interno di muscolo striato, importante nel caso della stenosi in quanto assume caratteristiche diverse rispetto al cavallo dove gli strati muscolari non sono alternati ma sono tutti allo stesso verso.
Alle terminazioni craniale e caudale, lo strato interno muscolare consiste di fibre circolari, mentre lo strato esterno consiste di fibre longitudinali, questo fa sì che il bolo possa progredire anche nel senso opposto. Tutti gli animali ad eccezione del cavallo possono farlo durante il vomito.
La sottomucosa si compone di tessuto connettivo lasso che permette la formazione di pieghe longitudinali di mucosa.
Nel solco giugulare al passaggio della sonda orogastrica e quando un bolo viene deglutito, si vede un rigonfiamento palpabile sia nel bovino che nel cavallo.
Problemi inerenti la chirurgia dell'esofago:
- Esofago cervicale senza rivestimento sieroso
- Lume esofageo non “clean”: il passaggio dell'alimento fa sì che ci sia possibilità di contaminazione
- Movimento costante e deglutizione / tensione su linea di sutura: favorisce deiscenze
- Vicinanza con nervo laringeo ricorrente: problematiche a questo livello.
Si cerca di intervenire sempre in modo conservativo: la sonda gastrica di solito è la soluzione, nel caso del cavallo si può procedere con l'evacuazione con il corpo estraneo mediante l'uso dell'endoscopio.
Nel caso in cui non sia possibile, sono descritti degli accessi chirurgici:
- Esofagotomia cervicale: in stazione con sedazione e anestesia locale. Negli animali piccoli con patologie croniche per favorire l'alimentazione si inserisce un sondino esofageo, nei grossi animali non si fa.
- Esofagotomia toracica in anestesia generale in decubito laterale con toracotomia sinistra.
La sutura è per apposizione, introflettente a spessore parziale (Cushing) che permette l'isolamento del materiale intramucosale, orizzontale o verticale.
E' importante mettere un drenaggio nei tessuti sottocutanei in modo da allontanare eventuale materiale dall'esofago che percola nei tessuti sottocutanei, riducendo rischio di fasciti o flemmoni nei ventri muscolari del collo.
Cause:
- masticazione incompleta e rapida ingestione, nel caso del
: Image summary: Un diagramma schematico di una sezione trasversale dell'esofago che mostra l'esofagotomia, ovvero un'incisione che attraversa lo strato muscolare e la sottomucosa per raggiungere la mucosa. Lo schema illustra i diversi strati tissutali coinvolti per mostrare l'estensione e la profondità dell'incisione chirurgica.
- cavallo alimentazione con cereali che formano un vero e proprio tappo
- materiale grossolano,
- corpi estranei acuminati (bovino): vetri, oggetti metallici irregolari, residui di unghie nel 30% dei casi rappresentano la causa di reticolo-peritonite traumatica,
- ostruzioni per compressioni provenienti dall'esterno (rare):
- melanoma nel cavallo grigio nella regione del collo può dare compressione sia sul laringhe che sull'esofago,
- ascessi, ematomi, tumori sia extra che intra luminali (sede poco frequente, nel cane già più frequenti).
Segni clinici:
- > salivazione eccessiva
- > protrusione della lingua
- timpanismo ruminale
Esami:
Esame orale per valutare la presenza di corpi estranei in faringe.
Ostruzioni nell'esofago cervicale possono essere normalmente palpate dall'esterno.
Lavaggio con sonda nasogastrica-cavallo o orogastrica-bovino per verificare la capacità di deglutizione e la localizzazione dell'ostruzione.
Nel cavallo è quasi sempre data dall'impaccamento di mangimi, con la sonda si inserisce il tubo con l'acqua, si fa abbassare la testa e dal naso fuoriesce il materiale.
La sonda nel cavallo è di silicone quindi è morbida, quella del bovino invece è armata con spiraglie metalliche che causa più facilmente perforazioni.
Radiologia: il bario è utile per evidenziare corpi estranei nel tratto cervicale (nel tratto toracico servono radiologici di una certa potenza) ed eventuale rottura dell'esofago perché si diffonde ai tessuti circostanti. Se c'è sospetto di lesione viene usato lo iodio, in quanto non determina reazioni dei tessuti circostanti.
Evidenza di corpi estranei radiopachi nella regione cervicali, se sono radiotrasparenti con la sonda si manda il mezzo di contrasto che si localizza circondando il corpo estraneo.
Un'altra soluzione può essere farmacologica: la muscolaris mucosae essendo formata da muscolatura striata, si usano benzodiazepine ad alto dosaggio come miorilassanti periferici che riducono la peristalsi dell'esofago che fa opporre resistenza quando si spinge il corpo estraneo.
Il cavallo sembra essere più sensibile al Buscopan un antispastico per la muscolatura liscia dell'intestino e dell'esofago.
L'apribocca viene fissato dietro alla testa e la sonda viene spinta, nel caso in cui il materiale sia alimentare si può inserire dell'acqua: si effettua più di frequente nel cavallo in cui si è quasi certi sia sempre mangime, mentre nel bovino la sonda spinge il corpo estraneo nello stomaco.
NB quando si utilizza l'acqua si tiene la testa abbassata per evitare che venga riaspirata a livello polmonare.

4. perforazione o lacerazione

: Image summary: Una fotografia di un antico strumento medico composto da un tubo flessibile e un manico in legno con un foro centrale e dei lacci. L'immagine mostra l'estensione e la struttura dell'oggetto, che serviva come dispositivo per l'aspirazione o il drenaggio di fluidi corporei.
Si lacera più facilmente la mucosa e la sottomucosa, essendo l'avventizia molto sottile la lacerazione può essere completa che comporta la fuoriuscita del materiale nei tessuti circostanti l'esofago.
Cause:
- forma del corpo estrano
- necrosi compressiva da corpi estrani
- condizioni infiammatorie primarie dei tessuti circostanti come
- traumi cervicali soprattutto sul lato sx che causano danneggiamento dei vasi e nervi ed esofago e trachea.
Segni clinici:
Tutte le perforazioni dell'esofago o della trachea si manifestano con un sintomo patognomonico della rottura della trachea o dell'esofago, lo pneumoderma (enfisema sottocutaneo) nel collo o nella regione sternale.
Image summary: Una fotografia endoscopica che mostra la parete interna di un condotto anatomico, caratterizzata da una mucosa di colore rosa intenso e una zona di restringimento o irregolarità sulla parete destra. L'immagine serve a documentare l'aspetto visivo interno di un organo per scopi diagnostici.
A seconda del grado di perforazione si avranno segni clinici diversi che vanno da inappetenza, depressione, tumefazione. Le aree colpite sono doloranti
Diagnosi:
- esofagoscopia
- radiografia con MC
- endoscopia discrimina se la lacerazione è dell'esofago o della trachea.
In immagine enfisema sottocutaneo, indice di rottura dell'esofago, l'aria passa tra i vari piani fasciali.
Le lesioni dell'esofago guariscono sempre per seconda intenzione anche quelle chirurgiche perché il lume non è mai sterile. Può avvenire entro le 12 ore se non ci sono complicazioni Si deve gestire non tanto la perforazione ma l'infiumazione dei tessuti circostanti, posizionando dei drenaggi tramite delle microincisioni cutanee per far fuoriuscire l'aria. Terapia:
Image summary: Una radiografia laterale di una regione anatomica, probabilmente l'area cervicale o toracica, che mostra una struttura densa e opaca. L'immagine serve a documentare una condizione clinica o la posizione di un corpo estraneo attraverso l'imaging radiografico.
- antibiotici
- antinfiammatori e antidolorifici necessari (patologia dolorosa sia per lo stato infiammatorio sia per lo scollamento dei tessuti dall'aria).
- profilassi antitetanica: soprattutto se il corpo estraneo è metallico e il cavallo non è vaccinato. Quando l'animale non è vaccinato si utilizza il siero iperimmune sia nel cavallo che nel bovino.

5. stenosi

Un corpo estraneo può esitare anche in una stenosi, ovvero l'esito cicatriziale di lesioni della mucosa e sottomucosa. A prescindere dalla causa, comporta un restringimento del lume dell'esofago che non è più in grado di far passare il bolo, senza fermare la peristalsi. L'area a monte quindi si distende cercando di spingere il bolo, mentre la parte distale rimane assottigliata. Corpi estranei che rimangono per lungo tempo possono causare megaesofago in cui le fibre dell'esofago perdono la capacità elastica.
Possono avere caratteristiche diverse a seconda della componente:
Image summary: Una radiografia che mostra il tratto urinario inferiore di un animale, con l'uso di un mezzo di contrasto per evidenziare la vescica e l'uretra. L'immagine mostra una vescica dilatata e un'uretra che presenta un restringimento significativo, indicando un'ostruzione del flusso urinario.
1) lesioni murali coinvolgono solo la parte esterna ovvero avventizia e la muscolare→comprime la mucosa e altera sensibilmente la peristalsi esofagea;
2) stenosi ad anello comprende solo la mucosa e la sottomucosa con carattere esteso→formazione di un manicotto più o meno rigido che fa ridurre il lume; le lesioni guariscono principalmente per contrazione e fibrosi (cicatrice in deformabile), ma la muscolaris mucosae rimane integra quindi viene mantenuta la peristalsi in quel tratto
3) stenosi anulari che comprendono tutti gli strati della parete dell'esofago, sono le più pericolose perché difficilmente risolvibili anche con metodi meno invasivi, come il bougienage.
Le stenosi di mucosa e sottomucosa sono più problematiche in quanto essendo fibrose impediscono fisicamente il passaggio del bolo, quelle della sottomucosa non riducono di tanto il lume ma alterano la motilità.
Trattamento:
- non chirurgico: la formazione delle stenosi avviene in 15 giorni dopo una perdita di mucosa circonferenziale. Fra 30 e 60 giorni, il diametro del lume aumenta. Bougienage e dilatatori pneumatici (tubi muniti di palloncino che viene steso→rischio elevato di rottura) sono la terapia conservativa.
- chirurgico (non è da sapere perché non si fa mai→prognosi sempre infrausta): rottura dell'aria di stenosi mediante esofagomiotomia o asportazione di un tratto di esofago.
Tecnica di bougienage: coni di silicone di dimensioni diverse che, una volta inseriti, vanno fatti ruotare in modo da rompere le fibrosi. Nel bovino è sufficiente l'apribocca e il contenimento in travaglio. Nel cavallo si fa sedazione in modo che sia immobile, la procedura è più complessa perché si passa dal naso. Inoltre, per il cavallo esistono solo 2 misure.

6. diverticolo esofageo

I diverticoli esofagei sono esito di ostruzioni esofagee prolungate. Possono essere:
- veri (da trazione): da contrazione del tessuto fibroso periesofageo secondario ad una ferita o ad una precedente chirurgia. Sono asintomatici, sono spesso reperti occasionali che si trovano in endoscopie.
- falsi (da pulsione): protrusione della mucosa e della sottomucosa attraverso una lesione dell'avventizia e della muscolaris mucosae.
Ad esempio durante un trauma nella doccia giugulare con rottura di avventizia e mm, in cui l'esofago non si perfora completamente ma la mucosa e sottomucosa possono fuoriuscire. Può dare sintomatologia e l'alimento può erniare attraverso questo passaggio.
Image summary: Due diagrammi anatomici che illustrano la formazione di un'ernia. Il pannello A mostra una protrusione di tessuto attraverso un'apertura nella parete muscolare, mentre il pannello B mostra il ritorno del tessuto nella cavità addominale. L'immagine descrive il meccanismo di sporgimento e riduzione di un'ernia.
Cause:
- traumi esterni
- aumento della pressione esofagea intraluminale: durante l'inserimento di sonde per disostruire tramite l'acqua;
- danno da sovradistensione delle fibre muscolari durante episodi di costipazione dell'esofago: ostruzioni ripetute.
Trattamento:
ricruentare i margini tramite una sutura continua giustapponente con materiale riassorbibile di sottomucosa e avventizia.
Se la causa è stata un CE intraluminale conviene toglierlo, nel caso in cui sia presente solo la lacerazione va suturato e messo un drenaggio nel caso in cui ci sia una deiscenza o complicazioni inerenti ai processi di guarigione.
Cambia la prognosis se la pulsione è a livello toracico, in cui le problematiche sono maggiori e il rischio di complicazioni porta a eventi infettivo-infiammatori a livello polmonare (polmoniti e soprattutto pleuriti).

7. fistole

: Image summary: Tre disegni schematici che illustrano le fasi di una procedura chirurgica su un vaso sanguigno. Il pannello A mostra un aneurisma sacculare; il pannello B raffigura l'incisione della parete vascolare e l'isolamento del sacco aneurismatico; il pannello C mostra la chiusura della parete del vaso tramite sutura dopo la rimozione della protuberanza. Il diagramma descrive il processo di riparazione chirurgica per eliminare un aneurisma e ripristinare la normale struttura del vaso.
Se l'esofago è andato incontro a una soluzione di continuo con deiscenza della sutura e passaggio di materiale contaminato all'esterno, condotto con passaggio del materiale fisiolegio (solve a hole) all'esterno.
Se invece della fistola si forma un flemmone o un ascesso nel sottocute, in cui la perforazione esofagea fa passare l'alimento ai tessuti circostanti si ha infiammazione fino alla formazione dell'ascesso che deve essere necessariamente drenato.
Drenaggio: due ingressi nel punto più declive e nel punto più fluttuante. Nei bovini si usano delle fasce di garza o dei tubini che fanno percolare il materiale e fanno sì che i fori rimangano aperti per lungo tempo.
Image summary: Una fotografia medica che mostra un intervento chirurgico in corso su un'area del corpo con evidenti segni di trauma e arrossamento, in cui viene utilizzato uno strumento metallico per esplorare o trattare una ferita aperta. L'immagine documenta una procedura di intervento su una lesione tissutale.
Nella regione del collo attenzione durante i drenaggi ad eventuali lesioni a: nervo laringeo ricorrente, nervo vago, carotide interna, giugulari superficiale e profonda.

Patologie dei Prestomaci

Gli stomaci sono localizzati:
- rumine: a sinistra
- reticolo, omaso e abomaso a destra.
I 3 prestomaci sono rivestiti da mucosa aghiandolare e sono innervati dal vago attraverso fibre motorie parasimpatiche e sensitive.
La vascolarizzazione è garantita dall'arteria celiaca e dall'arteria ruminale e splenica.
Il reticolo è quello più piccolo e la sua proiezione è tra il sesto e nono spazio intercostale, è subito appoggiato dietro il
Image summary: Un diagramma anatomico che illustra il sistema digerente di una mucca. Il percorso del cibo parte dall'esofago e attraversa in sequenza il rumine, il reticolo, l'omaso e l'abomaso, per poi proseguire nell'intestino tenue e infine nell'intestino crasso. Lo schema serve a mostrare la complessa struttura dello stomaco pol Gastrico tipica dei ruminanti.
Il rumine è il più sviluppato, la proiezione è sul lato sinistro tra la pelvi fino al 7°, 8° spazio intercostale fino alla fossa del fianco.
In ordine di frequenza, le patologie a carico dei prestomaci sono:
- Reticolo-peritonite traumatica
- Disfunzione dei prestomaci
- Acidosi lattica
Cause:
- alimentari: insufficienza di fibre o eccesso di granaglie
- alimentazione indiscriminata: più di frequente sono colpiti animali allo stato brado con ingestione di alimenti incontrollata
- infiammazione dei prestomaci: relazione stretta tra reticolo-peritonite e disfunzione dei prestomaci
- problemi meccanici nel transito del bolo alimentare.

1. Reticolo-Peritonite Traumatica

E' colpito il reticolo perché riduce le sue dimensioni con un'intensa contrazione, questo fa sì che la presenza di corpi rigidi più o meno acuminati possono perforare la parete.
E' causata da:
- fili metallici 70% (oggi meno presenti)
- residui di unghie 30%.
La patogenesi è sempre acuta, è nella fase con maggior dolorabilità e con la comparsa dei sintomi con prove del dolore positive.
Image summary: Una fotografia medica che mostra l'interno di un organo, probabilmente l'intestino, con la mucosa visibile. Una freccia indica un corpo estraneo metallico, etichettato come "Wire" (filo), conficcato nel tessuto. L'immagine documenta la presenza di un oggetto estraneo all'interno della cavità corporea.
La gravità dei sintomi sta nella migrazione del corpo estraneo:
- se rimane localizzato nel reticolo o in prossimità causa una peritonite focale o un ascesso nello spessore del reticolo che viene contenuto permettendo la cronicizzazione.
- se invece avviene una migrazione del corpo estraneo, essendo il reticolo appoggiato sul diaframma, i corpi estranei possono perforare il reticolo e il diaframma causando pneumotorace e pericardite con versamento del pericardio che può portare a tamponamento cardiaco (il liquido fa effetto massa e impedisce al cuore di contrarsi causando aumento della frequenza cardiaca per garantire la gittata). Le sincopi sono la sintomatologia tipica del tamponamento cardiaco, molto frequenti nel cane, nel bovino frequente negli anni passati quando c'era il ferro al posto della plastica per contenere il feno.
Può cronicizzare con ascessi o peritoniti saccate che possono anche diffondersi senza causare grossi problemi. Quello che fa la differenza è appunto la migrazione.
Segni clinici:
- Aumento frequenza respiratoria e cardiaca: dovuto al tamponamento cardiaco oppure al dolore, tipico segno delle condizioni acute.
- Improvvisa diminuzione produzione di latte e appetito
- Risposta positiva alle prove del dolore (pressione regione craniale cartilagine xifoidea e al pizzicamento)
- Ipertermia
- Regressione del dolore addominale e temperature in 3 to 4 giorni (con riduzione e localizzazione del processo)
- Edema sternale e della regione della giogaia dovuto a stasi venosa. E' patognomonico.
Diagnosi:
- prove del dolore positive
Image summary: Una fotografia di una mucca marrone e bianca in piedi su una strada asfaltata, con alberi e un edificio sullo sfondo. Si tratta di un'immagine descrittiva, senza dati o risultati analitici da riportare.
- analisi del liquido intra addominale: proteine >3 g/L e globuli bianchi >6 cellule/ul. Prelievo del liquido ecoguidato a destra nella parte più craniale verso le sternebre.
- radiografia: limiti legati alle dimensioni dell'animale e alla strumentazione. Difficile procedura per falsi negativi (perché il fascio radiogeno non attraversa adeguatamente il grosso spessore oppure se i corpi estranei sono unghie e non sono radiopachi) o falsi positivi.
- ecografia
- preventivo: somministrazione orale tramite una sonda di magneti che catturano i corpi estranei metallici (metà dei c.e. ritornano nel lume del reticolo). Sempre meno utilizzata perché i corpi estranei sono sempre meno frequenti.
- curativo: terapia di supporto con somministrazione di fluidi tramite sonda se c'è disidratazione, oppure antibiotico in caso di reticoliti settiche se diagnosticate con la centesi.
Image summary: Una fotografia che ritrae un uomo in abiti da lavoro azzurri all'interno di una stalla, mentre interagisce con delle mucche allineate in una mangiatoia. L'immagine documenta un'attività di gestione zootecnica in un ambiente di allevamento.
Se vengono colpiti animali all'ingrasso c'è un'importante decremento ponderale e quindi una perdita economica, tante volte l'animale viene mandato direttamente al macello senza terapie per un discorso di convenienza economica.

2. Disfunzione dei Prestomaci

Cause:
1. Ostruzioni meccaniche da tricobezoari o sacchetti di plastica o reti dei balloni che formano un agglomerato di plastica. Nel cavallo dà patologie al piccolo colon causando a monte meteorismo e dolori addominali acuti.
2. Disfunzioni vagali per patologie nelle vicinanze del nervo o patologie primarie del nervo (indigestioni vagali) causate da un disordine infiammatorio meccanico che causa ostruzione al deflusso.
Un processo patologico vicino al nervo vago nelle sue varie localizzazione può determinare una disfunzione ruminale ed è denominata "indigestione vagale".
Questa patologia non è quindi causata da lesione vagale ma da disordini infiammatori, meccanici che esulano in una ostruzione del flusso.
Classificazione anatomica di Hoflund vecchia (non da sapere):
Classificazione di Hoflund in base alle segmento di nervo vago interessato.
- Tipo 1— stenosi funzionale tra reticolo e omaso con atonia del rumine e del reticolo;
- Tipo 2—stenosi funzionale tra reticolo e omaso con un normale o ipermotilità del rumine e del reticolo;
- Tipo 3—stenosi permanente funzionale del piloro con atonia o ritenzione dell'attività del reticolo;
- Tipo 4—stenosi pilorica incomplete
Classificazione funzionale di Cornell nuova (da sapere). Gradi:
- Tipo I – assenza di eruttazione con conseguente timpanismo del rumine;
- Tipo 2 – assenza di trasporto dell'omaso-distensione del rumine e del reticolo con gas, cibo e fluido;
- Tipo 3 – assenza di deflusso dall'abomaso verso il piloro con stasi a monte di stasi, cibo e liquido-dilatazione dei prestomaci e dell'abomaso.
Segni sempre presenti: meteorismo ruminale e riduzione della produzione di feci per mancanza di progressione dell'alimento verso il piccolo intestino.
Image summary: Un diagramma anatomico semplificato di un cervello, con diverse regioni etichettate con lettere (A, B, C, D, E) e numeri romani (I, II, III) all'interno di riquadri gialli. L'immagine serve a identificare e mappare le diverse aree cerebrali per scopi didattici o di analisi.
Segni clinici generali di quasi tutte le patologie del bovino:
- Riduzione della produzione di latte
- Riduzione dell'appetito
- Riduzione o assenza di motilità del rumine
- Distensione ruminale
- Feci scarse, più frequente nei tipi 2 e 3, raro nel tipo 1.
Casi cronici:
- Riduzione assunzione di cibo
- Riduzione produzione di feci
- Bassa produzione di latte
- Mantello poco lucido
- Distensione della fossa del fianco sinistro
- Perdita di peso dovuta all'alterato assorbimento
I segni clinici sono correlati alle cause della disfunzioni prestomacali.
Diagnosi:
Per ciascuno dei tre tipi di indigestione vagale è necessario:
- Localizzare il/i prestomaci e verificare alterazione del deflusso a livello di stomaco: valutazione dei margini dell'addome abbastanza fissi nel cavallo, nel bovino cambiano di frequente in base alla variazione dei diametri trasversi.
- Causa della distensione addominale:
- distensione di organi.
- accumulo di fluido o gas
Tipo I - fallimento eruttazione-timpanismo ruminale
L'ostruzione esofagea può essere classificata come Cornell di tipo I.
Cause tipo I: – fallimento eruttazione – timpanismo ruminale
- Ostruzione meccanica del cardias o del piloro
- Disturbo fisiologico nel meccanismo di eruttazione causato dall'innervazione simpatica del rumine.
Segni clinici:
Salivazione
- Alta o bassa distensione della fossa paralombare sinistra perché si distende il rumine;
- Dispnea respiratoria causata dalla compressione sul diaframma dal rumine che si distende, i batteri continuano a fermentare producendo gas che si accumula (testa estesa per ridurre resistenze)
Diagnosi:
- Auscultazione con percussione
- Explorazione rettale per evidenziare il meteorismo del rumine
- Sondaggio orogastrico
Se è presente meteorismo e non c'è ostruzione si è di fronte a una forma nervosa.
Trattamento:
Nel caso di un problema nervoso si cerca di evacuar aria mediante una centesi del rumine che si effettua con una tre quarti (in immagine, cannula con mandrino acuminato). Nel bovino si incide la cute, si fora con il trocar, si estrae il mandrino e si lascia il cilindro cavo per la fuoriuscita del gas. Si può avere la fuoriuscita di materiale ruminale alla fine dello svuotamento. Il problema è che se la causa è nervosa non si risolve il problema e si hanno recidive continue, si può intervenire fino a 2 to 3 volte, in questi casi si effettua la storia del rumine, si apre una fistola ruminale permanente in cui evacua l'aria attraverso il buco; infine si abbocca il rumine alla parete del peritoneo.

Tipo 2

- assenza di trasporto dell'omaso
- distensione del reticolo e del rumine con gas, cibo e fluido.

Cause:

- Ostruzione meccanica intraluminale dell'orificio reticolo-omasale:
Image summary: Una fotografia che mostra due strumenti metallici sottili e allungati su uno sfondo blu. Lo strumento a sinistra presenta un'impugnatura più larga e sagomata, mentre quello a destra termina con una base piatta e circolare. Si tratta di una rappresentazione di strumenti chirurgici o odontoiatrici, senza dati analitici da riportare.
- Ostruzione meccanica extraluminale da ascessi conseguenti al passaggio di corpi estranei dal reticolo verso il peritoneo, o aderenze, masse neoplastiche, localizzate in vicinanza della giunzione reticolo-omasale. Le forme ascessuali possono comprimere il passaggio causando ridotta evacuazione del materiale dal reticolo all'omaso.
- Lesione di origine nervosa che coinvolge il nervo vago, sempre conseguente a una reticolo-peritonite da passaggio di corpo estraneo a livello di giunzione reticolo-omasale, sia nella parete destra che la parete ventrale del reticolo;
- Costipazione di concentrati che non vengono completamente digeriti e formano un tappo ostruttivo con distensione del rumine e del reticolo;
- Acidosi metabolica

Segni clinici:

- Alto e basso distensione del rumine (dilatazione del sacco ventrale che si estende fino a destra) con riduzione della motilità, però l'eruttazione presente;
- Esplorazione rettale: distensione del rumine da gas, alimento e liquido;
- Bradicardia (BPM < 60) - aumento del tono vagale e anoressia.

Trattamento chirurgico:

celiotomia sul fianco sinistro e ruminotomia
(Unici interventi di laparotomia a sx nel bovino: cesareo e ruminotomia)
Tipo 3: assenza del normale deflusso abomasale-dilatazione dei prestomaci Cause:
- Costipazione primaria dell'abomaso
- Problemi neurologici e neuromuscolari: danno dell'innervazione e lesione neuromuscolare abomasale a causa di un volvolo. Nella dislocazione abomasale destra con rotazione attorno alla giunzione omaso-abomasale si ha lesione dei nervi e della vascolarizzazione portando a un'incompetenza del piloro.
- Ostruzione da CE
- Ostruzione meccanica del piloro o prossimale del duodeno (linfosarcoma e leiomioma che aumentano la stratigrafia causando una stenosi del lume)
- Aderenze a livello peritoneale successive a interventi di dislocazione abomasale sia dx che sx.
Terapia:
- medica: ridurre la costipazione con olio minerale o altri lassativi e supplemento di acqua
- chirurgica: laparotomia paramediana o paracostale destra che può essere diagnostica o di trattamento.
Gli esami da laboratorio non sono da sapere e non sono patognomonici:
Reticolo-peritonite traumatica acuta
• Neutrofilia (WBC maggiore di 4000 per microlitro) con shift a sinistra
Plasma fibrinogemia ( > 1000 milligrams/dL, normale 300 to 600 milligrams/dL).
Patologia cronica
• Aumento delle PT
• Aumento delle globuline sieriche
Disturbi elettrolitici e equilibrio acido base:
- Localizzazione dell'ostruzione, (Tipo I-3),
- Natura del trattamento
- Nei casi piu gravi disturbi della ventilazione a causa della distensione addominale (trattamento immediate-bassa perfusione tissutale)

Tipo I

• In acuto, nelle forme non trattate di indigestion vagale-no squilibri elettrolitici.
Tipo 2
Inizialmente no squilibri elettrolitici
• In pochi giorni-alcalosi ipocloremica e ipokalemica, (riduzione assunzione di cibo e shift dei fluidi a livello extracellular.

Tipo 3

- alcalosi ipocloremica e ipokalemica. (ioni chloride vengono sequestrati nell'abomaso)

Anestesia locale:

Nel tipo I e II la stomia ruminale o laparotomia esplorativa/di trattamento per la dislocazione, la chirurgia viene fatta con l'animale in piedi in travaglio con anestesia locale per evitare reazioni al taglio della cute e dei muscoli che hanno innervazione maggiore. Nel bovino si effettuano frequentemente i blocchi locoregionali a vari livelli:
- blocco lineare: anestetico locale (procaina o lidocaina) nel tratto dove andò ad incidere, desensibilizza però solo la cute;
- blocco L rovesciato: in foto, se la soluzione di continuo è nella fossa del fianco, si infiltra la cute desensibilizzando le radici dei nervi che arrivano da craniale e prossimale, tuttavia non garantisce la completa desensibilizzazione del peritoneo e strati muscolari;
- blocco paravertebrale: la superficie blocca i rami dorsali, mentre la profonda blocca i rami ventrali in modo da sensibilizzare completamente l'area. anestesia generale: se è un riproduttore di alti livelli ma di solito in rarissimi casi. Si cerca di evitare in quanto il decubito laterale può comprimere il diaframma e impedire gli scambi gassosi.
Image summary: Una fotografia che mostra il fianco di un animale con cinque linee tratteggiate numerate da 1 a 5, che indicano i punti di riferimento per l'auscultazione o la palpazione dell'area toracica e addominale. L'immagine serve a illustrare la corretta localizzazione anatomica per l'esame clinico.
Stomia (fistola): si effettua di norma nelle recidive, apertura della breccia chirurgica (cute, strati muscolari e peritoneo) tramite uno strumento simile a una finestrella che si ancora alla cute, tramite delle pinze da utero atraumatiche si tira in breccia il sacco dorsale del rumine che verrà suturato alla parete e viene poi aperto. Con una sutura a tutto spessore (pelle, muscoli, peritoneo e rumine) si effettuano dei punti nodosi staccati sui quattro punti cardinali e in mezzo.
La breccia non deve essere troppo grande perché quando l'animale è in decubito non deve fuoriuscire del materiale e nemmeno troppo piccola per non andare incontro a guarigione per seconda intenzione.
Questa tecnica è utilizzata anche per asportare materiale ruminale ed evita la recidiva. Viene utilizzata anche temporaneamente in attesa del macello, prima della macellazione la fistola viene richiusa.

Esplorazione chirurgica del rumine:

Una volta che il rumine è stomizzato si può esplorare il rumine per verificare il passaggio con l'omaso e con lo sfintere esofageo distale (cardias).
La palpazione è utile per evidenziare accessi, corpi estranei ed eliminare tutto ciò che può danneggiare il rumine.
Image summary: Un diagramma schematico che illustra il flusso di informazioni all'interno di una struttura cerebrale, con diverse frecce che indicano percorsi di connessione tra varie regioni. Il disegno mostra come i segnali si spostano tra aree diverse per coordinare l'attività neurale, rappresentando l'organizzazione funzionale dei circuiti cerebrali.

Chiusura

Le frecce indicano i possibili punti di esplorazione: la zona ventrale dove cadono più frequentemente i corpi estranei e le zone craniali dove si trova il cardias e passaggio con il reticolo.
La chiusura del rumine è identica alla laparotomia della fossa del fianco dx per la dislocazione abomasale e i piani di sutura sono 2: muscoli → sutura continua per apposizione con materiale grande 2 usb per chiudere completamente, mentre se si opta per la stomia si effettuano punti nodosi staccati (non continua). Generalmente si utilizza filo non riassorbibile per la stomia mentre per la chiusura filo multifilamento riassorbibile.
La chiusura della cute si effettua con 2 to 3 strati sui piani muscolari e può essere a U, incavigliata più 2 to 3 punti nodosi semplici staccati ventralmente, l'importante è che non ci sia contaminazione degli strati inferiori.
Image summary: Una fotografia medica che mostra una ferita chirurgica chiusa con punti di sutura neri. La pelle circostante presenta aree di arrossamento e discromia scura. L'immagine documenta l'aspetto di un'incisione suturata in fase di guarigione.
Image summary: Una fotografia medica che mostra un'incisione chirurgica in un tessuto animale, con un lembo di pelle sollevato da una mano guantata per esporre i tessuti sottostanti di colore rosso. L'immagine documenta una procedura di dissezione o un intervento chirurgico in corso.
La profilassi post operatoria coinvolge antibiotico ad ampio spettro (penicillina + streptomicina), eventualmente fluidoterapia per il supporto del soggetto, infine la transfaunazione (impianto di materiale ruminale da un animale sano attraverso la stomia o sonda) può essere ottimale se sono presenti dismicrobismi, meteorismi.

Prognosi

E' quasi sempre favorevole, compatibilmente alle complicazioni che causano, in particolare nel caso di corpo estraneo si potrebbe avere un peggioramento della prognosisin relazione a perforazione del corpo estraneo e al posizionamento finale dello stesso.
Quando il corpo estraneo dal reticolo causa peritoniti e migra, può arrivare al pericardio causando sanguinamenti del miocardio fino a tamponamenti cardiaci, rendendo la prognosis infausta.
Inoltre, dipende dalla posizione del corpo estraneo: la parte dx del reticolo è a fianco al passaggio del vago, quindi ci può essere un interessamento dello stesso con una complicazione sistemica generalizzata che peggiora la prognosis e con sintomatologia diversa: disfunzioni vegali, stazione degli stamosi, badiaridio.
diversa: disfunzioni vagali porta a atonia degli stomaci, bradicardia.
Gli ascessi epatici possono manifestarsi da perforazione del corpo estraneo che si ferma a livello di fegato. La prognosis è riservata ma migliore dei casi precedenti.
Ascessi singoli sono reperti occasionali in sede di macello e spesso non danno sintomatologia nel bovino.
Un'altra complicanza è rappresentata dalle aderenze, fibrinolisi ovvero processi infiammatori avanzati in cui la fibrina crea dei lacerti fibrosi tra gli organi che potrebbero non dare problemi oppure fenomeni ischemici o ernia addominale.
Sono poco frequenti nel bovino perché gli organi sono molto grandi, molto più frequenti nel cavallo; benché si lavori in sterilità e condizioni ottimali i processi infiammatori causano aderenze che causano a loro volta strozzamenti, ernie addominali che creano la recidiva.
Se non è associata alterazione della motilità non si hanno sintomi, nel caso in cui i lacerti impediscano lo svuotamento dei visceri si avranno i sintomi fino alla morte.

3. Acidosi Lattica

Image summary: Una fotografia medica che mostra un tessuto organico di colore giallastro, dall'aspetto viscoso e irregolare. Si tratta di un'immagine clinica a scopo illustrativo, senza dati analitici da riportare.
Verrà trattata in patologia medica. E' quasi sempre causata da un'alterazione del microbioma con un'alterazione di alcuni ceppi batterici, e abbassamento del pH del fluido ruminale, fino a 4.
Si gestisce con la fistola (ruminotomia), non sempre utile. I trattamenti medici sono sicuramente più indicati.
L'acidosi lattica rientra nel capitolo del meteorismo ruminale anche se generalmente i buiatri la gestiscono non in modo chirurgico ma con la transfaunazione o terapie mediche.
L'aumento dell'acidità favorisce anche un'acidificazione del sangue, l'acido lattico viene riassorbito causando abbassamento del pH del sangue che determina alterazione di funzionalità di tutti gli organi compreso il cardiocircolatorio (frequenza alta, ipovolemia e disidratazione).

Patologie dell'Abomaso

Le patologie dell'abomaso sono così suddivise a seconda del tipo di alterazione che causano:
- Alterato deflusso:
- Con dislocazione
- Dislocazione sinistra abomaso (LDA)
- Dislocazione destra abomaso (RDA)
- Volvolo destro dell'abomaso (RVA)
- Senza dislocazione
- Alterazione dell'integrità di parete: ulcere abomasali, non necessita di un trattamento chirurgico.

Dislocazione Abomasale Sinistra

Prevede lo spostamento a sinistra dell'abomaso, normalmente localizzato nella parete ventrale dell'addome leggermente a destra causando:
- stiramento dell'omento
- parziale o totale ostruzione del deflusso
- compressione dei vasi.
Gli animali negli allevamenti intensivi sono più colpiti e nella produzione lattea a causa delle forzature alimentari.
In funzione della quantità di aria presente l'abomaso si sposta dorsalmente sulla parete addominale di sinistra.
Fattori predisponenti associati a un aumento dell'incidenza di questa patologia:
1. primo mese di lattazione: a causa della forzatura alimentare dovuta al passaggio di alimentazione dall'asciutta a una intensa e dalla diversa anatomia addominale dovuta allo spostamento degli organi dopo la fuoriuscita del feto;
2. razza: conformazione addominale, Jersey e Frisona
3. linee genetiche: razze olandesi
4. fenotipo: conformazione addome largo e torace stretto
5. stagionalità: negli anni questa ipotesi è stata però smentita.

Patogenesi

Image summary: Un diagramma anatomico che mostra una sezione trasversale dell'addome di una vacca, focalizzandosi sulla posizione e la dimensione del rumine e degli altri organi gastrici. L'illustrazione serve a mostrare l'occupazione di spazio degli organi digestivi all'interno della cavità addominale dell'animale.
- Diminuzione della motilità gastroenterica e aumento produzione di gas (lattazione precoce, cambio della dieta ovvero aggiunta di carboidrati).
- > Modificazioni topografiche nelle 4 settimane dopo il parto.
- Patologie contemporanee che causano dolore che per feedback negativo riduce la motilità del gastroenterico:

Sintomi

- patologie podali.
- patologie della mammella (mastiti).
- endometriti/metriti.
I sintomi normalmente sono blandi, a differenza della dislocazione abomasale destra:
- □ Calo nella produzione lattea
- ☐ Riduzione assunzione di cibo;
- Depressione, non così frequente;
- Produzione scarsa di feci (calo del transito del materiale alimentare e quindi del volume);
- Depressione del fianco sinistro: perché viene spinto dentro il rumine.
Esplorazione rettale è negativa. Se la dislocazione è molto in alto il rumine può essere lievemente dislocato a destra.

Segni clinici

Image summary: Una fotografia medica che mostra l'anatomia interna di un bovino dopo un'incisione chirurgica, con l'esposizione di organi interni e tessuti muscolari. L'immagine documenta un caso clinico o una procedura autoptica per l'analisi dei tessuti.
Auscultazione+percussione nell'area centrale dell'addome permettono di sentire il caratteristico ping, un eco del suono che normalmente nel sacco dorsale del rumine non è presente.
In diagnosi differenziale se si sente il ping si possono avere 2 situazioni:
- timpanismo ruminale: più tipica, il ping è presente sia dorsale che caudale, non localizzato in una zona piccola;
- pneumoperitoneo: a seguito di perforazioni da corpi estranei a livello di reticolo l'aria passa nel peritoneo. Il suono è meno timpanico ed è diffuso dorsalmente ma sia a destra che a sinistra.
Dopo aver escluso alla visita clinica queste due patologie, si escludono anche mastiti, patologie podali ed endometriti.

Trattamento

Il trattamento d'elezione è quello chirurgico in quanto permette all'abomaso di non dislocare nuovamente nelle successive gravidanze in seguito anche alla lassità dell'addome con l'età.
Considerazioni economiche: i costi possono essere da modici a molto elevati soprattutto quando la tecnica chirurgica viene fatta con strumentario ad alta tecnologia (laparoscopia: eseguita nei grossi allevamenti con bovine ad alta produzione).

Prognosi

Dipende dalla tecnica chirurgica utilizzata e quindi dalla possibilità di recidiva. Ogni tecnica in letteratura ha una % di recidiva che oscilla da 30 a 0%.
La prognosisi dipende anche dalla prognosisi della patologia concomitante: se l'endometrite ha causato una peritonite per soluzione di continuo la prognosisi è infausta quindi la dislocazione assume un'importanza diversa.

Terapia medica

Esistono terapie conservative che evitano la soluzione di continuo e vanno ad agire sulle cause eziopatogenetiche, tamponando le cause scatenanti. Il problema è che non risolve la dislocazione ma evita un peggioramento, sono trattamenti sintomatici. Tra queste ci sono parasimpaticomimetici, calcio, elettroliti.
Si può attuare quando l'animale è comunque destinato al macello o nel caso in cui il proprietario non accetti i costi della chirurgia.

Trattamento chirurgico

Riposizionamento dell'organo e fissazione alla parete addominale di destra per evitare recidive, con 2 tecniche:
- abomasopessi: si ancora il piloro alla parete addominale dietro la cartilagine xifoidea a destra;
- omentopessi: si ancora l'omento in modo da tenere fermo l'abomaso nella sua posizione in basso.
Le tecniche chirurgiche presenti ad oggi sono molte, alcune sono molto semplici e prevedono la semplice introduzione di aghi e fili, altre più moderne sono quelle laparoscopiche tramite cui l'organo viene fissato alla parete.
Esistono 2 tipi di tecniche: open e chiuse.
Tecniche open:
- vantaggi: permette la palpazione e visualizzazione diretta, più precisione.
- svantaggi: costi, rischi associati alle chirurgie addominali.
Le tecniche si differenziano in base a:
- posizione dell'animale (standing, in decubito),
- vie di accesso (fossa del fianco, addome ventrale): destra, sinistra, paramediana
- tecnica di stabilizzazione (stomia del piloro nel caso delle tecniche open).
La procedura è effettuata con preparazione antisepsi dell'animale, con ferri sterili e vestiario sterile.
Image summary: Un'illustrazione anatomica 3D che mostra il cuore all'interno della cavità toracica, con i principali vasi sanguigni e le camere cardiache evidenziate. L'immagine serve a rappresentare la posizione e la struttura morfologica del cuore nel corpo umano.
Le nuove linee guida parlano di un solo trattamento antibiotico dopo la chirurgia sterile, ma nel bovino è difficile dato i grossi rischi di contaminazione ambientale.
Le vie di accesso possono essere 3:
1. Laparotomia paralombare della fossa destra (novantotto per cento degli interventi): preferita per l'accesso a molti dei tratti gastro enterici (duodeno, reni, fegato, piccolo intestino, colon e cieco).
2. Laparotomia paralombare fossa sinistra: sconsigliata, favorevole solo per pochi accessi, usata molto comunemente per la chirurgia del rumine e dell'utero (cesareo).
3. Laparotomia ventrale mediana: in decubito dorsale, fatta nel 2% degli interventi.

Trattamenti:

Image summary: Un diagramma anatomico di un addome che mostra la posizione della vena sottocutanea addominale destra, l'ombelico e il sito di un'incisione cutanea. L'immagine serve a illustrare il punto esatto di accesso chirurgico rispetto ai punti di riferimento anatomici.
- Rotolamento: si posiziona il bovino tramite delle corde dietro le ascelle, sul dorso e sotto l'inguine, perde l'equilibrio e va in decubito sternale, poi
- viene portato in decubito dorsale, successivamente viene portato in decubito laterale sinistro in modo che la bolla dell'abomaso salga a destra e poi lo si fa tornare dritto. Tramite percussione+auscultazione si controlla che non sia più a sinistra. La bolla d'aria rimane, come rimane la possibilità di recidiva attorno al 70 to 75% in pochi giorni. Se non funziona si procede con la tecnica chirurgica.
- Rotolamento + toggle pin: con lo stesso sistema rotolamento si raggiunge il decubito dorsale, nella paventrale in prossimità del punto di auscultazione e percussione del ping, si introduce un trocar, si spinge il pin attaccato a due cavi, si tirano i fili, le ancora all'interno si girano e ancorano l'abomaso alla parete addominale; l'apertura viene poi chiusa con una sutura. Complicazioni: recidiva, fistola, rottura dell'abomaso, peritonite, aderenze con altre strutture. La percentuale di successo è molto alta intorno al 80%. Il costo è minimo. L'inserimento del toggle pin può essere fatto sotto visualizzazione diretta con la procedura mininvasiva laparoscopica che è più sicura, lo svantaggio è che poi l'abomaso va riposizionato.
Image summary: Una fotografia che mostra un bovino sdraiato sulla schiena con le zampe legate da una corda, mentre diverse persone in tuta bianca assistono all'operazione. L'immagine documenta una procedura di immobilizzazione o di cura veterinaria su un animale di grossa taglia.
Image summary: Una serie di quattro fotografie che mostrano diverse fasi di una procedura medica o chirurgica eseguita sul corpo di un animale di grandi dimensioni. Le immagini documentano la preparazione dell'area, l'inserimento di uno strumento e la manipolazione di suture o fili chirurgici. Lo scopo della sequenza è illustrare i passaggi tecnici di un intervento chirurgico veterinario.
- Approccio fossa fianco destro: permette un ottimo accesso con la palpazione degli organi (cieco a dx e piccolo intestino, non apprezzabili in esplorazione rettale) cranialmente e caudalmente e un buon ancoraggio. Presenta scarse recidive.
Preparazione: contenimento con o senza sedazione, blocco regionale, preparazione del campo con tricotomia dall'ala dell'ileo all'ultima costa, antisepsi con betadine o clorexidina saponoso.
La procedura è la stessa per l'accesso al fianco sinistro del rumine: 6 to 8 centimeters ventralmente dai processi trasversi, 4 centimeters caudalmente dall'ultima costa per una soluzione di continuo di 20 to 25 centimeters (cute, sottocute, obliquo esterno, interno, trasverso dell'addome, peritoneo).
Dorsalmente al sacco dorsale del rumine si sente palpando con il braccio la bolla dell'abomaso e la si vuota bucando l'organo con un ago di grosse dimensioni collegato a un tubo facendolo passare dorsalmente al rumine. Per assicurare la fuoriuscita dell'aria si può inserire il tubo in un bicchiere d'acqua e osservare il gorgoglio.
Image summary: Un'illustrazione medica che mostra una sezione trasversale dell'utero e della cervice durante una procedura chirurgica, con un operatore che interviene dall'esterno. L'immagine descrive l'accesso chirurgico e il posizionamento degli strumenti all'interno della cavità uterina per eseguire un intervento.
Tolta l'aria e il tubo, l'organo è basso e ancora a sinistra, si reintroduce la mano ventralmente per afferrare il piloro e lo si tira a destra nella breccia operatoria dove si effettua l'omentopessi o l'abomasopessi come in foto.

Omentopessi

La pessi si effettua nell'orecchio di maiale, il tratto di omento vicino al piloro su cui si effettua l'ancoraggio con punti nodosi staccati a tutto spessore tra questa struttura e la parete addominale, non includendo la cute, quindi solo i muscoli e peritoneo.
Image summary: Una fotografia medica che mostra un lembo di tessuto mucoso, di colore rosa intenso e aspetto lucido, che viene estratto o manipolato tramite un guanto chirurgico da un'apertura cutanea. L'immagine documenta una procedura clinica o un reperto anatomico durante un intervento.
La pessi si fa nel punto più basso della soluzione di continuo in modo da creare meno stiramento dell'omento.

Piloropessi

La stessa cosa si effettua sul piloro con punti nodosi staccati a spessore parziale sulla muscolare del piloro e dall'altra parte nel peritoneo in modo che il peritoneo si attacchi per adesiolisi al piloro (stessa tecnica utilizzata nel cane per la gastropessi preventiva per la GDV). Infine si chiude con 3 to 5 punti nodosi staccati.
La piloropessi è più anatomica e più sicura perché si attacca il piloro e contemporaneamente anche l'omento, ma se la si fa a spessore totale, il materiale acido dal piloro fuoriesce e causa peritoniti.
Indicazioni: 5 centimeters prossimale al piloro.
Per facilitare l'adesione, nel cane si fanno delle piccole incisioni sul peritoneo che riveste il piloro, nel bovino non si fa perché l'adesiolisi è già molto importante a causa della grande reattività fisiologica.
Le complicazioni ci possono essere quando si hanno:
- recidive, quando ad esempio i punti non sono attaccati bene
- infezioni incisionali (poco frequenti)
- peritonite se c'è passaggio di materiale infetto in addome.
• Fianco sinistro abomasopessi: poco usata, non è indicata per le dislocazioni dx poiché lo stomaco è dall'altra parte e non si riescono a fare una serie di valutazioni, tra cui palpare la giunzione omaso-abomasale per vedere se il reticolo vascolare è girato e quindi ischemic. E' usata per accesso chirurgico all'utero, nel caso di lavagei per le metriti. cesarei.
Complicazioni: - emorragia (vena del latte)
- intrappolamento dell'omento
- posizionamento scorretto dell'abomaso
- recidiva per rottura della linea di sutura nel punto in cui si mettevano i toggle pin nella procedura di prima, si può fare una soluzione di continuo della cute e della muscolatura, ci si trova sotto l'abomaso, si palpano gli organi, si svuota e si fa l'omentopessi.
: Image summary: Un diagramma medico che illustra la procedura di abomasopexia al fianco sinistro in una vacca. Il disegno mostra la posizione dell'abomaso spostato a sinistra e l'inserimento di un ago attraverso la parete ventrale del corpo per fissarlo. Lo scopo dell'illustrazione è mostrare la tecnica chirurgica per correggere lo spostamento dell'abomaso.
In questo caso si farà un'omentopessi non nel punto dell'orecchio come prima ma a livello della grande curvatura in modo che non si muova più.
Bisogna sempre sedare il bovino e metterlo in decubito dorsale.
: Image summary: Tre illustrazioni anatomiche di una vacca, contrassegnate come A, B e C, che mostrano diverse posizioni del corpo e l'orientamento del rumine per illustrare tre diverse tecniche chirurgiche o di posizionamento. Il diagramma serve a confrontare l'accessibilità e la disposizione degli organi interni in base alla postura dell'animale.
La frequenza di successo è abbastanza elevata. È molto utile anche per fare il drenaggio della metrite, ma è molto invasivo per cui di solito si preferisce fare gli accessi dalla fossa del fianco.
Complicazioni:
• Emorragie e rotture di organi
• Recidiva
• Fistole: quando con l'ago si passa anche la parete dell'abomaso, per cui si veicolano dei succhi gastrici
• Ernia: si tratta di una chirurgia sulla muscolatura ventrale dove gravita tutto il peso, per cui si ha deiscenza della sintesi della muscolatura, e dove c'è la sutura si può avere una porta erniaria.
• volvolo/paratopie di altri organi durante il rotolamento. L'apertura sulla linea mediana ci consente con la palpazione di sentire se gli organi sono correttamente posizionati.
- Laparoscopia: pratica poco usata per via dei costi della strumentazione e la necessità di essere eseguita in clinica. Si effettuano accessi meno invasivi fatti attraverso delle porte laparoscopiche di 1 centimeters, dove dentro viene inserita l'ottica (di 1 centimeters) che permette di avere una visione endocavitaria. Per favorire la visualizzazione in queste tecniche è necessario creare distanza, per cui si gonfia l'addome con la CO2, con una pressione massima di 10 mmHg.
Image summary: Un diagramma anatomico di un animale in posizione supina che illustra tre diverse tecniche di intervento, contrassegnate dai numeri 1, 2 e 3, posizionate in diverse aree dell'addome, insieme a due siti di stimolazione o campionamento etichettati come S1 e S2. Lo schema serve a mostrare i punti precisi di applicazione di diverse procedure chirurgiche o sperimentali sul corpo dell'animale.
Image summary: Una fotografia intraoperatoria che mostra una procedura chirurgica laparoscopica con diversi strumenti e fili di sutura posizionati all'interno della cavità addominale, con elementi numerati da 1 a 5 per identificare le strutture anatomiche e i dispositivi. L'immagine ha lo scopo di illustrare una delle tecniche chirurgiche menzionate nella didascalia.
Image summary: Due fotografie endoscopiche che mostrano una procedura chirurgica. L'immagine superiore evidenzia i tessuti con indicatori numerici e punte di freccia, mentre l'immagine inferiore, in bianco e nero, mostra le stesse strutture etichettate con le lettere A e W e punte di freccia che indicano una linea di sutura o un'incisione. Le immagini servono a illustrare visivamente l'applicazione di una tecnica chirurgica specifica.
• Abomasopessi in due step
• Abomasopessi in uno step con il bovino in stazione
• Abomasopessi in uno step con il bovino in decubito

Dislocazione Abomasale Destra

Si tratta di una patologia molto più rara e molto più grave, con una sintomatologia importante con prognosisi ad vitam infausta (che può portare a morte l'animale): questo dipende dal fatto che, per come avviene, causa molto spesso il volvolo o lo strangolamento delle connessioni nervose o vasculari che arrivano dalla giunzione omaso –abomasale.
Se questo strozzamento dei vasi è molto importante e prolongato nel tempo, può dare ischemia della mucosa e il danneggiamento dell'anatomia dell'organo stesso.
Image summary: Un diagramma anatomico di una vacca che mostra il sistema digestivo interno, con particolare enfasi sul rumine, che occupa gran parte della cavità addominale. L'immagine serve a illustrare la posizione e le dimensioni degli organi gastrici all'interno dell'animale.
L'altro problema è che il volvolo può avvenire in senso orario o antiorario e quindi può essere completo o incompleto, questo può portare a strangolamento e quindi ridurre la vascolarizzazione dell'organo. In più se nel momento in cui si riposiziona non si controllasse il senso del volvolo, si potrebbe peggiorare la situazione (nel giro di 48h l'animale muore), perché si va a trasformare un volvolo di 180° in uno di 360°.
Quindi è importante la palpazione della giunzione omaso-abomasale per capire da che verso è girato l'abomaso. È utile spesso provare il senso: prima girarlo da un lato e poi se si sente che è sbagliato risrotolarlo.
I segni clinici sono gli stessi della dislocazione sinistra, mentre si fanno diagnosi differenziali diverse: nella dislocazione sinistra si ha meteorismo ruminale e pneumoperitoneo, nel caso della dislocazione destra viene implicata patologia del cielo e colon localizzati in questa zona.
Quindi in diagnosi differenziale si ha:
- meteorismo del cielo
- meteorismo del colon diffuso anche alla parte caudale.
La diagnosi specifica delle due è estremamente complessa.
La condizione di cattivo svuotamento e danni vasculari/nervosi può causare squilibri elettrolitici che colpiscono soprattutto Na e Cl che devono essere ripristinati: l'iponatremia causata da forte disidratazione può determinare problematiche sistemiche.
Lo scopo della palpazione è esplorare l'addome per verificare se ci sono stati fattori predisponenti al cattivo svuotamento (ascessi, corpi estranei) e finalizzata a identificare la posizione (se è presente volvolo completo/incompleto e verso quale direzione) e riposizionarlo nella sua posizione con precedente svuotamento di aria.
L'accesso classico è dalla fossa del fianco in stazione facendo l'abomasopessi come per la LDS.
Rispetto alla sinistra, la dislocazione destra anche con l'intervento classico ha frequenza di recidiva più alta, soprattutto se la causa scatenante è una patologia concomitantemente. Gli animali sono normalmente disidratati con problemi sistemici quindi va apportato supporto sintomatico: fluidoterapia per ripristinare le condizioni tramite reidratazione.
La prognosis è riservata ed è funzionale al danno vascolare durante la torsion: se si interviene tempestivamente il danno può essere ridotto, se invece non si è tempestivi il danno può essere ischemico alla mucosa nel giro di 24-48h fino all'ulcera che causa perforazione.
Nella fase di ispezione durante la procedura è importante capire se è presente un volvolo in quanto se è un volvolo completo è difficile effettuare l'omentopessi perché non si riesce a identificare la parte della grande curvatura, inoltre la sintomatologia è più grave:
- disidratazione.
- in peritoneo si trovano grossi quantitativi di fluidi,
- interessamento dell'omaso che non riuscendo a svuotarsi potrebbe distendersi fino a dislocare esso stesso,
- dislocazione del reticolo a seconda della patologia.
Quindi è cruciale la palpazione delle zone craniali a livello di 6 to 9° spazio intercostale a livello di giunzione omaso-abomasale e porzione di reticolo e abomaso palpabile.
Procedura: è la stessa della LDS.
- Riduzione gas e fluidi dell'abomaso introducendo un ago di grosse dimensioni
- Correzione manuale riposizionando l'abomaso.
Quando l'abomaso disloca, si avranno problemi sia a livello di giunzione omaso-abomasale sia a livello di piloro; quest'ultimo si riesce a portare in breccia, quindi si vede bene se c'è una torsione o se è ruotato (prima indicazione su come derotare l'organo per riposizionarlo), mentre alla giunzione omaso-abomasale si arriva solo con la palpazione.
: Image summary: Due illustrazioni anatomiche, etichettate A e B, che mostrano l'organizzazione degli organi interni di un ruminante. I disegni evidenziano la disposizione di stomaco (rumine, reticolo, omaso e abomaso), intestino (cieco, digiuno, duodeno e colon) e fegato, con particolare attenzione alla posizione degli omenti. Lo scopo è illustrare la complessa anatomia gastrointestinale e le relazioni spaziali tra i vari organi addominali.
Se l'organo è chiuso l'unico modo per dare una prognosis corretta sarebbe quello di aprire e guardare la mucosa se è ischemica, normalmente non si fa in quanto si aumenta l'incidenza di descenze e ci si basa se è un volvolo parziale o completo →prognosi riservata per almeno 72h, tempo che intercorre prima che si sviluppino danni tissutali alla mucosa fino a causare delle vere e proprie ulcere.
Indicatori prognostici:
- chirurgia: accumuli di fluidi peritoneali, valutata con l'ecografia.
- medica: grave stato di disidratazione e ipovolemia (polso filiforme e FC >100). Quando un animale non beve e non assume alimento, l'acqua manca per prima nell'interstizio perché nel sistema di riassorbimento-filtrazione si dà priorità ai vasi, se peggiora, cala anche nel torrente circolatorio, si ha minor emoconte, minor riempimento cardiaco che manda afferenze al snc che per vie simpatiche aumenta la frequenza cardiaca per garantire la gittata cardiaca.
La frequenza aumenta in primis a seguito di rilascio di catecolamine da dolore, in questo caso la FC è massimo a 100, se è superiore si passa a uno stato di ipovolemia.
- squilibrio elettrolitico: grave ipocloremia. Il valore normale è 104, Cl < 79 mEq/L è indicativo di ipocloremia severa che determina anche lo sibilanciamento di Na e K.

Ostruzioni al Transito senza Dislocazione

L'abomaso non è dislocato ma ci sono costipazioni abomasali, patologie mediche che se non risolte con terapie mediche si interviene con la chirurgia.
Rientrano nella Cornell di tipo 3 e sono causate da varie cause:
Meccaniche:
- Contenuto luminare (sabbia): la costipazione di sabbia nel bovino non è annoverata (anche se in alcuni paesi del Medio Oriente viene indicata come possibile causa)
- Lesioni intramurali (linfosarcoma, fibrosi)
- Lesioni extraluminali: ascessi
Funzionale (neurologiche):
- Giunzione piloro duodenale
- Iritazione vagale
- Lesioni murali focali
- Infianmazione peritoneale
- Lesioni nervose dirette
Mix:
• Impaccamento dell'abomaso si può avere a causa di mancanza d'acqua: il bovino ha un fabbisogno giornaliero idrico di 50L, se non sopperisce a questo fabbisogno viene richiamata acqua dall'intestino ai vasi e il materiale si disidrata.
La sintomatologia è da cattivo svuotamento dell'abomaso con possibile fermentazione e diagnosi erronea di dislocazione abomasale destra. I sintomi sono gli stessi anche delle patologie dei prestomaci.
Anamnesi ed esplorazione rettale ci aiutano: l'abomaso costipato si sente più in basso a destra a ore 5.
La laparotomia esplorativa sicuramente permette una diagnosi certa.
Esistono patologie neoplastiche poco frequenti (leiomiomi o leiomiosarcomi) dove si hanno interessamento dei linfonodi meseraici o leiosarcomi dello spessore della muscolare del piloro, solitamente sono diagnosi specialistiche spesso trovate in sede di macellazione.

Perdita di Integrità della Parete

Cause di perdita di integrità:
- volvolo durante la dislocazione destra:
- danno vascolare freccia ipoperfusione freccia necrosi freccia ulcere.
- fattori stressanti
- tipologia di alimento
- fattori predisponenti all'accumulo
- lesioni extramurali (corpi estrani, forme neoplastiche o forme ascessuali che aderiscono con la parete dell'abomaso) vengono annoverate fra queste patologie.
- costipazione abomaso
Vengono classificati in 4 tipi:
Image summary: Una fotografia medica di un campione di tessuto biologico, identificato come Tipo I, che mostra una massa irregolare e rugosa con una zona di necrosi o emorragia indicata da una freccia rossa. L'immagine serve a documentare l'aspetto macroscopico di una specifica condizione patologica.
1. Tipo I - ulcera superficiale non penetrante con evidenziazione della sottomucosa
2. Tipo 2 – sanguinamento intraluminale, forma diffusa infiammatoria. Nell'uomo si ha nella gastrite da Helicobacter pilori
3. Tipo 3 - ulcera perforante con peritonite localizzata (bursite omentale), interessamento fino alla muscolare
4. Tipo 4 – ulcera perforante con peritonite diffusa, sintomatologia importante e rilievi al macello.
Image summary: Una fotografia medica di un campione di tessuto biologico che mostra una lesione ulcerata e necrotica al centro di una superficie mucosa. L'immagine documenta l'aspetto macroscopico di una patologia classificata come Tipo I.
: Image summary: Una fotografia macroscopica di un tessuto organico di colore violaceo, caratterizzato da superfici irregolari e la presenza di materiale verdastro distribuito in varie zone. L'immagine documenta l'aspetto visivo di un campione biologico per scopi di classificazione medica o patologica.
Image summary: Una fotografia di un campione di tessuto biologico, di colore rosso intenso e aspetto irregolare, posto all'interno di un contenitore metallico. L'immagine ha scopo puramente illustrativo per mostrare l'aspetto di un reperto anatomico.

Patologie dell'Apparato Locomotore

Bovino

Le zoppie sono alterazioni dell'andatura causate da un ingombro meccanico o dolore e causano nel bovino tutte queste problematiche:
A. Infertilità – nel 34% dei casi
B. Riduzione produzione latte – 25%
C. Morte, rimonta, sostituzione – 13%
D. Perdita di peso - 6%
E. Costi di veterinario e farmaci – 8%
F. Costi di assistenza – 13%
La zoppia è un'alterazione dell'andatura determinata da dolore ad uno specifico tratto dell'arto interessato dalla zoppia stessa.
L'incidenza della zoppia varia dal 0% al 60% e dipende da un unico fattore: la prevenzione con l'utilizzo del pareggio preventivo 2 volte all'anno abbassa la % attorno allo 0%. L'inarcamento e il movimento della schiena porta a individuare e classificare le zoppie. L'andatura normale del bovino, a differenza del cavallo che ne ha 4 presenta 3 fasi:
L'andatura normale del bovino, a differenza del cavallo che ne ha 4, presenta 3 fasi:
1. fase anteriore
2. fase di appoggio dove carica completamente il peso
3. fase di retrazione: non presente nel cavallo
I gradi di zoppia secondo questa classificazione olandese sono 5 e le differenze sono dovute all'inarcamento della colonna nella fase di appoggio e nella fase anteriore:
Image summary: Una scheda informativa che definisce il punteggio di locomozione pari a 1. La descrizione clinica è indicata come normale, specificando che il soggetto sta in piedi e cammina normalmente con la schiena dritta e compie passi lunghi e sicuri. L'immagine serve a definire i criteri per l'assegnazione del punteggio massimo di funzionalità motoria.
Image summary: Una scheda informativa che riporta un punteggio di locomozione pari a 2. La descrizione clinica definisce questa condizione come zoppia lieve, specificando che l'animale sta con la schiena piatta ma la inarca durante il cammino, con un'andatura leggermente anormale. L'immagine serve a definire i criteri clinici associati al punteggio di locomozione 2.
Image summary: Una scheda informativa che descrive il punteggio di locomozione pari a 3. La descrizione clinica definisce questa condizione come moderatamente zoppa, caratterizzata da una posizione eretta e camminata con schiena inarcata e falcate corte di una o più zampe, con un possibile leggero affondamento dei granchi della zampa opposta a quella colpita. L'immagine serve a definire i criteri clinici per l'assegnazione del punteggio 3 nella valutazione della locomozione.
Image summary: Una scheda descrittiva che definisce il punteggio di locomozione pari a 4. La descrizione clinica indica lo stato "LAME" (zoppo), caratterizzato da schiena inarcata durante la posizione eretta e il cammino, con favoreggiamento di uno o più arti che però sostengono ancora parte del peso e un evidente affondamento dei dew-claws nell'arto opposto a quello colpito. L'immagine serve a standardizzare la valutazione clinica di un determinato grado di zoppia.
Image summary: Una scheda descrittiva che riporta un punteggio di locomozione pari a 5. La descrizione clinica definisce lo stato come gravemente zoppo, caratterizzato da un pronunciato inarcamento della schiena, riluttanza a muoversi e un trasferimento del peso quasi completo lontano dall'arto interessato. L'immagine serve a definire i criteri clinici per il livello massimo di zoppia in una scala di valutazione.
Image summary: Una fotografia di una mucca vista di profilo con una linea blu orizzontale sopra il dorso e un'etichetta in basso che indica "Back Posture Standing: Flat". L'immagine serve a illustrare un esempio di postura piatta della schiena in un bovino durante la stazione eretta.
Image summary: Una fotografia di una mucca vista di profilo con una linea blu orizzontale sopra il dorso e la didascalia "Back Posture Standing: Flat". L'immagine serve a illustrare una postura del dorso piatta come riferimento per la valutazione della condizione fisica dell'animale.
Image summary: Una fotografia di una mucca vista di profilo con un arco blu sopra il dorso per evidenziare la curvatura della colonna vertebrale. La didascalia indica che la postura della schiena in posizione eretta è arcuata, illustrando un esempio di postura anomala dell'animale.
Image summary: Una fotografia di una mucca vista di profilo, con una linea blu curva sopra il dorso per evidenziare la postura. La didascalia indica che la postura della schiena in posizione eretta è inarcata, illustrando un esempio di anomalia posturale nel bovino.
Image summary: Una fotografia di una mucca vista di profilo mentre cammina, con una linea blu orizzontale sopra il dorso e una didascalia che indica "Back Posture Walking: Flat". L'immagine serve a illustrare una postura della schiena piatta durante la camminata dell'animale.
: Image summary: Una fotografia di una mucca pezzata bianca e nera vista di profilo mentre cammina, con un arco blu disegnato sopra la schiena per evidenziarne la curvatura. La didascalia indica che la postura della schiena durante il cammino è inarcata, illustrando così una specifica condizione posturale dell'animale.
Image summary: Una fotografia di una mucca vista di profilo con un arco blu sopra il dorso per evidenziare la curvatura della schiena. L'immagine serve a illustrare una postura della schiena descritta come arcuata durante la posizione eretta.
: Image summary: Una fotografia di una mucca di profilo mentre cammina, con un arco blu disegnato sopra la schiena per evidenziare la sua curvatura. La didascalia indica che la postura della schiena durante il cammino è "inarcata" (Arched), illustrando così una specifica condizione posturale dell'animale.
Image summary: Una fotografia di una mucca vista di profilo mentre cammina, con un arco blu sopra il dorso per evidenziarne la curvatura. La didascalia indica che la postura della schiena durante il cammino è inarcata, illustrando così una specifica condizione posturale dell'animale.
Image summary: Una fotografia di una mucca in cammino con un arco blu sopra il dorso per evidenziare la curvatura della colonna vertebrale. L'immagine serve a illustrare una postura del dorso definita come arcuata durante il cammino.
L'inarcamento della colonna diventa tanto più importante man mano che progrediamo nei gradi di zoppia, addirittura si ha anche inarcamento nella fase di stazione o carico per sottrarre il peso all'arto.
Nelle zoppie di grado 4 e 5 manca addirittura il carico: l'arto non viene mai appoggiato sia da fermo che in movimento ed è sovrapponibile al grado 5 nel cavallo.
Image summary: Una fotografia di profilo di una mucca pezzata bianca e nera in piedi. L'immagine serve a illustrare visivamente i gradi di zoppia, in questo caso specificamente riferita a una zoppia lieve o moderata secondo le didascalie fornite.
Image summary: Una fotografia di profilo di una mucca che mostra una curvatura della schiena, evidenziata da un arco azzurro sopra il dorso. L'immagine serve a illustrare visivamente i segni fisici associati a gradi di zoppia moderata o evidente.
Image summary: Una fotografia che illustra la postura di una vacca affetta da zoppia, evidenziata da una linea curva azzurra che sottolinea l'inarcamento della schiena. L'immagine serve a mostrare visivamente i gradi di zoppia, in particolare il grado 4, caratterizzato da una zoppia evidente, e il grado 5, che indica una condizione grave.
Image summary: Una fotografia di una vacca che cammina, evidenziata da una linea curva azzurra sopra la schiena per sottolinearne la postura inarcata. L'immagine illustra il grado 5 della scala di valutazione, corrispondente a una condizione di zoppia grave.
Image summary: Una fotografia che illustra il grado 5 di zoppia in una bovina, caratterizzato da una postura con schiena visibilmente arcuata. L'immagine serve a documentare visivamente la gravità della condizione clinica attraverso l'evidente incurvatura della colonna vertebrale dell'animale.
Image summary: Due immagini affiancate che illustrano la postura di una mucca affetta da zoppia grave, classificata come grado 5. Entrambi i pannelli mostrano un evidente inarcamento della schiena e una postura alterata degli arti, evidenziata da frecce direzionali, che indicano una condizione di sofferenza fisica e difficoltà di deambulazione.
Figure 3 summary: L'immagine mostra una mucca in movimento per illustrare il grado 2 di zoppia, caratterizzato da una lieve alterazione della postura. Una linea curva azzurra sovrapposta evidenzia la curvatura della colonna vertebrale, indicativa della condizione clinica osservata.

Fisiologia del Piede Bovino

Unghione

Le funzioni dell'unghione sono:
- protettiva
- distribuzione pressioni
- ammortizzazione: la parte posteriore ammortizza in quanto è elastica e ricca in acqua, ha funzione di cuscinetto e non va pareggiata in quanto si consuma autonomamente.
- cheratogenesi: produzione dell'unghia,
- unione unghione e terza falange
- sospensione terza falange
- distribuzione pressioni
- ammortizzazione pressioni
L'accrescimento dell'unghione avviene per formazione di unghia a livello di cercine coronario presente nel punto di passaggio tra unghione e pelle, è vascolarizzato.
La parte anteriore degli unghioni è più robusta e solida, si consuma meno ed è quella che viene pareggiata. La parte posterior invece è quella più morbida ed elastica e viene sempre mantenuta.
L'accrescimento completo avviene attorno a 1 anno, come nel cavallo.
I fattori che possono influenzare l'accrescimento sono:
- alimentazione: elettroliti ed oligoelementi
- terreno che incide nel consumo dell'unghione. Fa dipendere la frequenza del pareggio: annuale o semestrale.
Il consumo dipende da:
- pavimentazione
- lettiere permanenti: riducono il consumo
- pavimento abrasivo: aumentano il consumo
Il consumo avviene sempre maggiormente ad opera di una parete.
Molte delle lesioni digitali dipendono dal corretto pareggio preventivo, ma ci sono altri fattori predisponenti legati all'igiene ambientale e a patogeni introdotti con la quota di rimonta: animali da altri allevamenti senza quarantena favorisce l'incidenza di queste lesioni.
Fattori predisponenti:
• Alimentazione:
- – Tossici esogeni: aflatossine
- – Tossici endogeni
- – Squilibri elettrolitici
- – Carenze nutrizionali (amminoacidi, acidi grassi, zinco): non più presente.
• Individuo-predisposizioni:
- Attitudine: carne/latte
- – Segnalamento: più colpite le femmine tra 3 to 5 anni (sono quelle numericamente più controllate), gli animali da carne non vengono controllati o curati ma vengono direttamente mandati al macello.
- — Periodo fisiologico: in latazione per la produzione di tossine dei batteri che causano danni al cheratogeno fino allo sviluppo di patologie come le pododermatiti.
- — Pareggio
- – Condizioni patologiche: lesioni sistemiche e lesioni digitali infettive.
- Ambiente
- Umidità
- – Stagione: primavera/estate minor incidenza per meno umidità
- – Ricoveri (stabulazione libera o fissa):
- – Pavimentazione
• Microrganismi:
- – Aerobi (piogeni, superficiali): più frequenti
- Anaerobi
La patologia podale può essere:
- singola, colpisce l'individuo e prevede una gestione singola in cui l'animale viene spostato in zona infermeria;
- collettiva, colpisce più soggetti. La prevenzione include una gestione complessiva (pareggio preventivo, accortezze igienico sanitarie, correzione squilibri alimentari, presenza di vasche podali, gestione della mungitura)
Bagni podali
Per la pulizia meccanica del piede, si utilizzano:
- acqua
- formalina 3 to 5%: dal 2027 la comunità europea vuole eliminarla
- solfato di rame 5%: indurente dell'unghione per evitare la penetrazione dei batteri
Possono essere esterne, ricoperte da tettoia per evitare la diluizione con l'acqua piovana, oppure interne con ricambio 1 volta a settimana/2 giorni.
Image summary: Una fotografia che mostra l'interno di una struttura in cemento, probabilmente una mangiatoia o un canale di scolo, con pareti sporche e una base contenente residui di paglia. L'immagine ha uno scopo puramente documentale e non riporta dati o risultati analitici.
Le vasche podali vengono messe nei punti di passaggio delle bovine. Se non vengono cambiati continuamente rappresentano un ristagno di germi, feci ecc.
Pareggio posteriore
Tecnica olandese:
1. Taglio della punta con la tenaglia finalizzato a rendere corretta la lunghezza dal cercine coronario fino alla punta, ovvero dalla corona alla punta, che deve essere di circa 8 centimetri, o 4 dita della mano di un uomo.
2. Pulizia della suola che prevede un pareggio, molto conservativo sull'unghione mediale, finalizzato ad aprire la parte interna e a rendere rettilinea la suola, che potrebbe presentare degli avvallamenti.
Consente di togliere la parte scura, cheratinizzata e sporca, e di esporre le parti più profonde in modo tale da poter vedere dettagliatamente eventuali ematomi, contusioni e altre lesioni a livello della suola. Il pareggio laterale viene eseguito con un coltello, si fa un taglio molto abbondante fino ad arrivare alla stessa altezza del mediale. Il taglio inizia dalla parte craniale dei talloni, i quali non devono essere assolutamente toccati, e si procede fino alla punta.
3. Si esegue il pareggio della parete laterale e quello della parete mediale con il coltello o la tenaglia. Il pareggio della parete mediale permette l'esposizione dello spazio interdigitale.
4. L'ultima parte prevede l'accorciamento degli ungħielli, che quando sono troppo lunghi rappresentano un ostacolo meccanico al movimento e l'animale può inciampare.
5. Una volta terminata la pulizia ci può essere l'evidenziazione delle aree più scure che possono essere:
- delle contusioni superficiali, di solito non sono fastidiose;
Image summary: Una fotografia che mostra un paio di pinze metalliche arrugginite che stringono un oggetto organico di forma ovale, simile a un tubero o a un frutto tagliato. L'immagine documenta l'uso di uno strumento per manipolare un campione biologico.
- delle contusioni profonde con ematomi nella parte interna che possono essere molto dolorose.
Bisogna scavare con il coltello, se è una lesione superficiale la parte scura scompare prima di arrivare al vivo, se invece è profonda si arriva al vivo in cui l'area nera è la rappresentazione di un ematoma profondo. In questo caso è necessario una medicazione. È fondamentale aprire e capire di che cosa si tratta, perché con il pareggio la suola si assottiglia e se è un ematoma profondo il bovino sentirà molto male e inizierà a zoppicare più di prima.
Image summary: Una fotografia in primo piano di una sezione di radice o tubero, che mostra l'interno bianco contrastato da aree scure di decomposizione o infezione fungina. L'immagine documenta i danni tissutali causati da un patogeno all'interno della pianta.
Conformazione unghioni:
Image summary: Una fotografia medica che mostra un primo piano di uno zoccolo di bovino diviso, con una lacerazione profonda e sanguinante visibile sulla parte destra. L'immagine documenta una lesione traumatica o patologica della struttura dello zoccolo.
il carico di ogni arto è uniforme nel bovino ed è 25% del peso per ogni arto, a differenza del cavallo che ha il 60 to 65% del peso negli arti anteriori. L'obiettivo è di riportare in pari gli unghioni con il carico ugualmente distribuito tra unghione interno e unghione esterno, con il pareggio ogni 6 mesi si riesce bene.
Gli angoli vengono mantenuti tagliando la punta perché se la punta è troppo lunga abbassa il carico, il tallone si consuma maggiormente e gli angoli diventano più piccoli.
Gli angoli non vengono misurati ovviamente, si considerano solamente gli 8 centimeters dal cercine coronario alla punta.
Prepareggio: consumo del mediale rispetto al laterale, favorisce l'inclinazione a livello del garretto.
Scopi:
- eliminare corno eccedente
Image summary: Un disegno schematico della parte posteriore di un bovino visto da dietro, che mostra le zampe, la coda e gli zoccoli. L'immagine serve a illustrare l'anatomia posteriore dell'animale.
- ristabilire appiombi
- ripartire carico
Frequenza 1 to 2 volte all'anno in base al tipo di terreno.
Strumenti:
- tenaglie di 2 tipi: rette (da cavallo) e olandesi, più curve. Vengono usate solo per il taglio della punta. Nel cavallo vengono usati per il taglio della parete.
- Coltello inglese: servono per eliminare il corno che nel bovino è molto morbido, a differenza del cavallo dove si preferisce l'utilizzo delle
pinze. Edistono modelli destri e sinistri o bilama (perdono facilmente il filo).
- Fresa a disco elettrica: utilizzata nell'arto anteriore, i dischi possono essere diamantati o meno.
Image summary: Una fotografia che mostra una persona che impugna un dispositivo meccanico a mano, simile a un trapano o a un utensile rotante, all'interno di una stalla con una mucca visibile sullo sfondo. L'immagine documenta l'uso di questo strumento in un contesto agricolo, probabilmente per una procedura di manutenzione o cura dell'animale.
Il travaglio è una struttura che può essere meccanica o elettronica con arganelli elettrici in cui il bovino viene mantenuto fermo e permette il sollevamento degli arti.
Image summary: Una fotografia che mostra un animale, presumibilmente un ovino, posizionato all'interno di una struttura metallica di contenimento per procedure veterinarie o di ricerca. L'immagine illustra l'uso di un apparato di immobilizzazione per mantenere l'animale in una posizione stabile e sicura durante l'intervento.
Recap: metodo olandese
In Olanda è ancora presente il letto rotante dove l'animale viene ruotato, si tratta di strumenti costosi, trasportabili, ma sono i più comodi e sicuri.
Image summary: Una fotografia di una pinza a pressione con una testa a forma di C e un'apertura a fessura. Si tratta di un utensile manuale progettato per afferrare e bloccare saldamente oggetti di forma cilindrica o piatta.
: Image summary: Una fotografia che mostra tre scalpelli con manici neri e lame in metallo di diverse forme. Si tratta di un'immagine descrittiva di strumenti da intaglio, senza dati o risultati analitici da riportare.
Image summary: Una fotografia che mostra una vacca all'interno di un sistema di mungitura automatizzato in una stalla. L'animale è posizionato all'interno di una struttura metallica dotata di bracci meccanici e sensori per la gestione automatica del processo. L'immagine illustra l'applicazione della robotica agricola per automatizzare la mungitura del bestiame.
- Pareggiare sino ad avere unghioni della stessa altezza
- Pareggio della suola, risparmiando i talloni con coltello inglese
- Pareggio della parete laterale in senso plantodorsale con coltello o tenaglia
- Pareggio della parete mediale in senso plantodorsale (coltello o tenaglia) (molto)
- Accorciamento della punta (tenaglia) per portarli alla stessa altezza
- Accorciamento unghielli finale
- Nell'unghione anteriore tutte le operazioni (più limitate) con tenaglia, solo su parete e punta
non su suola.
Se si ritrovano quadri patologici, è importante capire se le lesioni sono superficiali o profonde, scavando: se è una lesione superficiale la lesione scompare, se è profonda si possono avere ematomi che necessitano di medicazione. Tutte le aree di contusione sono stimoli infiammatori e fonte di dolore, quindi vanno eliminati.
Image summary: Una fotografia ravvicinata di una radice o di un tubero che mostra zone di decolorazione bianca e aree necrotiche scure. L'immagine documenta i danni tissutali causati da un'infezione o da un parassita, evidenziando il contrasto tra la polpa sana e le zone degradate.
: Image summary: Una fotografia di un piede di bovino che mostra una grave lesione allo zoccolo, con una profonda lacerazione sanguinolenta e tessuti esposti sulla parete laterale destra. L'immagine documenta una patologia podale traumatica o infettiva in un animale.
Bendaggio
Nel caso in cui la zoppia persista anche dopo il pareggio si effettua il bendaggio.
Le medicazioni si effettuano con disinfettanti liquidi e spray antibiotico.
L'animale va isolato per evitare contaminazioni,
Il bendaggio nel bovino va rinnovato ogni 5 giorni (2 to 3 se il focolaio è infetto), nel travaglio quindi sollevando l'arto.
Si possono utilizzare le solette, dei rettangoli di gomma o legno che vengono apposte per sottrarre appoggio al dito, vengono fissate con il bendaggio o, meglio, con delle colle acriliche.

Lesioni Digitali

Classificazione

: Image summary: Una fotografia che mostra una persona che utilizza una siringa per applicare una sostanza su un pezzo di materiale poroso, simile a una spugna o a un blocco di legno, tenuto vicino alla zampa di un cavallo. L'immagine documenta una procedura di applicazione locale di un trattamento o di un farmaco.
Image summary: Una fotografia che mostra una mano che inserisce un blocco di materiale bianco e poroso all'interno dello zoccolo di un animale. L'immagine documenta l'applicazione di un supporto o di un trattamento ortopedico per proteggere o curare la parte interna dello zoccolo.
Image summary: Una fotografia che mostra la gamba di un cavallo con una fasciatura bianca fissata attorno al tendine e una cinghia elastica che esercita una trazione. L'immagine documenta l'applicazione di un dispositivo di trazione per il trattamento di una lesione tendinea.
Il fattore che abbatte drasticamente le patologie podali è il pareggio preventivo, normalmente il costo del pareggio è sempre più vantaggioso dei costi del trattamento.
Le patologie podali benché si siano ridotte a partire dagli anni '80 comunque rimangono in allevamento.
In base alla localizzazione del piede si distinguono:
1. Dermatite digitale
2. Ulcera soleare
3. Separazione o ascesso alla linea bianca
4. Necrobacillosi interdigitale
5. Erosionе ai talloni
6. Dermatite interdigitale
7. Laminite
8. Iperplasia interdigitale
9. Suola perforata
10. Ulcera in punta
Le contusioni sono le cosiddette sobbattiture nel cavallo e sono degli ematomi a livello soleare che causano dolore a causa della compressione.
La diagnosi non ha un grosso interesse in quanto il trattamento delle varie patologie è simile. La dermatite digitale e la dermatite interdigitale hanno eziopatogenesi e trattamento uguali.
Lesioni dei tessuti molli:
• Superficiali
– Dermatite interdigitale
– Dermatite digitale
– Dermatite verrucosa: evoluzione cronica della dermatite digitale
• Profonde
– Iperplasia interdigitale: evoluzione cronica della dermatite interdigitale
– Flemmone dei talloni: raccolte fra i piani nella parte più profonda rispetto allo zoccolo – Flemmone interdigitale
Lesioni del cheratogeno:
- ASETTICHE
- – Pododermatite traumatica localizzata: contusioni
- – Pododermatite traumatica diffusa
- Pododermatite asettica diffusa acuta: caratterizzata da un forte trauma della suola del piede e chiusa quindi non contaminata da batteri
- – Pododermatite asettica diffusa cronica
- SETTICHE
- Pododermatite circoscritta: fistolizzazione del materiale raccolto verso l'esterno che porta alla contaminazione della ferita
- – Pododermatite settica
- – Pododermatite settica del II e V dito
- ASETTICHE O SETTICHE
- – Pododermatite cronica
- – Malattia della linea bianca: tipica nel piede dell'asino
Lesioni dei tessuti come:
- alterazioni di forma
Image summary: Un diagramma anatomico di uno zoccolo bovino che identifica diverse patologie podali. Vengono indicate zone specifiche colpite da dermatiti (digitale e interdigitale), ulcerazioni (solari e del dito), laminite, iperplasia interdigitale, erosione del tallone e separazione della linea bianca con ascessualizzazione. Lo scopo dell'immagine è mappare la localizzazione tipica delle comuni affezioni del piede nei bovini.
- fratture: nel cavallo è la setola, nel bovino sono meno frequenti
- ipo/iper consumo: forme parapatologiche
Lesioni delle ossa:
• Fratture
Osteiti
• Osteoperiostiti
• Osteomieliti
• Tumori
Dentro agli unghioni è presente la terza falange e le patologie superficiali possono ripercuotersi nella terza falange o viceversa, la zoppia può essere causata da una terza falange danneggiata pur avendo un unghione normale.
Lesioni delle articolazioni possono essere secondarie a patologie del piede o primarie, le forme più tipiche.
- lassità articolare
- lussazioni
- artrosinoviti purulente
- artriti croniche deformanti
- anchilosi: evoluzione con il blocco dei piani articolari con incapacità di movimento degli stessi, è la condizione migliore in quanto non causa più dolore.

Dermatite Digitale

Chiamata anche Mortellaro disease, professore di Milano che più di tutti ha studiato questa patologia.
Ha un'eziopatogenesi multifattoriale: sovrainfezioni batteriche che arrivano normalmente con la quota di rimonta, ovvero animali provenienti da allevamenti diversi che se non adeguatamente messi in quarantena possono portare batteri normalmente saprofiti ma che possono diventare patogeni in concomitanza a fattori predisponenti, come pareggi non corretti e condizioni igieniche non adequate.
Gli arti più colpiti sono i pelvici, si parla di una prevalenza attorno all'82%.
E' caratterizzata da un fatto infiammatorio che progresisce fino anche alla necrosi degli strati più superficiali con richiamo di cellule infiammatorie (chemiotassi) fino alla degenerazione dei tessuti circostanti fino addirittura al derma, riccamente vascolarizzato e innervato quindi causando relativo dolore. La risposta algica caratterizza solo la fase acuta perché il processo si cronicizza fino a dare origine a forme papillomatose che sono digitazioni asintomatiche.
Image summary: Una fotografia ravvicinata di uno zoccolo bovino che mostra una lesione ulcerata e arrossata tra le due dita, circondata da tessuto necrotico e sporcizia. L'immagine documenta una patologia podale, evidenziando l'infiammazione e il danno tissutale della zona interessata.
La localizzazione più frequente: congiunzione tra i glomi e la pastoia.
Le forme che si distinguono sono 3:
1. Ulcerativa : lesione circolare con essudato, umida, superficiale
2. A fragola : fenomeni regressivi e proliferativi granuleggianti
3. Proliferativa : proliferazioni epidermiche digitiformi e verrucose a cavolfiore. Trattamento:
- antibiotico spray (ossitetraciclina spray),
- penicilline per via generale,
- bagni podali
Prevenzione:
- igiene ambientale.
- eliminare i vettori strumentali e umani.
- gestione della quota di rimonta (gli animali dall'esterno causano l'ingresso di germi),
- vaccini azienda-specifici non così tanto diffusi, sono presenti pareri contrastanti in quanto risultati molto dubbi.

Dermatite Interdigitale

Vengono colpiti gli arti posteriori per maggior contatto nella parte plantare con i liquami. La differenza con la patologia precedente è il coinvolgimento anche dello spazio interdigitale.
Eziologia multifattoriale uguale alla dermatite digitale:
- batteri
- scarsità di pareggi podali
Sono presenti 3 stadi che si differenziano anche in base alla profondità della lesione:
1. erosione cute interdigitale, ai bulbi solo assiale essudato
Image summary: Una fotografia medica in primo piano che mostra un'area di tessuto infiammato e lesionato con presenza di arrossamenti e secrezioni. L'immagine documenta una condizione patologica cutanea o mucosa per scopi diagnostici.
2. ipercheratosi, erosione ai bulbi, eccessiva crescita ungh. esterno
3. esposizione corion, eczema umido
Le prime due sono più superficiali e le lesioni sono evidenti macroscopicamente ma non causano zoppia, l'allevatore se ne accorge quando la patologia si approfonda e inizia la zoppia; mentre la terza si approfonda negli strati di derma.
La diagnosi differenziale tra le due patologie è per la sede e in caso di predisposizione di alcuni soggetti va fatta particolare attenzione durante il pareggio a tenere ben puliti e seprati quegli spazi.
Terapia: stessa della dermatite digitale, con la differenza che si fa un pareggio anche nella fase acuta per separare gli spazi interdigitali.
Mandare gli animali al pascolo è la correzione migliore dopo il pareggio.

Iperplasia Interdigitale

E' il massimo della cronicizzazione della dermatite interdigitale, non è molto frequente in quanto difficilmente evolve in questa forma, l'animale viene trattato prima.
Ha una sede più specifica, sembrano essere più colpiti i maschi e soprattutto gli animali che hanno gli unghioni più separati in quanto durante il carico il legamento interdigitale che li separa si stira e fa si che ci sia lo stimolo come evoluzione della dermatite interdigitale.
Image summary: Una fotografia medica che mostra un dito con una grave lesione all'unghia, caratterizzata da una profonda lacerazione longitudinale che espone il letto ungueale e i tessuti sottostanti. L'immagine documenta un trauma fisico significativo all'estremità digitale.
Image summary: Una fotografia medica che mostra una grave ferita aperta con tessuti esposti, aree di necrosi e sanguinamento attivo. L'immagine documenta l'estensione e la natura di un trauma tissutale severo.
Si tratta di digitazioni che non sono dolorose quindi non si ha zoppicatura oppure è lieve nel caso in cui queste causano un impedimento meccanico durante il movimento nel quale possono lesionarsi e creare sanguinamento.
Trattamento:
- pareggio
- antibiotici locali
- se impedimento meccanico: exeresi con anestesia loco regionale e termocauterio per evitare i sanguinamenti e ridurre la contaminazione.

Pododermatite Assettica Diffusa - Laminite

Nel bovino non è molto frequente, lo è molto di più nel cavallo, dove prende il nome di laminite caratterizzata da un evento infiammatorio delle lamine che porta a distacco della parte cornea con la formazione di sierosità tra le due strutture con conseguente risposta infiammatoria dolorosa.
Nel cavallo e nel bovino se è presente un evento infiammatorio dentro alla scatola cornea si percepisce il polso digitale.
Patogenesi:
- sovraccarico di cereali: determina un'alterazione del microbiota a livello del cieco con la selezione di batteri che producono endotossine che causano vasculiti all'interno del niede
- rilascio di istamina: alcuni buiatri/ippiatri ad oggi trattano ancora questa patologia con antistaminici, con risultati scarsi a detta della prof
- infezioni batteriche come endometriti o mastiti con la formazione di endotossine che determinano vasculiti
- malattie metaboliche come iperglicemia, fattore predisponente principale della laminite NEL CAVALLO
Postura típica del bovino:
Nel cavallo il distacco tra la parete dorsale e la terza falange che dovrebbero essere parallele causa l'interposizione di tessuto infiammatorio e la rotazione della terza falange in quanto ogni volta che si carica il peso, il flessore profondo tira e si stacca fino addirittura a causare lo sfondamento della suola.
Nel bovino capita lo stesso ma difficilmente si diagnostica per radiografia o si cura.
Sintomi:
- zoppicatura e postura
- calore dello zoccolo, di solito è presente a più arti
- polso digitale
Nel cavallo in radiografia è presente un non parallelismo tra la parete dorsale e la parete dorsale della terza falange, la riga bianca è bario, materiale radiopaco che si appoggia sopra e serve per evidenziare la parete dello zoccolo che è radiotrasparente. La linea di bario e la terza falange divergono, quindi c'è una rotazione della terza falange.
Trattamento dei sintomi:
- rimuovere cause alimentari
- trattare patologie correlate: metriti e mastiti
- gestione del dolore
- antistaminici: non si utilizzano più, risultati alquanto dubbi
Image summary: Una radiografia laterale dell'estremità di un arto equino che mostra l'articolazione del fetone e il piede. Una linea bianca è tracciata per misurare l'angolo tra la parete del piede e l'osso, evidenziando la conformazione dell'appoggio. L'immagine serve a valutare l'allineamento anatomico del piede del cavallo.

Pododermatite Circoscritta

Si tratta di ulcere soleari, contusioni che causano ematomi fino alla formazione di ascessi che causano infiammazione molto dolorosa. Bisogna verificare se le contusioni sono nella suola o se sono più profonde vanno eliminate
Nel cavallo è chiamata {sobbattitura} ovvero una contusione della suola che causa aumento della pressione e dolore iperacuto paragonabile a una frattura, fino a quando il materiale non riesce a fistolizzare verso l'esterno nelle parti più molli ovvero parte ventrale della suola o nella giunzione fra il corno e la cute.
Image summary: Una fotografia ravvicinata di uno zoccolo animale che presenta una ferita aperta e sanguinante sulla superficie. L'immagine documenta una lesione traumatica o patologica del tessuto dello zoccolo.
Puo avere esito sia favorevole sia evolvere in processi demolitivi delle strutture interne come la terza falange, quando si ha l'osteolisi, causata dall'acidità del materiale purulento, in prossimità del foro vascolare che entra nel margine soleare, nel caso in cui il pus non riesce a fistolizzare.
L'osteite della terza falange è debilitante in quanto difficilmente gestibile, se interessa la parte posterior la prognosis è riservata ad vitam nel cavallo, nel bovino uguale e significa macello; se interessa la parte anteriore c'è il rischio di necrosi diffusa della terza falange in quanto è presente un unico grande vaso deputato alla vascularizzazione all'osso.
Un'altra complicazione più frequente a seguito di una pododermatite circoscritta può avvenire per il cosiddetto chiodo da strada, nel caso in cui vada a interessare l'articolazione interfalangea distale o della guaina sesamoidea, ovvero l'articolazione sinoviale dove è contenuto l'osso navicolare, la prognosi è infausta ad vitam, in quanto la pulizia, il drenaggio e la terapia antibiotica non sono efficaci.
Image summary: Un diagramma anatomico di un piede equino in sezione sagittale, con diverse strutture numerate da 1 a 5. Il disegno illustra la disposizione delle ossa, dei tendini e dei tessuti molli all'interno dello zoccolo. Lo scopo dell'immagine è mostrare l'anatomia interna del piede del cavallo per scopi didattici o clinici.
Con il pareggio si elimina la parte contusa o la raccolta purulenta. I bendaggi e le solette vanno messi solo se viene esposta la parte viva del piede in modo ampio.
Nei bovini all'ingrasso queste patologie causano una riduzione del carico con atrofie muscolari degli arti posteriori e quindi una perdita di resa a livello economico.

Pododermatite Assettica Traumatica Localizzata

Si tratta della sobbattitura nel cavallo, è la stessa della precedente ed è localizzata alle parti laterali del piede, la procedura è la stessa della precedente.

Visita di Zoppia del Cavallo

La zoppia è un'alterazione dell'andatura e può essere causata dal dolore o da cause meccaniche, ovvero degli ingombri. Si tratteranno solamente i sintomi e della visita clinica, le patologie verranno trattate al 5 anno.
La visita di compravendita viene fatta per l'idoneità sportiva nel cavallo valutata mediante l'esame clinico e l'esame medico. Generalmente l'acquirente si avvale di un veterinario per valutare se l'animale è idoneo all'attività che vuole svolgere, quindi non si parla mai di animale sano ma di attitudine a quell'attività sportiva.
La visita di compravendita si compone di visita clinica ed esami radiografici, tra le due la visita clinica è la più importante.
Il cavallo carica negli arti anteriori per il 60% e nei posteriori per il 40%. In quasi tutte le tipologie di razza e attitudini la zoppia degli anteriori è quella più frequente, in particolare della fila distale; nell'arto posteriore l'80% delle zoppie sono a carico di grassella e garretto (art. femoro-tibio-rotulea e garretto).
Il sintomo si manifesta con alterazione dell'andatura al passo, trotto (andatura simmetrica, poggia su 2 arti) e galoppo (poggia su 1 arto, maschera la zoppia).
Con le nuove tecnologie ci sono dei sistemi digitali dove vengono messi dei led su vari punti nel cavallo che viene messo sul treadmill e, in base al movimento e lo spostamento dei led nello spazio, mediante l'AI viene rilevata la zoppia.
L'esame parte da segnalamento ed anamnesi. Le domande da fare sono:
- tempo di insorgenza
- attitudine: ad es. i Quarter Horse sono animali pesanti su arti sottili e non sono stati selezionati per gli appiombi.
- carattere della zoppia: calda/fredda
- eventuali terapie
- da quanto è stato ferrato: la ferratura può essere causa di zoppia per alterazione dell'appiombo o per errata ferratura nel vivo.
- dove zoppica: informazioni non attendibili dai proprietari
Gli appiombi sono la conformazione degli arti nello spazio e una loro alterazione predispone e sovraccarica alcune strutture.
ESAME STATICO ispezione per vedere gli appiombi:
- da lontano: per valutare la conformazione, la costituzione, gli spostamenti del peso e l'appoggio degli arti ecc.
- da vicino gli arti, paragonarli uno con l'altro. Cavallo piazzato, eventualmente legato ai due venti o tenuto da un aiuto.
→palpazione armata dello zoccolo con una sonda da piede per evocare dolore. Da distale a prossimale, si palpano poi a mano le ossa, i tendini e i muscoli.
Image summary: Un diagramma medico che illustra l'uso di uno strumento chirurgico per manipolare una struttura anatomica, con frecce che indicano il movimento della pinza attorno a una superficie articolare. L'immagine descrive la tecnica di posizionamento e trazione dello strumento per accedere o trattare una specifica area della giuntura.
Le fasi del passo sono:
- appoggio
- stacco
- sospensione
- impatto
esame in movimento:
- in passo al trotto; movimento simmetrico
- dritto/circolare: si guardano gli anteriori quando il cavallo torna indietro, i posteriori quando si allontana
- duro/morbido: il duro sollecita le strutture ossee, il morbido sollecita le strutture muscolo-tendinee
- in piano/salita o discesa: vengono sollecitati articolazioni e tendini diversi, il flessore profondo sollecitatto in discesa mentre il flessore superficiale in salita.
Osservare prima gli anteriori e poi i posteriori; infine tutti e 4 e un arto alla volta, dal davanti, di lato e da dietro.
Negli arti posteriori si valuta:
- movimento della testa: la testa si abbassa quando appoggia l'arto sano, si innalza quando appoggia l'arto malato;
- movimento della gruppa: si ha un abbassamento della gruppa sull'arto sano e sollevamento della gruppa nell'arto malato.
A seconda delle strutture interessate può essere alterata la parabola tra l'appoggio e l'avanzamento dell'arto.
Nella visita di movimento l'obiettivo è quello di fare una diagnosi di sede, e ciò che aiuta è il test di flessione: iperflessione di tutto l'arto di un minuto per sollecitare in modo forzato tutte le strutture. Il cavallo va visto in dritta e nei primi 2 to 3 passi il cavallo incespica poi riprende normalmente.
- Flex test negativo: se dal 3 to 4 passo il cavallo torna con un'andatura normale
- Flex test positivo: alterata tutta l'andatura
Nell'arto posteriore il flex è complessivo.

Diagnosi di sede

Le visite di zoppie ci dà indicazioni ma vanno aggiunti anche gli esami collaterali:
- anestesie diagnostiche: blocchi locoregionali che densibilizzano un'area che se è la sede della zoppia l'animale non zoppica più, oppure blocchi locali/articolari dove viene iniettato dell'anestetico locale dentro all'articolazione, se è la sede della zoppia dopo l'infiltrazione l'animale non zoppica più.
Le anestesie diagnostiche precedono sempre l'RX in quanto le proiezioni utili per coprire tutti i tratti dell'articolazione sono 24.
- rx: si fa prima la radiografia solo nel caso di zoppie gravissime con sospetto di fratture, se si anestetizza un'area fratturata il cavallo si muove, sovraccarica e peggiora la frattura.
- ecografia
- scintigrafia, R; e TAC
- artroscopia (immagine): tecnica chirurgica terapeutica per rimuovere le lesioni osteocondrali che può essere utilizzata anche come metodo diagnostico mininvasivo, ad esempio nel caso di lesioni al menisco.
- esame liquido sinoviale nel caso in cui è sospettata una sinovite settica traumatica o iatrogena.
Gait analysis: si mettono dei led sull'animale e in base a come si muove nello spazio in treadmill viene analizzato e diagnosticata la sede.
Attenzione però perché alterazioni dovute a zoppie vecchie o atrofie muscolari possono dare dei falsi positivi.

Grading

Il grading di Adams è stato messo un po' da parte perché è poco dettagliato e non tiene conto del cavallo nel complessivo →
Nuova classificazione radi di zoppicatura secondo l'AAEP in cui viene presa in considerazione l'andatura nel complesso:
Image summary: Una fotografia artroscopica che mostra l'interno di un'articolazione, con un probe metallico utilizzato per ispezionare i tessuti molli e la superficie cartilaginea. L'immagine serve a documentare lo stato anatomico interno per scopi diagnostici o chirurgici.
: Image summary: Un diagramma a scheletro che mostra la posa di una figura umana stilizzata, composta da punti e linee verdi su uno sfondo nero con una griglia prospettica alla base. L'immagine rappresenta l'estrazione dei punti chiave del corpo per l'analisi del movimento o il riconoscimento della posa.
I grado: evidente solo al trotto. Rumore più smorzato quando appoggia l'arto malato.
Il grado: si nota al passo ,evidente al trotto. La testa si solleva leggermente quando appoggia l'arto ant. malato, asimmetria innalzamento gluteo e riduzione della durata. Nell'appoggio sostenitivo si ha una ridotta discesa del nodello.
III grado: ben evidente al passo e al trotto, colpo di testa (anteriore si alza, posteriori si abbassa)
• IV grado: sottrazione al carico, appoggio per breve tempo.
Aaeplameness Scale
To aid both communication and record-keeping, the AAEP Lameness Scale ranges from zero to five, with zero being no perceptible lameness, and five being most extreme. The AAEP guidelines explain the grading system this way:
0: Lameness not perceptible under any circumstances.
1: Lameness is difficult to observe and is not consistently apparent, regardless of circumstances (e.g., weight carrying, circling, indines, hard surface, etc.).
2: Lameness is difficult to observe at a walk or when trotting in a straight line but consistently apparent under certain circumstances (e.g., weight carrying, circling, indines, hard surface, etc.).
3: Lameness is consistently observable at a trot under all circumstances.
4: Lameness is obvious at a walk.
5. Lameness produces minimal weight-bearing in motion and/or at rest or a complete inability to move.

Esame Per Sede

Lo zoccolo va guardato da di fronte e di lato. Controllo della suola e del cercine coronario visto che la sobbattitura può fistolizzare in corona.
All'esame chiede di fare l'elenco di strutture palpabili in regioni specifiche:
Palpazione:
Pastoia: giuntura interfalangea prossimale.
• Palpare per evidenziare tumefazioni.
• Confrontare con la opposta.
• Formelle artropatie degenerativa
• Fratture falange.
Nodello: palpazione giuntura etacarpo falangea
• Controllare i sesamoidi.
tendine flessore superficiale e profondo.
guaina tendine flessore profondo (molletta).
Flessione (flexing test)
sinovite.capsulite,
• fratture ecc.
Metacarpo:
Image summary: Un disegno schematico che mostra una mano umana che palpa la parte posteriore della zampa di un cavallo, in particolare l'area del tendine sopra il casco. L'immagine illustra la tecnica di palpazione manuale per esaminare l'integrità dei tessuti molli o rilevare anomalie nella zona del bulbo del cavallo.
Image summary: Un disegno anatomico che mostra una mano che preme un punto specifico sulla gamba di un cavallo, appena sopra lo zoccolo. L'immagine illustra la procedura di palpazione per localizzare un punto di pressione o un'area di interesse clinico nell'arto dell'animale.
Palpare i tendini estensori faccia dorsale dello stinco, Valutare eventuali aderenze. Calore, dolore e tumefazione terzo medio metacarpo (mal di stinchi)
Palpare il II e IV metacarpali con animale in stazione poi arto sollevato e flesso. Calore, dolore, tumefazione = schinella, frattura ecc.
Legamento sospensore:
Palpazione profonda in stazione e con arto flesso.
Dolore, tumefazione = desmite,
Briglia carpica:
dal leg. Comune palmare si inserisce sul flessore profondo, a metà metacarpo. Palpazione con dolore sintomo di infiammazione (desmite della briglia carpica)
Stiramento o rottura.
Figure 3-28 summary: Un disegno anatomico che illustra la tecnica di palpazione dell'origine del legamento sospensore, situata a livello della superficie palmare dell'estremità prossimale del metacarpo principale e della fila distale delle ossa carpiche. Lo scopo della manovra è identificare una risposta algica che possa indicare traumi da stiramento o fratture da strappamento.
Palpazione:
Tendini flessori: profondo e superficiale sono intimamente associati.
- Palpazione con arto in appoggio e arto per valutare calore, tumefazione e dolore.
• Con arto sollevato e nodello flesso si cerca di fare scorrere i tendini uno sull'altro.
- Aderenze sono causate da teniti, sinoviti o tenosinoviti che portano a tumefazione calda e dolente. (processo acuto)
- Tumefazione dura più o meno dolente, con deformità del tendine
- (ventre di trota) è sintomo di tenite, tenosinovite cronica (tenonco)
: Image summary: Un disegno schematico che mostra la tecnica di palpazione del tendine del bicipite brachiale nel braccio. Due mani sono posizionate per stabilizzare e sentire il tendine lungo il percorso del muscolo. Lo scopo dell'immagine è illustrare la procedura corretta per l'esame fisico di questa struttura anatomica.
Queste sono tutte strutture valutabili con la palpazione, si valuta:
- Aumento di dimensione
- Tumefazioni calde o fredde
- Evocazione del dolore
Per essere sicuri sulla normalità si può palpare il controlaterale e fare un confronto, nel cavallo (in generale in tutti gli animali) la patologia simmetrica è rara.
Nelle parti prossimali, dal carpo in su o dal garretto in su, ci sono i ventri muscolari che generano confusione, bisogna verificare che non ci siano alterazioni a carico della componente muscolare. Strappi o contusioni muscolari sono molto dolorosi e causano problemi alla deambulazione.
Nella valutazione è importante valutare se nell'arto in cui zoppica ci sono atrofie muscolari. L'atrofia muscolare della loggia prossimale è indicazione di ridotto carico, perché se non si usa un arto questo va incontro ad atrofia.

Conformazione e Appiombi

Per valutare la correttezza degli appiombi è necessario che il cavallo sia in carico, ovvero che tutti e quattro gli arti carichino in modo uguale, anche se gli arti del cavallo caricano del 60 to 65%.
La sollecitazione degli arti è diversa a seconda della fase dell'andatura, ad esempio nel trotto si hanno due arti in diagonale che caricano contemporaneamente, quindi ci possono essere difetti di appiombo in cui gli arti possono addirittura toccarsi fino a creare delle soluzioni di continuo o reazioni croniche dell'osso, gli osteofiti (reazioni ossee da traumatismi ripetuti nel tempo).
Image summary: Tre disegni tecnici di un cavallo visti di fronte, di profilo e di dietro, con linee tratteggiate che indicano l'allineamento verticale degli arti e del corpo. Lo schema illustra gli appiombi corretti, ovvero la postura anatomica ideale per garantire l'equilibrio e la salute strutturale dell'animale.
I difetti di appiombo possono essere congeniti, ma se si interviene nella fase giovanile entro i 6 mesi molti di questi possono essere ridotti, in particolare i difetti del carpo e della fila digitale sono quelli più correggibili, dove i carichi eccessivi sul comparto laterale o mediale possono essere scaricati mediante il pareggio correttivo nel puledro il quale riesce a correggere il difetto stesso avendo ancora una fase di crescita importante.
Altri difetti congeniti invece come l'offset del carpo, il ginocchio a sedile e il ginocchio a sedile non possono essere corretti perché frutto di una diversa contrazione o rilassamento dei muscoli.
L'importanza dei difetti di appiombo varia in base alla disciplina:
- salto ostacoli: carriera lunga che inizia a 4 anni di età → grande attenzione a conformazione e appiombi
- trotto, galoppo, Quarter Horse: carriera precoce e breve, a 4 anni è già vecchio→ minore selezione sugli appiombi
- reining e discipline western: cavallì con piedi piccoli e base stretta → alta predisposizione a traumi.
La conformazione va valutata staticamente per la distribuzione dei carichi e dinamicamente valutando le interferenze durante il movimento
La maggior parte delle patologie locomotorie origina da:
- alterazioni della fila digitale
- conformazione e appoggio dello zoccolo
Le "formelle" sono frutto di continue sollecitazioni anomale per il cavallo "cagnolo" mancino, quindi una tipica interazione del piede della fila digitale.
Nel tronco, per vedere se la conformazione e la fisionomia siano adatte per alcuni tipi di competizione, dovremmo avere un baricentro statico che è spostato in avanti, e dovremmo avere tre aree simmetriche e identiche come dimensioni, se facciamo passare una linea dalla punta della scapola alla tuberosità ischiatica, e al centro esatto della gruppa e al garrese.
Image summary: Un disegno schematico di un animale, probabilmente un roditore, visto dall'alto con una linea tratteggiata che ne percorre l'asse longitudinale centrale. L'immagine serve a illustrare la posizione o l'estensione di un elemento lungo la linea mediana del corpo.
: Image summary: Due disegni schematici di un cavallo che illustrano diverse metodologie di misurazione delle proporzioni corporee. Il primo schema utilizza linee diagonali che collegano gli arti al tronco, mentre il secondo utilizza linee verticali e orizzontali tratteggiate per definire i segmenti del corpo. L'immagine serve a confrontare diversi approcci geometrici per l'analisi morfologica dell'animale.
Il baricentro dinamico invece varia con la propulsione, con l'abbassamento/innalzamento di testa e collo.
L'incollatura ha un ruolo fondamentale:
- collo lungo → maggiore propulsione
- collo corto freccia minore escursione del baricentro.
Gli arti si osservano in stazione con il carico ben distribuito e poi in movimento in vista frontale, laterale e posteriore. Le valutazioni partono sempre dalla punta della spalla, non dal carpo.
Le alterazioni più frequenti interessano la parte dal carpo in giù, in particolare il nodello e il piede.
Le interferenze in andatura sono causate da difetti anche lievi, alta velocità e brusche volte.
Sia nel trotto che nel galoppo sono più frequenti le lesioni agli anteriori ad opera del posteriore, quando il cavallo invece è cagnolo a base stretta si hanno le schinelle negli anteriori.
E' importante valutare se ci sono arti che hanno un carico maggiore, tutto il carico sarà sollecitato sui legamenti collaterali del carpo e nella parte mediale del nodello.
Image summary: Quattro disegni schematici, etichettati da A a D, che mostrano diverse posizioni e interazioni tra gli arti di un cavallo. Le immagini A e B illustrano il movimento delle zampe durante la camminata, mentre C e D mostrano dettagli della posizione degli zoccoli. L'immagine serve a illustrare le diverse fasi e le dinamiche del movimento degli arti del cavallo.
Arti anteriori - aspetto craniale
Sostengono il 60 to 65% del peso, in accelerazione sostengono il peso e coadiuvano la propulsione (che è equamente distribuita tra anteriori e posteriori), motivo per cui sono sede più frequente di lesione.
Esiste una conformazione ideale come in immagine, completamente simmetrica.
Le linee verticali che scendono dalla spalla fino al terreno devono essere perpendiculari al terreno, devono dividere l'arto in due metà uguali e risultare parallele tra loro.
Se le line:
- convergono verso la base stretta
- divergono freccia base larga
Qualsiasi deviazione da questa condizione è considerata un'alterazione di appiombo.
aspetto laterale
Si parte dal gomito, si scende perpendiculari, la linea deve passare a metà del carpo e non deve essere tangente allo zoccolo il quale è in avanti per la presenza di angoli specifici ideali del nodello e della pastoia.
Per un corretto carico dei pesi questa linea deve essere rettilinea fino al nodello, se non lo è si osservano alterazioni di appiombo.
Image summary: Un disegno anatomico della parte posteriore di un animale, probabilmente un cavallo, visto da dietro. Due linee verticali parallele tracciano l'allineamento degli arti posteriori dal bacino fino agli zoccoli. L'illustrazione serve a mostrare la simmetria e la verticalità della struttura ossea e muscolare degli arti.
: Image summary: Tre disegni anatomici che mostrano la gamba di un cavallo vista di profilo, con una linea verticale rossa che traccia l'allineamento tra il garrese (punto d) e il zoccolo (punto e). Le immagini illustrano diverse conformazioni dell'arto: una dritta, una con un'eccessiva angolazione in avanti e una con un'angolazione all'indietro. Lo scopo è mostrare come vari l'allineamento strutturale della gamba rispetto a un asse verticale ideale.
La distribuzione delle forze è massima nella parte inferiore del gomito perché le grosse masse muscolari della spalla e del gomito favoriscono la propulsione, mentre nella parte posteriore si ha lo scarico delle forze che avviene a carico del nodello, sottoposto a tutta la forza di quell'arto anteriore, quindi del 30% del peso del cavallo.
Angoli (non sono da sapere): angolo del nodello 120 to 135°, se è maggiore lo zoccolo si sposta posteriormente e le forze non cadono sul nodello ma sul piede; se è minore il nodello è basso, il piede scivola in avanti e la sollecitazione è elevata causando patologie al sospensore del nodello e quindi zoppie molto gravi.

Difetti Di Conformazione Arti Anteriori

Base Stretta

Le linee centrali dei piedi sono minori rispetto alle linee del petto.
Appoggio e carico sono maggiori sulla parte esterna del piede. Può essere sia associato a cagnolismo che a mancinismo, anche se la forma più frequente è cagnolismo a base stretta. La parte interna è più alta quindi necessita del pareggio in questa zona.
Il pareggio:
- nel cavallo adulto: non deve forzare la correzione dell'appiombo per ripristinare l'equilibrio, ma ridurre le asimmetrie per evitare il "doppio tempo".
- nel puledro: il pareggio correttivo anche ogni 10 gg è fondamentale e frequente, perché l'arto è ancora elastico e risponde positivamente alle sollecitazioni che deformano l'arto in modo positivo.
I difetti di appiombo sono spesso associati a patologie tipiche, tra cui:
- mollette del nodello: accumulo di liquido sinoviale dovuto a carico eccessivo e asimmetrico.
- formelle: esostosi ossee in prossimità dei legamenti collaterali. Sono dolorose e spesso causa di esclusione dalle competizioni.
- ossificazione delle cartilagini alari della terza falange dovuta a carichi eccessivi di una parte rispetto all'altra, soprattutto unilaterali.
- concussioni tallone laterale

Base Larga

Tipica dei quarter horse con grosso sviluppo delle masse muscolari.
Le linee centrali dei piedi sono minori a quelle del petto con conseguente appoggio e carico maggiore sulla parte mediale.
Le patologie sono simili alla base stretta, ma localizzate internamente.
Durante il movimento si possono avere delle fasi in cui il piede sfrega sullo stinco causando delle reazioni ossee del periostio dette schinelle a base larga; si tratta della formazione ossea definitiva ed è il callo osseo della frattura periostale. Nella prima fase quando la frattura è appena avvenuta ci sarà tumefazione calda e dolente che evolve con la metaplasia in rilievo osseo.
NB Cagnolismo e mancinismo riguardano SOLO la fila digitale e non il carpo.

Cagnolismo

Le punte dei piedi sono convergenti, questa alterazione coinvolge dal nodello in giù, solo la fila digitale e lo zoccolo, non riguarda il carpo il quale è allineato correttamente.
Il piede stacca e aterra sulla parte esterna e spesso il cavallo falcia.
Per la correzione esiste il pareggio correttivo che nel puledro è la forma di correzione migliore, oppure gli interventi chirurgici che sono finalizzati a bloccare la crescita nel lato esterno, vengono effettuati in anestesia
Image summary: Un diagramma schematico che mostra due viste di un arto inferiore con diverse linee di incisione chirurgica indicate da punti. La figura illustra le diverse opzioni di accesso chirurgico per raggiungere l'area del tallone e della caviglia, confrontando un approccio più mediale con uno più laterale.
Cereale. Il pareggio preventivo è funzionale a fronte di esercizio fisico, è inefficace se il puledro resta confinato in box piccoli. La mancata osservazione nei primi mesi è una delle principali cause di difetti permanenti.
E' spesso associato alla base stretta.

Mancinismo

Le punte dei piedi sono divergenti con il piede che stacca e atterra sulla parte interna. In movimento descrive un arco verso l'esterno.

Base Stretta E Cagnolismo

E' la forma più frequente.

Base Stretta E Mancinismo

Image summary: Un diagramma schematico che mostra due viste di un arto inferiore con linee tratteggiate che rappresentano l'allineamento dell'asse meccanico. L'immagine illustra la correzione di una deformità angolare, passando da una posizione in cui l'asse è deviato rispetto al centro del piede a una posizione più allineata. Lo scopo è mostrare il ripristino dell'allineamento anatomico dell'arto.
E' estremamente problematico perché durante il movimento favorisce formelle, schinelle e patologie da carico eccessivo.

Base Larga e Mancinismo

Forma più frequente, soprattutto nei Quarter Horse, le forze caricano nella parte interna che è maggiormente sottoposta a stress.
Si ha lo stiramento sui collaterali mediali, il nodello, la pastoia e corona.
- Schinelle mediali
- Fratture metacarpali 2°
- Formelle mediali
- Ossificazione cartilagini alari mediali

Base Larga E Cagnolismo

Pericoloso per l'andatura, rara.

Veduta Laterale

In visione laterale la linea ideale deve passare in modo rettilineo tra radio e metacarpo.
Se la linea passa cranialmente freccia destra cavallo sotto di sé
Se passa caudalmente → cavallo fuori di sé
Nell'80% dei casi queste sono posture antalgiche, non difetti primari.
Image summary: Un disegno schematico che confronta due diverse conformazioni delle zampe posteriori di un cavallo, indicate come A e B, rispetto a una linea verticale di riferimento. Nella figura A, l'arto è allineato verticalmente, mentre nella figura B l'arto presenta una deviazione verso l'interno. L'immagine serve a illustrare la differenza tra una postura corretta e una anomalia strutturale della gamba.
Possono essere atteggiamenti antalgici finalizzati a scaricare in alcune aree come in caso di laminite (il cavallo è fuori di sé per scaricare la punta), o durante la colica.
Esistono anche delle forme primarie congenite che sono particolarmente importanti in alcune razze di cavalli.
Nel cavallo sotto di sé carica sulle punte, ha dolori nella regione dei glomi e ha patologia al flessore profondo.

Carpo

Parentesi utile da sbobine passate:
Il carpo è formato da 3 articolazioni:
- Radiocarpica
- Intercarpica
- Carpometacarpica
Ogni ossicino del carpo è legato da diversi legamenti presenti all'interno della capsula articolare. Questo ammortizza le forze. Nella parte palmare c'è il pisiforme, il tunnel carpale e tutte le strutture tendine quali il tendine flessore superficiale e flessore profondo e subito sotto il carpo inizia il legamento sospensore. Quindi molte delle forze peso che il cavallo scarica vengono sollecitate su questa struttura.

Deviazione Posteriore del Carpo (CARPO da Vitello)

Nel carpo vitello la linea passa molto cranialmente al carpo.
È una conformazione estremamente pericolosa nei cavalli da velocità e predispone a:
- stiramento del legamento accessorio, sia del flessore superficiale che profondo in quanto le forze passano craniali con forte stiramento della regione palmare e compressioni dorsali sulle ossa
- capsuliti con aumento dei fondi ciechi
- fratture delle ossa carpiche (slab fracture): traumatismo più frequente nei galoppatori

Deviazione Anteriore del Carpo (CARPO ARCATO)

Il carpo arcato è meno grave della precedente in quanto vengono sollecitate meno le strutture: radio e metacarpo sono allineati, è solo il carpo che è incurvato. E' congenita nel puledro con distocia alla nascita.
A volte è presente l'arrembatura del nodello ovvero è dritto. Le alterazioni possono essere a carico di:
- nodelli con artrosi
- legamento sospensore, l'angolo deve stare più su e ha maggiore sollecitazione con lesioni frequenti alle briglie
- tendine flessore superficiale
Se si ritrova questa patologia in un puledro giovane si interviene con delle steccature o delle resezioni della briglia carpica o radiale per sganciare i flessori.
Anni fa, ora non più utilizzato, si utilizzava ossitetracicilina perché sganciava la muscolatura dei flessori favorendo l'ingresso di calcio tramite meccanismo cationico, favorisce antibiotico resistenza e non è particolaretente utile.
: Image summary: Un disegno anatomico che mostra la struttura ossea dell'arto posteriore di un animale, con una linea verticale che attraversa l'asse longitudinale delle ossa. L'illustrazione serve a mostrare l'allineamento scheletrico e la disposizione delle articolazioni dalla parte superiore fino al piede.
Figure C summary: Un disegno anatomico che mostra il profilo laterale dell'arto inferiore di un animale, evidenziando la struttura delle ossa dalla gamba fino allo zoccolo. Una linea verticale attraversa l'asse dell'arto per illustrare l'allineamento scheletrico. L'immagine serve a descrivere la morfologia e la disposizione ossea dell'estremità dell'arto.

Deviazione Mediale del Carpo (Carpo Valgo)

Ginocchia che carica all'interno, a X.
Se l'angolo di deviazione è:
- minore di sette gradi, freccia, pareggio più scarpette correttive (hanno una parte sollevata per facilitare il carico)
- > 7° → intervento chirurgico che mira a bloccare o accelerare la crescita delle fisi, si aspetta il 2 to 3° mese di età.
Causa:
- forte stress su tutte le articolazioni soprattutto nel compartimento mediale,
- lo stiramento dei collaterali
- compressione delle ossa sulla parte laterale.
La fisi di accrescimento a questo livello si accelera mediante stimolazione con degli aghi favorendo il richiamo di sangue per favorire l'accrescimento dell'osso oppure si effettua il periostial stripping ovvero si apre il periostio lasciando libero l'osso di crescere.

Deviazione Laterale Del Carpo (VARO)

Deriva da alterazioni a fisi epifisi radio oppure da una lassità articolare anomalie a ossa carpo in particolare i legamenti collaterali che uniscono le ossa del carpo.
Causa:
- tensione su leg. laterali carpo
- compressione su faccia mediale
Spesso rotazione esterna dell'arto distale. E' poco frequente.

Deviazione Laterale Dei Metacarpi

Dovuta a uno sviluppo della muscolatura della parte superiore, con forte sollecitazione della parte interna dove sono presenti i metacarpali accessori. Sono molto frequenti le schinelle a questo livello.
E' abbastanza rara e i più colpiti sono i cavalli americani.

Ginocchia Legate E Staccato Sotto Le Ginocchia (off set)

1 - {Ginocchia} legate

• Profilo carpo devia all'attacco dei Tendini flessori

2 - Staccato sotto le ginocchia

• Faccia dorsale stinco staccata dal carpo
Image summary: Due disegni anatomici di una zampa di cavallo, uno in primo piano (sinistra) e uno a figura intera (destra). Il primo evidenzia con lettere e frecce specifici punti di misurazione e aree di interesse lungo l'osso metacarpale. L'immagine serve a illustrare i punti di riferimento anatomici per l'analisi della struttura della zampa.
Image summary: Un disegno schematico che mostra la vista frontale delle zampe posteriori di un cavallo. L'immagine illustra l'allineamento e la struttura anatomica degli arti, servendo come riferimento visivo per la conformazione fisica dell'animale.
Ginocchia legate: la linea si spezza subito sotto il carpo
Ginocchia legate: la linea si spezza subito sotto il capo
Offset: la linea si spezza dorsalmente, è la forma più grave, fortemente predisponente a fratture da stress.

Fila Digitale

• Normale (A)
• Obliquo giuntato (B)
• Dritto giuntato (C)
• Spezzata in avanti (B) – Sforza il flessore profondo
• Spezzata indietro (C) – Sforza il flessore superficiale
: Image summary: Tre disegni schematici, etichettati A, B e C, che illustrano diverse tecniche di taglio o di preparazione di un tessuto biologico tramite l'uso di un piano inclinato. Le immagini mostrano variazioni nell'angolo e nella profondità dell'incisione rispetto alla superficie di appoggio. Lo scopo del diagramma è confrontare diverse modalità di sezione per ottenere differenti risultati di campionamento.
: Image summary: Tre disegni anatomici di una zampa di cavallo, etichettati A, B e C, che mostrano diverse angolazioni tra l'osso del metacarpo e il casco. L'immagine A mostra un'angolazione normale, la B un'angolazione più ripida e la C un'angolazione più piatta. Il diagramma serve a illustrare come vari l'allineamento strutturale della zampa in base alla conformazione del casco.
Lo spezzato in avanti si ha con la laminite in cui il flessore profondo fa ruotare la terza falange e si contrae per il dolore.

Pastoia (non da sapere)

1. {Pastoia lunga} e obliqua

- – Predispone a lesione flessori, sesamoidi e leg sospensore

2. {Pastoia corta} e {dritta}

- Concussione su art interfalangee e navicolare
- >– Predispone a artrite traumatica, formelle e mal navicolare
- – Spesso con spalla dritta muscoli potenti base stretta e cagnolismo

3. {Pastoia lunga} e dritta

- Come prima ma meno interessata la 1° articolazione interfalangea
- Per riportare ad angolo normale si spezza la linea
- – Quarter e PSI
Image summary: Una serie di quattro diagrammi schematici (a, b, c, d) che illustrano diverse posizioni di un piede rispetto a una linea verticale di riferimento. Muovendosi da sinistra a destra, l'angolo di inclinazione del piede e la posizione del tallone cambiano, spostando il punto di appoggio rispetto all'asse verticale. L'immagine serve a mostrare come diverse posture del piede influenzino l'allineamento e la distribuzione del carico.

Difetti di Conformazione Arti Posteriori

Meno importante la conformazione e minori le zoppie posteriori.
Le forme principali con veduta da dietro sono:
- garretto vaccino: non associata a patologia, determina sforzo mediale, negli animali anziani si può avere la formazione di spavenio, un osteoartrite della fila tarsica.
- garretto a base stretta
- garretto varo
Le forme con veduta laterale invece sono:
A. garretto a falce: può essere scambiato con garretto sotto di sé
B. posteriore dritto: è il più importante patologicamente in quanto favorisce patologie al sospensore del nodello.
C. sotto di sé: tutto l'arto è spostato cranialmente
D. fuori di sé
Le forme fuori/sotto di sé sono spesso secondarie a eventi algici come negli anteriori.
Image summary: Quattro disegni anatomici che mostrano diverse conformazioni dell'arto posteriore di un cavallo, etichettate da A a D. Le illustrazioni confrontano l'angolazione della gamba rispetto a una linea verticale di riferimento, passando da una posizione dritta in A a una progressivamente più inclinata in B, C e D. Lo scopo è illustrare le variazioni nella struttura e nell'allineamento degli arti posteriori.

Patologie dell'Ombelico del Bovino

Gli annessi ombelicali del vitello, residui della vita fetale, includono arterie, vene e uraco, con differenze rispetto al puledro.
La distinzione principale riguarda le vene ombelicali. Nel vitello, le vene differiscono in numero tra la parte extra-addominale e quella intra-addominale (separate dall'anello sulla linea alba, formato dall'aponeurosi del retto dell'addome).
Il vitello presenta due vene extra-addominali (a differenza del puledro che ne ha una sola) che si uniscono in una singola vena intra-addominale, destinata a formare il legamento rotondo verso il fegato. Le due arterie, presenti in tutti gli animali, si dirigono verso la vescica formando i legamenti vescicali.
Image summary: Un diagramma anatomico che mostra la connessione tra il feto e il cordone ombelicale, evidenziando il fegato, la vescica, le arterie ombelicali, l'uraco e la vena ombelicale che convergono nel peduncolo ombelicale. Lo schema illustra l'organizzazione dei vasi e delle strutture che collegano gli organi interni del feto all'esterno attraverso il cordone ombelicale.
Mentre l'ombelico del puledro regredisce rapidamente (area piatta), nel vitello la parte extra-addominale (il cordone) permane più a lungo, essendo palpabile anche in animali di un anno. La mancata chiusura dell'anello ombelicale porta all'ernia ombelicale.
Per quanto riguarda l'uraco, nel vitello esso può raggiungere la lunghezza di 40 centimeters, mentre nel puledro rimane sempre corto. Questo aspetto determina riscontri patologici differenti tra le due specie.

Patologie dell'Ombelico

La patologia ombelicale si manifesta con tumefazione calda, dolente e di dimensioni maggiori, spesso visibile subito dopo la nascita. Le manifestazioni cliniche variano a seconda delle strutture (extra o intra-addominali) coinvolte.
La visita clinica richiede ispezione e palpazione per valutare dimensioni, consistenza e la presenza di infiammazione (calore e dolore). La palpazione è cruciale per individuare la "porta erniaria".
L'ernia ombelicale è il passaggio di un organo attraverso questa porta, distinguendosi da flebite, arterite o urachite. È fondamentale stabilire se l'ernia è riducibile (minore rischio di strozzamento). L'ernia strozzata è grave: l'anello erniario comprime l'organo, causando danni vasculari, necrosi e un quadro infiammatorio viscerale molto doloroso.
Durante la visita, si tenta di risospingere il contenuto della tumefazione nell'addome, anche mettendo il vitello in decubito dorsale. Non sempre si tratta di un organo; talvolta può essere un ascesso, nonostante la porta erniaria sia aperta.
Le forme ascessuali e infiammatorie sono accompagnate da sintomi sistemici (ipertermia, inappetenza, abbattimento del sensorio, tachicardia, polipnea). Le ernie riducibili sono asintomatiche, ma se strozzate diventano sintomatiche con dolore addominale e risentimento sistemico.
Il cordone ombelicale si rompe alla nascita (moncone esterno 6 to 10 centimeters). Un cordone corto, tipico del parto cesareo, può essere problematico, aumentando il rischio di infezioni per la mancata chiusura e obliterazione dei vasi.
Dopo la nascita:
- le arterie diventano i legamenti rotondi della vescica;
- la vena diventa il legamento rotondo del legamento falciforme del fegato;
- l'uraco (che collega ombelico e vescica per lo scambio di cataboliti fetali) si oblitera in una settimana, chiudendo il polo craniale della vescica.
Il residuo ombelicale dovrebbe seccare/asciugarsi in una settimana, riducendosi progressivamente. Mentre nel puledro scompare lasciando una cicatrice piatta, nel vitello rimane quasi sempre un piccolo cordoncino extra-addominale palpabile.

Classificazione Delle Tumefazioni Ombelicali

1. Ernia ombelicale semplice (non complicata).
2. Ernia ombelicale complicata
3. Ascesso ombelicale/onfalite cronica
4. Onfaloflebite
5. Onfaloarterite
6. Ascesso dell' uraco (accompagnato o non accompagnato da interessamento delle arterie ombelicali
7. Panonfalite (infimmazione di tutte le strutture ombelicali)
Mentre nel puledro con la rottura dell'uraco si ha uroperitoneo, nel vitello, dove l'uraco è più lungo, si ha la genesi di adesiolisi conseguenti al processo infiammatorio. Dunque, se da un lato abbiamo il puledro che ha un versamento urinoso in addome (uroperitoneo) con relativa sintomatologia causata appunto dall'iperkaliemia, inappetenza, disidratazione (quindi un risentimento generale), il vitello non ha un versamento urinoso ma ha una colica, perché va incontro a enterite o, se l'uraco si attorciglia attorno all'intestino (al piccolo intestino o al colon che scorre proprio a fianco della vescica), può avere delle strozzature dell'intestino fino alla necrosi, richiedendo enterectomia.
Il parto distocico può causare la rottura dell'uraco nel puledro a causa dello stiramento addominale forzato. Nel vitello, la rottura dell'uraco è rara; più comune è l'infiammazione (flemmoni urinosi). Se si rompe, spesso vicino all'ombelico, l'urina crea un infiltrato. Il vitello presenterà un ombelico umido, dolente alla palpazione, indice di scolamento dei piani muscolari e infiammazione causata dall'urina.

Ernia Ombelicale

L'ernia ombelicale si compone di porta erniaria attorniata da anello, cavità, contenuto e pareti.
Nel vitello le cause sono:
- ereditarie: mal saldamento della linea alba secondaria ad infezioni
La riduzione dell'organo deve tenere in considerazione la causa eziopatogenetica in quanto il riposizionamento non deve permettere il passaggio di materiale infetto in addome.

Porta Erniaria

La porta erniaria ombelicale è la zona di mancata chiusura del passaggio vascolare. L'anello è formato dall'aponeurosi del muscolo retto dell'addome e la sua dimensione varia: nelle ernie secondarie, è più grande nei primi giorni e tende a ridursi dopo la prima settimana.
L'ernia può essere:
- vera: l'organo nel sacco erniario rimane avvolto nel peritoneo (caso prevalente nel vitello);
Image summary: Un disegno anatomico che mostra una sezione trasversale di un tessuto, con diverse parti numerate da 1 a 5. Lo schema illustra la struttura di un'apertura o di un orifizio che conduce a una cavità interna, evidenziando la disposizione degli strati superficiali e profondi. Lo scopo dell'immagine è descrivere l'anatomia strutturale di questa specifica regione.
falsa: l'organo rompe il peritoneo e fuoriesce in sottocute.
Nel puledro ernia sempre il digiuno, in quanto molto liscio.
Nel vitello, invece, passa l'abomaso, dato che è un organo molto piccolo e mediano.
Prognosi
La prognosis di un'ernia è favorevole se è riducibile, spesso gestibile con antibiotici o l'uso di pancere (sistemi elastici contenitivi).
Se l'ernia non è riducibile (a causa di infiammazione o strozzamento che ispessiscono la porta erniaria e le pareti dell'organo), è quasi sempre indice di un organo in cattive condizioni; tentare di spingere eccessivamente può romperlo. Antinfiammatori e antibiotici possono aiutare a ridurre l'infiammazione per permettere la riduzione.
Se non riducibile, l'unica opzione è chirurgica. La prognosi peggiora se l'organo ha subito un danno vascolare.
La riduzione manuale è possibile, seguita da antibiotici, antinfiammatori e l'applicazione di pancere (frequente nei puledri). Nei puledri con ernie importanti, data l'alta probabilità di recidiva dopo la riduzione, si procede generalmente subito con la chirurgia.
Inoltre, nel puledro l'infezione tende a risalire al fegato o alla vescica, poiché il SI è molto immaturo; può quindi dare origine per via ematogena a forme setticemiche nel polmone o nelle articolazioni (artriti settiche). Quindi il controllo ecografico dello spessore di vene e arterie è il fattore per definire se deve andare in chirurgia o no.
Nel vitello non succede in quanto è più resistente e il processo infiammatorio generalmente si limita alla porzione extraddominale.

Infezione Vena E Arteria Ombelicale

Rischio: infezione - ascesso - flusso ematico, possibile setticemia e batteriemia
I batteri arrivano dal monconcino, più è corto più la risalita batterica è facilitata.
INFEZIONI URACO
Puledro ha sintomatologia tipica: urina dall'ombelico.
Nel vitello si genera femmone urinoso.

Asces so Ombelicale

Come complicazione dell'ernia ombelicale, l'evento più frequente (es. vitellino in esercitazione) è che i batteri entrano, si localizzano nel sottocute del residuo ombelicale, causando infiammazione e la formazione di un ascesso sottocutaneo in prossimità dell'ombelico (risposta anticorpale, globuli bianchi, degranulazione). Si presenta come una tumefazione molle, calda, scarsamente dolente (extra-addominale).
Normalmente, si punge per conformare il materiale purulento (pus) e poi si drena. Attenzione: è fondamentale distinguere un eventuale contenuto purulento dall'abomaso, poiché una puntura errata richiede un intervento chirurgico e comporta un rischio significativo di infezioni.
: Image summary: Una fotografia che mostra una mano con guanto che preme l'ubre di una vacca, facendo fuoriuscire un getto di latte denso e biancastro su un letto di paglia. L'immagine documenta una procedura di mungitura o di controllo della qualità del latte.
Se confermato l'ascesso, si esegue un drenaggio nel punto più basso e uno nel punto più fluttuante, inserendo un drenaggio e mantenendo il vitello in un ambiente il più pulito possibile.
Il drenaggio è essenziale per ascessi voluminosi, poiché previene la formazione di uno "spazio morto" che potrebbe riempirsi di sierosità, accelerando la guarigione tramite l'accollamento dei tessuti. Durante l'apertura dell'ascesso, è cruciale esplorare gli annessi ombelicali per valutarne l'infimmazione, dato che gli ascessi di solito originano da questi (flebite, onfalite, arterite). È sempre necessario controllare l'addome con ecografo o, in assenza, monitorare clinicamente il paziente (frequenza cardiaca, respiratoria e, soprattutto, temperatura), che non deve più presentare ipertermia dopo la rimozione dell'ascesso.
Nel puledro, il drenaggio è sempre controindicato. È fondamentale eseguire un'ecografia per valutare gli annessi ombelicali, prestando attenzione a un contenuto anecogeno o disomogeneo. L'approccio terapeutico primario è chirurgico, mirato all'asportazione degli annessi ombelicali.
In determinate circostanze, è possibile ricorrere a un tampone con conseguente terapia antibiotica specifica, monitorando attentamente l'evoluzione clinica.

Colica nel Cavallo

La colica all'80% è una patologia del gastroenterico, al 20% è una patologia uro-genitale. La sintomatologia è di solito asseribile al mal di pancia, ma nelle metanalisi (grosse cliniche) questa proporzione è ritenuta abbastanza attendibile, anche se nell'addome ci sono molte strutture.
Il gastroenterico è rappresentato dalla porzione distale dell'esofago, stomaco, il piccolo e il grosso intestino, e il cieco. Si hanno 30 m di piccolo intestino liberi, ad eccezione del duodeno che è fissato al lato destro dal mesoduodeno. Anche il grosso colon si presenta libero, è diviso colon dorsale e ventrale di sinistra -> flessure diaframmatica-> colon ventrale e dorsale di destra e flessura pelvica.
Piccolo e grosso intestino sono poi uniti a livello di cieco, che riconosce una valvola ileo-ciecale, e continua nella parte ventrale con il colon.

{Esame clinico:}

Anamnesi
L'anamnesi serve per sapere se ci sono dei fattori predisponenti, il che aiuta anche nell'identificare delle variazioni gestionali da effettuare, ad esempio se calare la quantità di concentrati o di altri integratori, se togliere l'acqua fredda a favore di quella tiepida, se usare una coperta da paddock, tutte condizioni gestionali utili.
Però non è utile per capire la gravità il giorno della colica.
Segnalamento
Razza, età e sesso sono utili per indirizzarci tra le patologie, che soprattutto nel cavallo più anziano possono essere più frequenti, come possono essere l'ernia nefrosplenica, l'ernia winslowiana, strozzamento del piccolo intestino col lipoma, tutte patologie frequenti nel cavallo sopra i 15 anni.
Anche sapere se una cavalla è una femmina gravida è importante: l'utero gravido può avere una serie di patologie che incorrono poi in dolore addominale.
Il maschio intero può avere un'ernia addominale, ovvero il passaggio nell'anello inguinale nel piccolo intestino e in particolare dell'ileo. Se vediamo uno stallone maschio intero con uno scroto molto gonfio è la prima cosa alla quale si pensa.
L'ernia inguinale è una patologia in cui non si visita il cavallo: con la mano si sente che lo scroto, se è caldo e dolente si manda il cavallo in clinica, in quanto in questo caso il fattore tempo è un fattore cruciale.

EOG

1. sviluppo scheletrico e costituzione: non è predisponente.
2. stato di nutrizione: BCS, un cavallo in buono stato di nutrizione con sospetta colica è un fatto acuto, in un cavallo in cattivo stato di nutrizione invece la colica potrebbe essere una riacutizzazione di un processo cronico.
3. : stato del sensorio: eccitazione: fase acuta del dolore freccia bidirezionale depressione: fase avanzata della patologia o fase successiva all'eccesso di dolore.
4. segni e atteggiamenti particolare: possono essere anche presenti in contemporanea - cavallo che si guarda il fianco: condizione di dolore
- raspa con l'arto anteriore
- posizione a cavaletto, arti fuori di sè, stirare i mesi
- cavallo che si rotola: eccesso di dolore
- flehmen: sollevamento labbro superiore per aumentare l'organo vomeronasale nello stallone, lo fanno anche in costipazione
- posizione per urinare ma non lo fa: il cavallo produce poche urine
5. cute e connettivo sottocutaneo:
- grado di idratazione, se la plica ritorna nel giro di 2 to 3 sec l'idratazione è adeguata, se il tempo aumenta l'idratazione è scarsa.
- lesioni cutanee sono indicazioni circa i tempi di insorgenza della sintomatologia algica in quanto il cavallo rotola e si fa male a livello di prominenze ossee
6. mucose apparenti (orletto gengivale, oculo congiuntivale e vulvare):
- porcellana: anemia (in colica può avere un sequestro una perdita all'interno)
- pallide: vasocostrizione dovuta a stress per eccesso di dolore, rilascio di catecolamine che causano tachicardia e vasodilatazione.
- itteriche:
- →48 ore di digiuno nel cavallo causano mucose itteriche in quanto non è presente la cistifellea e quindi la bile viene riassorbita.
- pre epatiche: emolisi da piroplasmi (segni clinici: splenomegalia, emolisi, febbre, dolore addominale)
- →intraepatiche: infiammazione dei dotti biliari, colangioepatiti batteriche risalgono batteri dal coledoco
Image summary: Una fotografia ravvicinata della pianta di uno zoccolo di bovino, che mostra l'area della fascia corneale e del solco plantare con evidenti segni di erosione e lussazione dei tessuti. L'immagine documenta una patologia podale, evidenziando il danno strutturale alla base dello zoccolo.
Image summary: Una fotografia clinica che mostra una sezione di denti superiori con gengive arrossate e gonfie, e una marcata presenza di tartaro e placca scura accumulati lungo il margine gengivale. L'immagine documenta uno stato di grave infiammazione gengivale e scarsa igiene orale.
- →postespatiche: ostruzioni del coledoco, patologie primarie del piccolo intestino
- cianotiche: difetto di scambi polmonari, in caso di colica a causa di meteorismo, come nella GDV nel cane porta un'impossibilità al polmone di aprirsi e scambiare i gas. Ci sono 3 fasi:
1. l'ossigeno non entra (grave meteorismo, compressione o una patologia polmonare concomitant)
2. trasporto non sufficiente di ossigeno: cianosi o ipossia <5g/dl
3. ipotensione: l'ossigeno non arriva ai tessuti se
Image summary: Una fotografia clinica che mostra l'arcata dentale inferiore di un paziente, con evidenti depositi di tartaro e placca accumulati lungo il colletto di diversi denti. L'immagine documenta una condizione di scarsa igiene orale caratterizzata da un marcato accumulo di calcolo dentale.
abbastanza pressione idrostatica, gittata, e quindi pressione dei capillari. I tessuti iniziano a lavorare in anaerobiosi, con produzione di piruvato e acido lattico → mucose blu e iperlattatoemia.
- congeste: vasodilatazione nella fase terminale dello shock o quando il surrene non ha catecolamine da mandare in giro. Comporta stasi venosa e tutto il sangue rimane in periferia non tornando ad ossigenarsi.
- orletto gengivale da ipossiemia
Un aumento/diminuito TRC indica un disturbo circolatorio.
7. polso:
polso periferico, ovvero la pulsazione di un vaso arterioso di piccole dimensioni, si prende a livello di:
- arteria mandibolare
- arteria trasversa della faccia (parte dal canto mediale dell'occhio)
- arterie digitali (a livello dei sesamoidi).
freccia frequenza:
Bradicardia: predominanza del parasimpatico
Tachicardia:
- modica: FC >60 batt/min, secondaria a rilascio di catecolamine
- severa: causata da ipovolemia con FC > 100 batt/min, tanto più è ipovolemico tanto più è tachicardico (fattore prognostico negativo)
freccia ritmo:
Bradi-aritmia: non ci spaventa in quanto la predominanza del parasimpatico fa sì che nel tracciato ci siano onde P non condotte che a livello di polso corrispondono al battito e poi a un buco.
Tachi-aritmia: causata da
- alterazioni elettrolitiche severe di calcemia e kaliemia possono creare aritmie.
- ipossiemia cardiaca: dolore causa rilascio di catecolamine che creano vasocostrizione, quando queste terminano si ha una vasodilatazione massiva a carico anche delle coronarie, le cellule del miocardio sono incapaci di lavorare in anaerobiosi e si iperpolarizzano a caso. E' indice di ipossiemia cardiaca.
8. respiro: normale 10 to 12, si guarda posteriormente da dietro l'arco costale.
9. temperatura
Normotermico: 37 a 38 gradi Celsius
Ipertermico> 38°C associati a eventi infettivi, nella colica parassiti o
Ipotermico < 37°C, problemi metabolici o tiroidei
11. grandi funzioni organiche:
Le urine in colica possono avere pigmenturia:
- bilirubina (in ottica di mucose itteriche), colangioepatite con eccesso di bile con passaggio di essa anche nelle urine
- emoglobina, in seguito ad emolisi con parti dei globuli rossi danneggiati.
- mioglobina, da danno muscolare importante.
- concentrate se disidratazione
Le feci si osservano nel box o in van. Se durante il trasporto un cavallo non defeca è un problema: tutti defecano in condizioni di stress.

EOP Digerente

Esplorazione punte dentarie che possono alterare capacità di ingestione.
Palpazione esofago
Ispezione addome: scomparsa fossa del fianco
Auscultazione addome:
Sinistra dorsale: piccolo intestino - sinistra ventrale: grosso intestino Destra dorsale: valvola ileo-ciecale - destra ventrale: corpo del cieco

EOP Circulatorio

In auscultazione non si sentono le aritmie (si sentono solo con il polso) ma si sentono i toni cardiaci: soffi
Attenzione ai sintomi: stasi della giugulare, mucose congeste, TRC aumentato porta a soffio

Esplorazione Rettale

A ore 6: dopo l'osso del pube si trova la vescica
A ore 7: colon dorsale con flessura pelvica, contiene materiale poltaceo, a seconda di quanto è pieno può venire incontro verso la pelvi.
A ore 9: parete addominale liscia, poi verso il centro si trova il bordo caudale della milza a cuneo, legamento nefro splenico: amaca sospeso tra rene e milza, lasso nell'anziano in cui il colon dorsale di sx ci monta sopra dando l'ernia nefro splenica.
A ore 12 con la mano rivolta verso l'alto, si trova l'aorta. Nella giunzione lombosacrale si divide nelle iliache dx e sx, la pulsazione è percettibile.
In mezzo si trovano i linfonodi iliaci che se megalici sono percettibili come bozzellature.
A ore 5: lenzuolo accatastato, tenie del cieco con materiale poltaeco più liquido, se si riempe e diventa meteorico si sentirebbe in alto come una bolla che sale da ore 3 con possibile scomparsa della fossa del fianco dx.
Image summary: Un collage di illustrazioni mediche disposte a raggiera attorno a un quadrante di orologio. Le immagini mostrano l'aorta addominale, una sezione di polmone e diverse visualizzazioni del colon e dell'intestino, incluse procedure endoscopiche. L'immagine ha uno scopo puramente illustrativo e non riporta dati analitici.
A ore 6 davanti alla vescica si sentono le scibale del piccolo colon, si differenziano da linfonodi aumentati di volume perché sono deformabili.

Esercitazione Visita di Zoppicatura

trotto: andatura regolare simmetrica, ad ogni passo il cavallo poggia con 2 arti galoppo: appoggio con 1 arto alla volta
Razze diverse hanno andature diverse nella normalità, quindi vanno distinte.

Video

Movimenti della testa: indicatori di zoppie cavalli arabi: sono stati selezionati per correre nella sabbia del deserto, garretti sempre flessie sollevati cavalli da dressage: selezionati
Zoppia anteriore sx: alza la testa quando lo appoggia, testa abbassata quando appoggia l'altro per compensare il peso.
La falcata è più lunga nell'arto sano in quanto porta maggiormente il peso.
Zoppia al posteriore: non muove la testa, si guarda il sollevamento della gruppa quando va giù l'arto problematico in quanto scarica il peso sul sano.
Guardando i muscoli glutei, quello che appare più alto indica il posteriore con la patologia.
Valutare la zoppia quando il cavallo è montato è ancora più difficile perché il cavaliere tiene le redini e il movimento della testa è limitato.
Le zoppie possono essere causate anche da alterazioni neurologiche come:
- atassia: saltano di più durante il passo perché hanno meno propriocezione, hanno meno stabilità.
- arpeggio: per cause neurologiche (neuropatia al peroneo) o contratture al semimembranoso o semitendinoso.
Flex test: iperflessione dell'arto per un minuto che sollecita tutte le strutture. Dopo aver lasciato l'arto si fa trottare il cavallo, se rimane zoppo ha un problema. Si fa sia sull'anteriore che posteriore, su tutti e 4 gli arti.
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